Maggioranza perduta

Israele pronto allo scioglimento della Knesset, nuove elezioni forse a ottobre

La mozione sullo scioglimento al voto già domani e per lunedì il voto definitivo, in Parlamento. A guidare il governo fino alle prossime elezioni l'attuale ministro degli esteri Yair Lapid. L'ombra del ritorno di Netanyahu dietro l'angolo

Israele pronto allo scioglimento della Knesset, nuove elezioni forse a ottobre
@ansa
Un giovane sostiene la bandiera israeliana

Era da settimane che la coalizione di governo (destra, centro, sinistra e partito arabo Raam) era tenuta sul filo del rasoio da ripetuti annunci di uscite da parte di deputati della maggioranza, e dopo vari tentativi di tenerla unita, la maggioranza di governo del parlamento israeliano è oramai perduta.

La coalizione a sostegno del governo di Naftali Bennett e Yair Lapid ha stretto i tempi per la presentazione della mozione di scioglimento della Knesset, il parlamento monocamerale costituito da 120 deputati. Il voto domani, per le elezioni da tenersi già forse a ottobre. Il governo di transizione che condurrà alle elezioni sarà guidato da Yair Lapid leader del partito liberale Yesh Atid, attuale ministro degli esteri, come previsto dagli accordi di maggioranza.

Come riporta The Times of Israel, lo scioglimento dell'Assemblea non dovrebbe avvenire prima di lunedì prossimo per una questione di tempi: la legge prevede che la dissoluzione del parlamento di Gerusalemme debba passare attraverso tre votazioni plenarie e una revisione della commissione della Camera.

"Speriamo di completare il tutto in una settimana. L'intenzione è di finire il prima possibile e andare a elezioni", ha detto un esponente del governo. L'accelerazione - hanno spiegato i media - è dovuta alla necessità di fermare i tentativi dell'opposizione guidata da Benyamin Netanyahu di costituire una maggioranza alternativa di 61 seggi alla Knesset bloccando di fatto i disegni del governo di elezioni. L'esecutivo attualmente, dopo l'abbandono della deputata di Yamina Idit Silman, ha 60 seggi come l'opposizione.  

Ad annunciare lo scioglimento della Knesset è stato ieri in conferenza stampa il primo ministro Naftali Bennett: spiegando di aver esaurito "le alternative per stabilizzare la maggioranza di governo". Le elzioni, le quinte in tre anni, dovranno svolgersi entro 90 giorni. Lui a guida del partito di destra Yamina, era salito al potere da appena un anno. 

La coalizione di maggioranza era composta da otto partiti molto eterogenei - dalla destra nazionalista al Partito arabo unito - che nel giugno dello scorso anno trovarono unità nella comune opposizione all'ex premier Benjamin Netanyahu. Col passare dei mesi però, hanno iniziato a palesarsi sempre più spesso dissapori e fratture che hanno portato all'uscita di alcuni parlamentari dalla coalizione di destra Yamina, mentre quelli del partito arabo hanno minacciato di farlo in protesta alle violenze che si sono registrare nel mese di Ramadan sulla spianata delle Moschee, a Gerusalemme.

Secondo la stampa internazionale, il colpo di grazia sarebbe giunto quando la scorsa settimana è stato bocciato il disegno di legge per estendere ai coloni israeliani nella Cisgiordania occupata, il diritto civile israeliano. Tale legge è stata più volte prorogata a partire dagli anni settanta, pertanto il fatto che molti abbiano votato contro è stato letto come un gesto di opposizione verso il governo Bennett. L'ex premier Netanyahu ha salutato l'annuncio dichiarando che si tratta di "un'ottima notizia per i cittadini", e garantito di essere pronto a tornare al potere: "Io e i miei alleati- ha dichiarato, stando a quanto riporta il quotidiano Haaretz- istituiremo un governo nazionalista guidato dal partito Likud. Un governo che si prenderà cura dei cittadini israeliani senza eccezioni, un governo che abbasserà le tasse e i prezzi" e che inoltre "restituirà orgoglio nazionale ai cittadini".

 

Una sessione plenaria alla Knesset, Gerusalemme (GettyImages)
Una sessione plenaria alla Knesset, Gerusalemme