Lo scenario politico

Dal campo largo alle tensioni del centrodestra, le sfide aperte dai ballottaggi

Un "grande successo per il Pd e il centrosinistra", esulta Letta. Tensioni sulla sconfitta di Sboarina a Verona. Salvini: "Divisioni e litigi non dovranno ripetersi". Meloni: "Si poteva fare meglio, chiedo incontro a Salvini e Berlusconi"

Dal campo largo alle tensioni del centrodestra, le sfide aperte dai ballottaggi
Ansa
Damiano Tommasi è il nuovo sindaco di Verona

Quel che è stato e quel che sarà. Il giorno dopo il voto per il secondo turno delle elezioni comunali i partiti fanno i conti con vittorie e sconfitte in una fase che vede cambiare la scena politica molto rapidamente. La crisi del M5s in cerca d'identità, la scelta fatta da Luigi Di Maio di andare “Insieme per il futuro” - con decine di ex pentastellati e chissà con chi altro ancora - hanno già segnato uno spartiacque in questa stagione e aperto la corsa elettorale in vista del voto atteso nel 2023.  In molti dicono che non è certo questo ballottaggio (13 capoluoghi e 65 comuni) a determinare quello che succederà alle Politiche, e con quali rapporti di forza ci si arriverà. Ma i risultati di ieri accelerano comunque i processi in corso: il "campo largo", la coalizione fortemente voluta da Enrico Letta conquista Verona, dopo 15 anni di 'dominio' del centrodestra con la vittoria a sorpresa di Damiano Tommasi nella città veneta , poi Parma, Piacenza, Cuneo, Catanzaro (dove il centrosinistra non vinceva da 11 anni) e Alessandria. Un trionfo netto, una vittoria a “valanga”, come è stata definita dai commentatori, al nord, come al sud.  Un "grande successo per il Pd e il centrosinistra", esulta il segretario del Pd, secondo cui il risultato rafforza il governo. "Alla fine paga la linearità e la serietà: vinciamo perché la responsabilità è più importante di tutto - dice - in questo momento difficile serve una politica che sia seria e lineare. Il campo largo è stato preso in giro ma questa strategia paga. Perde male il centrodestra per scelte incredibili, scegliendo fuoriusciti del centrosinistra, penso a Catanzaro", aggiunge il segretario Dem. "Questo è un risultato che ci rafforza in prospettiva del futuro, nella costruzione di un centrosinistra che sia vincente anche a livello nazionale per le politiche dell'anno prossimo. Da domattina (oggi ndr) ci mettiamo tutti a lavorare per preparare le elezioni".     

Insomma, il cantiere è avviato e il progetto non cambia. Poi con quali forze verrà realizzato resta ancora una domanda aperta. Come aperta è la questione della leadership nel centrodestra e di un'alleanza che sconta frizioni crescenti e ambizioni contrapposte. Nella Lega si annuncia già una resa dei conti, ma anche un fronte polemico nei confronti della leader di Fdi Giorgia Meloni, accusata di non essere riuscita a creare le condizioni per federare l'alleanza. Il caso Verona, dove Federico Sboarina sindaco uscente e candidato voluto proprio dalla Meloni che ha rifiutato a sorpresa l'apparentamento con l'ex sindaco Flavio Tosi, neo forzista, è quello che ha acceso particolarmente gli animi. Matteo Salvini aveva fiutato la sconfitta: "Uno sbaglio clamoroso - l'ha definito in un colloquio con La Stampa - e lo dice uno che Tosi lo ha espulso dalla Lega e che di certo non è uno dei suoi migliori amici".  Poi su Facebook commenta: “Spiace per le città perse al ballottaggio, nonostante l'impegno di candidati e militanti, spesso per le divisioni e i litigi nel centrodestra come a Verona, che non si dovranno più ripetere. Spiace per la bassa partecipazione al voto, spesso inferiore al 30%, segnale che costringe tutti a lavorare di più e meglio”. Giorgia Meloni dal canto suo si dice altrettanto insoddisfatta, e in video sui social fa il punto: ""Non siamo soddisfatti del risultato di questi ballottaggi. Il centrodestra, certo, poteva fare meglio". Ma aggiunge: "I dati di queste elezioni ci obbligano a riportare Letta sul pianeta terra. Centrosinistra e M5s governavano 56 Comuni, oggi ne governano 53. Il centrodestra governava 54 Comuni, oggi ne governa 58. Se il Pd è così sicuro di aver vinto queste amministrative, allora abbia il coraggio di confrontarsi subito alle elezioni politiche. Il Centrodestra torni unito e compatto per vincere le grandi sfide che ci attendono".

Ad analizzare la sconfitta è anche il partito di Silvio Berlusconi: "I risultati non sembrano soddisfacenti per il centrodestra. Ma il partito che ha vinto è quello del non voto, dell'astensionismo. Non so come faccia il Pd a esultare. Bisogna fare autocritica e interrogarsi un po' tutti", commenta la senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli. Ma che il risultato sia pesante per il centrodestra è evidente - osserva - soprattutto nel caso di Verona".  A dare la misura del malcontento è anche un titolo de Il Giornale che parla di “harakiri del centrodestra”. E le parole dell'esponente di FdI, Ignazio La Russa, sono la spia delle divisioni della coalizione. "Su Verona è stato uno sbaglio di Sboarina e Tosi non sapersi accordare nel ballottaggio con apparentamento o appoggio ufficiale, ma il vero errore è stato fatto al primo turno quando solo FdI e Lega hanno appoggiato il sindaco uscente mentre Fi ha voluto rompere per appoggiare Tosi che poi non è arrivato neanche al ballottaggio", dice l'esponente del partito di Giorgia Meloni. Insomma, il confronto nel centrodestra è più che aperto e una delle prossime tappe è quella delle Regionali in Sicilia dove la ricandidatura di Musumeci, voluta da Fdi, ha già sollevato polemiche e creato tensioni con gli alleati, contrari all'ipotesi. "Basta litigi, a partire della Sicilia, non possiamo rischiare di mettere a repentaglio il risultato delle politiche - dice Meloni - chiederò a Salvini e Berlusconi divederci il prima possibile per evitare ulteriori divisioni".

Sulle alleanze future interviene anche il leader di Italia Viva, Matteo Renzi che a proposito di quel che sarà ricorda la scelta del suo partito: "Oggi ognuno tira la corda dalla propria  parte. Bisogna riconoscere che al primo turno il centrodestra è andato bene, al secondo turno il centrosinistra ha vinto in molte realtà  importanti, ma va sottolineato il risultato di molti candidati civici. E' il segno di un cambiamento. Di volta in volta noi abbiamo scelto di appoggiare i candidati migliori - aggiunge -  senza guardare alle appartenenza: Viterbo, Parma e Genova. Noi a Parma siamo stati con il centrosinistra, a Genova con il centrodestra e a Viterbo con la candidata civica. Alle amministrative abbiamo scelto le persone migliori, alle politiche sarà diverso".

Mentre il neo leader di Ipf, Luigi Di Maio ribadisce la linea “draghiana”: "Anche questi ballottaggi hanno dimostrato che, tra quelli di maggioranza, reggono pochi partiti, cioè quei partiti che stanno continuando a sostenere con convinzione questo governo. Crolla, o in molti casi sparisce, chi invece non fa altro che creare fibrillazioni all'azione del governo. Un segnale chiaro da parte dei cittadini, e lo hanno ribadito sia al primo e che al secondo turno di queste amministrative". E ogni riferimento al suo ex Movimento e al leader che lo rappresenta non è puramente casuale.