La crisi dell'energia

Gazprom taglia del 50% la fornitura di gas all'Italia: governo pronto ad alzare il livello di crisi

Tra i primi effetti dei tagli alle forniture dalla Russia all'Europa c'è da registrare l'impennata del prezzo del metano: +43% in una settimana. Il ministero farà il punto della situazione a metà della prossima settimana

Gazprom taglia del 50% la fornitura di gas all'Italia: governo pronto ad alzare il livello di crisi
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Gasdotto

Se il taglio della fornitura di gas dalla Russia continuerà, dalla prossima settimana il Ministero della Transizione ecologica potrebbe alzare il livello di crisi del sistema gasiero nazionale, da preallarme ad allarme: la valutazione sarà fatta a metà della prossima settimana dopo un monitoraggio di quanto accadrà in questi giorni. Si tratterebbe  di un gradino di maggiore attenzione ma non ci sarebbero misure eccezionali, come tagli di forniture alle centrali elettriche e alle industrie, utilizzo degli stoccaggi, soglie di temperatura per le caldaie (non d'estate, naturalmente). Queste misure scatterebbero solo se fosse dichiarato lo stato di emergenza, che però al momento non è in vista.

Gazprom chiude i rubinetti

A fronte di una richiesta giornaliera di gas da parte di Eni pari a circa 63 mln di metri cubi, Gazprom ha comunicato che fornirà solo il 50% di quanto richiesto (con quantità effettive consegnate pressoché invariate rispetto ieri). Lo fa sapere la stessa Eni. Ieri a fronte delle richieste effettuate dalla compagnia italiana Gazprom aveva informato che avrebbe consegnato solo il 65% delle forniture. Ma, tra i primi effetti dei tagli alle forniture di gas dalla Russia all'Europa, c'è da registrare l'impennata del prezzo del metano del 43%: in una settimana è passato da 82,5 a 117,74 euro.

Ciò nonostante, il sistema italiano del gas si regge in equilibrio: complici anche le alte temperature, a fronte di una domanda prevista di 155 milioni di metri cubi è disponibile un'offerta di 195 milioni. Il disavanzo viene destinato in parte agli stoccaggi (23 milioni di metri cubi) e in parte alle esportazioni. Oggi nella rete italiana arriverà più gas algerino che russo: secondo le previsioni commerciali indicate sul sito di Snam, da Tarvisio (Udine) è previsto un ingresso di 34,78 milioni di metri cubi del gas di Mosca, da Mazara del Vallo (Trapani) di 64,3 milioni di metri cubi di gas algerino e da Melendugno (Lecce), di 28,4 milioni dall'Azerbaijan. “Non vi è alcuna indicazione di un rischio immediato di sicurezza degli approvvigionamenti”, fa sapere la Commissione europea

Giovedì la fornitura di gas russa all'Europa attraverso il gasdotto Nord Stream 1, che raggiunge la Germania passando sotto il Mar Baltico, è scesa ancora e Mosca ha affermato che ulteriori ritardi nelle riparazioni potrebbero portare alla sospensione di tutti i flussi, mettendo un freno alla corsa dell'Europa per rifornire le sue scorte di gas. Questa mattina gli operatori comunicano che i flussi di gas russo verso l'Europa attraverso il gasdotto Nord Stream 1 e l'Ucraina sono stati per lo più stabili, mentre sono aumentati di circa il 14% quelli verso est sul gasdotto Yamal-Europe, che transita da Bielorussia e Polonia.

Sempre ieri il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov aveva affermato che le riduzioni dell'offerta non sono state premeditate e sono legate a problemi di manutenzione, ma il presidente del Consiglio dei ministri italiano Mario Draghi ha respinto la spiegazione: "Sia la Germania sia noi, e altri, crediamo che queste siano bugie. C'è un uso politico del gas, così come del grano", ha detto ieri in conferenza stampa a Kiev. “L'Italia punta a riempire il sistema di stoccaggio del gas del Paese fino ad almeno il 90% della capacità in tempo per il prossimo inverno. Lo stoccaggio si attesta al 54% della capacità a partire da giovedì”.

Di “decisione politica” parla oggi anche Christiane Hoffman, portavoce del cancelliere tedesco Olaf Scholz, mentre dal ministero dell'Economia di Berlino si fa sottolinea che i problemi di manutenzione della turbina Siemens "non giustificano una riduzione del gas di questa portata"

I taglio delle forniture, in varia misura, hanno riguardato oltre all'Italia Francia, Polonia, Bulgaria e Finlandia, Germania e l'Austria, e colpiscono l'Europa mentre sta riempiendo gli stoccaggi, con un obiettivo fissato dall'Ue di coprire almeno l'80% entro novembre per affrontare in sicurezza il prossimo inverno. Il vicepremier russo Aleksandr Novak, parlando dal Forum economico di San Pietroburgo, ha detto di non escludere che il continente abbia problemi a coprire il proprio fabbisogno.

L'operatore della rete gas francese, Grtgaz, ha affermato intanto stamane di non ricevere più da due giorni gas russo via gasdotto, con con "l'interruzione del flusso fisico tra Francia e Germania". Tuttavia, ha rassicurato che le scorte francesi sono piene al 56%, rispetto al 50% abituale nello stesso periodo.  La Francia si affida alla Russia per circa il 17% del proprio gas.

Intanto nei primi 5 mesi dell'anno hanno raggiunto il record di sempre le importazioni di gas naturale liquefatto (Gnl, la principale alternativa alle forniture via gasdotto) in Europa, secondo i dati della piattaforma indipendente European Gas Hub. A maggio il dato medio giornaliero è stato di 15,5 miliardi di piedi cubi. Nel 2021 non è mai stata superata la media giornaliera mensile di 12,5 miliardi di piedi cubi.

Il gas naturale sulla piazza di Amsterdam dopo il taglio deciso da Gazprom alle richieste occidentali di forniture è dapprima balzato a 134 euro al MWh per tornare ad abbassarsi fino a 123.