La conferenza stampa al termine del Consiglio d'Europa

Mario Draghi: "La nostra dipendenza dal gas russo l'anno scorso era 40% oggi è del 25%"

"Nell'area dell'euro, soprattutto a causa dei prezzi dell'energia e dell'inflazione, le previsioni sono di un rallentamento economico un po' in tutti i Paesi"

Mario Draghi: "La nostra dipendenza dal gas russo l'anno scorso era 40% oggi è del 25%"
rainews
Mario Draghi in conferenza stampa Consiglio Europeo

"Questo è stato un Consiglio europeo a due dimensioni. L'Ue sta crescendo dal punto di vista esterno sta diventando sempre più importante, sta diventando quell'istruzione a cui ormai tutti i paesi d'Europa guardano come una istituzione capace di dar loro stabilità, prosperità e sicurezza. Questo è un passo straordinario nella storia dell'Ue, è una dimensione che ha acquistato via via sempre più importanza proprio a causa della guerra in Ucraina". Così il presidente del Consiglio, Mario Draghi, in conferenza stampa a Bruxelles al termine del Consiglio europeo.

Con le decisioni prese sulla concessione della candidatura "l'Ue proietta un'immagine meno arcigna, burocratica e fiscale di quanto avesse fatto in passato".

"Paesi che prima non avevano pensato di chiedere di entrare nell'Ue, oggi vogliono e vogliono rapidamente avere lo status di candidati", aggiunge il premiere ha continuato: " L'Ue sta crescendo, sta diventando sempre più importante, sta diventando quell'istituzione a cui tutti i Paesi Ue guardano come una istituzione capace di dar loro stabilità e sicurezza”.

Ma la notizia su cui pone l’accento è "Per quanto riguarda la nostra dipendenza dal gas russo l'anno scorso era 40% oggi 25%. Le misure messe in campo già all'inizio della guerra cominciano a dare risultato. Inoltre per quanto riguarda gli stoccaggi di gas, ci stiamo preparando per l'inverno e sta andando molto bene". 

Sulla questione price cap sul gas "L'Europa ha un potere di mercato per quanto riguarda il gas che viene dalla Russia via tubo poiché non può andare da nessun'altra parte. E questo potere dovrebbe usarlo con il price cap". E ha continuato: "La Commissione europea ha bisogno di tempo per preparare il rapporto" che tratterà "non solo di price cap ma di tutte le misure per calmierare i prezzi, e riguarderà anche una possibile riforma del mercato dell'energia elettrica". Mario Draghi, presidente del Consiglio, lo dice in conferenza stampa da Bruxelles. "Il rapporto serve a individuare che tipo di tetto al prezzo gas ci vuole". L'elettricità "oggi è prodotta in parte con il gas e in parte con le rinnovabili ma non importa quale sia la fonte tutta viene venduta in relazione al prezzo del gas, l'elemento più alto", ricorda Draghi, "questo ha portato alla crescita delle bollette, per una componente dovuta a come il mercato dell'energia stato disegnato tempo fa".

Ottobre potrebbe essere tardi per un intervento sul prezzo del gas? "Sì, certo, potrebbe essere tardi, soprattutto se avvengono altre cose sul fronte dell'energia. Ma su questo il Consiglio Ue è stato aperto: per ora non si decide nessun Consiglio Europeo straordinario, se la situazione dovesse aggravarsi ci sarà, è stato detto esplicitamente, non è che lasciamo passare due mesi e mezzo senza far niente. Se fosse necessario, se ci fossero nuove misure certamente faremmo un Consiglio straordinario. La posizione della Germania sul price cap "è cambiata muovendosi progressivamente nella nostra direzione. Da una obiezione di principio, ora c'è molta apertura tanto è vero che è passato questo documento che fissa un appuntamento per la discussione. Vedremo il rapporto della commissione, vedremo quello che è possibile fare, quello che è difficile fare, quello che non si può fare". Ma cambiamenti ci sono stati "anche da parte di altri Paesi come l'Olanda che all'inizio erano molto rigidi all'inizio di questa discussione".

Al tema gas, elettricità si lega anche il capitolo crisi economica: "Nell'area dell'euro, soprattutto a causa dei prezzi dell'energia e dell'inflazione, le previsioni sono di un rallentamento un po' in tutti i Paesi. Noi siamo impegnati a proteggere e sostenere il potere d'acquisto degli italiani. E su questo incontrerò le parti sociali nei prossimi giorni. Bisogna dire che c'è una dimensione interna all'Ue piena di sfide ed è quella che ha a che fare con l'inflazione. La nostra economia, quella italiana, sta andando benino grazie al turismo che sta crescendo certamente molto di più delle aspettative". 

Sulla possibilità di un recovery di guerra "Più che di aiuti bisogna avere da parte dell'Ue la capacità di accedere al mercato autonomamente" per "poi prestare questo denaro ai singoli Paesi. Non è una situazione in cui è necessario avere dei grants, ma una capacità fiscale comune

 

 

 

 

Ha poi risposto alle domande di giornalisti. Tra questo se al G7 si parlerà di gas e price cap: "Sì certamente se ne parlerà anche al G7. Gli Usa sono consapevoli della difficoltà che stiamo incontrando per le sanzioni. Sono efficaci nei confronti della Russia ma sono anche molto pesanti per noi. Di questo gli Usa e i Paesi non europei sono consapevoli".

"Gli Usa hanno già deciso qualche misura di aiuto nel portare gas liquido in Europa ma sono cifre molto contenute. Gli Usa sono preoccupati del prezzo del petrolio, soprattutto, e in quel contesto è venuto il suggerimento della Yellen di avere un price cap al prezzo del petrolio. Il price cap è la cosa che chiunque suggerisce di fare in questo momento”.

Sul suo mandato il premier ha dimostrato che non c’è nessun cambiamento nella "percezione" della propria solidità al governo, dopo la scissione nel M5s e ha risposto laconicamente alla domanda su un possibile rimpasto la risposta è semplicemente "No". Mentre alla domanda se abbia un mandato più forte o più debole il presidente del Consiglio risponde: "Lo stesso mandato".