Usa

Inchiesta 'Capitol Hill', sempre più testimonianze che Trump cercò di ribaltare il voto popolare

Quinta udienza pubblica della commissione parlamentare sul 6 gennaio: deputati repubblicani chiesero la "grazia preventiva", all'indomani dell'assalto al campidoglio. Il tentativo di sostituire il procuratore generale perchè non credeva nei "brogli"

Inchiesta 'Capitol Hill', sempre più testimonianze che Trump cercò di ribaltare il voto popolare
AP Photo
Washington. Udienza pubblica commissione 6 gennaio

Deputati repubblicani che all'indomani dell'assalto al campidoglio americano chiesero la "grazia preventiva", Trump che era così frustrato dall'inazione del ministero della giustizia di fronte alle sue denunce di brogli elettorali, che tentò di silurarlo, tanto che proprio oggi c'è stata una perquisizione dell'Fbi nell'abitazione di chi avrebbe dovuto prenderne il posto (ossia l'ex dirigente del dipartimento di giustizia, Jeffrey Clark),  che Donald Trump voleva installare come attorney general, nei giorni precedenti all'assalto del Capitol Hill. Sono alcuni dei dettagli inquietanti emersi dalla quinta udienza pubblica, della commissione parlamentare d'inchiesta sul 6 gennaio: in scena le pressioni di Trump sul dipartimento di Giustizia.
 

Le richieste di "Grazia preventiva"
All'indomani dell'attacco al campidoglio, alcuni deputati repubblicani che aiutarono Donald Trump nel tentativo di ribaltare il voto del 2020, chiesero ad alti dirigenti della Casa Bianca una "grazia preventiva": a sostenerlo in aula, importanti collaboratori dell'allora presidente tra cui l'assistente speciale Cassidy Hutchinson ed il consigliere Johnny McEntee. Sono stati loro a raccontare in udienza che "vari membri repubblicani del Congresso cercarono il provvedimento di clemenza: Andy Biggs, Louie Gohmert, Scott Perry, Marjorie Taylor Greene e Matt Gaetz".
Stando alle testimonianze, anche il deputato Gop Mo Brooks, mandò un'email l'11 gennaio del 2021 (quindi 5 giorni dopo l'assalto) chiedendo "la grazia per tutti gli usi, per ciascun parlamentare che avesse contestato i voti elettorali, dall'Arizona, alla Pennsylvania". Richieste che confermerebbero gli sforzi dei congressman repubblicani per diffondere la disinformazione sui risultati delle elezioni e per fare pressione sul dipartimento di giustizia affinchè legittimasse le accuse di brogli di massa, ma nonostante ciò, non correre alcun rischio.
Nessuno dei parlamentari, comunque, ottenne la grazia 'preventiva'. 

Assalto a Capitol Hill a Washington Getty
Assalto a Capitol Hill a Washington

Trump "tentò di silurare il ministro della giustizia"
L'ex presidente Trump cercò di silurare l'attorney general ad interim (ministro della giustizia), Jeffrey Rosen: rèo di essere troppo "inattivo di fronte alle sue denunce di brogli elettorali". A confermarlo lo stesso Rosen, chiamato a deporre come testimone nell'udienza pubblica: il 23 dicembre del 2020 - così l'ex ministro - Trump chiamò o incontrò Rosen "quasi ogni giorno premendo in varie direzioni", anche perchè nominasse un procuratore speciale per indagare sui sospetti di frodi elettorali. Nomina che Rosen evidentemente non ritenne opportuna, a tal punto che come racconta il suo vice, Richard Donoghue, "in una conversazione di 90 minuti con Trump alla Casa Bianca - il 27dicembre - gli disse schiettamente che le sue accuse di frodi erano senza fondamento". "Volli essere franco perchè ci era chiaro che c'erano un sacco di persone che sussurravano al suo orecchio, alimentando accuse e teorie cospirative", dichiara. 
E quando nello stesso incontro Rosen disse al presidente che "il dipartimento di giustizia non poteva schioccare le dita e cambiare l'esito delle elezioni", il tycoon - riferisce - rispose: "quello che vi sto chiedendo è semplicemente di dire che (le elezioni, N.d.r.) sono corrotte, e lasciare il resto a me ed ai parlamentari repubblicani".

Rosen poi venne a sapere che Trump aveva offerto il suo posto a Jeffrey Clark, un oscuro avvocato del dipartimento, ma pronto a sostenere i suoi sforzi per ribaltare il voto.

Donald Trump, Delaware, Ohio AP / Joe Maiorana
Donald Trump, Delaware, Ohio

Ed oggi, l'Fbi ha perquisito la casa di Jeffrey Clark, una mossa nell'ambito dell'inchiesta condotta dallo stesso dipartimento, parallela a quella della commissione parlamentare sull'attacco al Campidoglio.