Dopo le politiche

Francia, i Républicains non faranno "la stampella" di Macron

E' stallo dopo il voto. Le forze politiche fanno quadrato alla ricerca di possibili alleanze. Mélenchon insiste per un gruppo unico nonostante il rifiuto di alleati socialisti, verdi e comunisti

Francia, i Républicains non faranno "la stampella" di Macron
@Ap
Emmanuel Macron domenica al seggio di Le Touquet

A due giorni dal voto delle legislative francesi di domenica tanti gli interrogativi e una sola certezza: la mancata maggiornaza assoluta per la coalizione presidenziale all'interno dell'Assemblea nazionale. Un fatto che suscita forti incertezze sul prosieguo dell'attività di governo. I risultati del voto hanno messo in luce una frammentazione importante delle forze politiche nell'Esagono, tutti lontani dalla maggioranza ora in cerca di alleanze.

In questo contesto il Capo dello Stato è pronto ad avviare "le necessarie consultazioni politiche al fine di individuare possibili soluzioni costruttive al servizio dei francesi", ha precisato la presidenza. Oggi e domani all'Eliseo sfileranno tutti i leader di partito per una serie di incontri con il presidente della Repubblica. La premier Elisabeth Borne riunirà l'intero Governo a Matignon nel pomeriggio, per valutare l'esito del voto che ha visto alcuni componenti battuti al secondo turno. In particolare, il ministro della Transizione ecologica Amèlie de Montchalin, il ministro della Salute Brigitte Bourguignon e il segretario di Stato per il Mare Justine Benin dovranno lasciare probabilmente il Governo.  

È prassi che dopo le elezioni legislative il Capo del Governo proponga le sue dimissioni, per una rinnovata legittimazione cosa puntualmente avvenuta, comunica l'Eliseo, ma il presidente Emmanuel Macron ha respinto le dimissioni della "neo" premier scelta dopo la rielezione di maggio "affinchè il governo possa rimanere in carica e agire in questi giorni".

Il primo ministro francese Elisabeth Borne Ludovic Marin, Pool via AP
Il primo ministro francese Elisabeth Borne

Per quanto riguarda i partiti la situazione è di stallo: la coalizione di sinistra nonostante il successo dei suoi 135 seggi non ha la forza necessaria per imporsi anche a capo del governo. Già ieri il partito socialista (Ps), Europe-Ecologie-Les-Verts (Eelv) e il partito comunista (Pcf) si sono opposti alla proposta formulata da Mélenchon di formare un solo gruppo in parlamento sotto l'etichetta della Nouvelle Union Populaire Ecologique et Sociale. La France Insoumise (Lfi) intende "discutere" la proposta di Jean-Luc Mélenchon di creare un gruppo unico Nupes (Nouvelle Union Populaire Ecologique et Sociale) all'Assemblea Nazionale con i partner socialisti, comunisti ed ecologisti, nonostante il rifiuto di questi ultimi. "Jean-Luc Mélenchon non impone nulla a nessuno, ma fa una proposta", ha detto il numero due della France Insoumise, Adrien Quatennens, intervistato da Cnews. Quatennens ha sottolineato che Lfi intende comunque continuare a "discutere" con i partner di questa ipotesi. Per lui, il gruppo unico verrebbe legittimato dal fatto che l'attuale situazione politica è "molto instabile, inedita", con un Rassemblement National di Marine Le Pen forte di 89 deputati.

I 61 seggi dei repubblicani della destra moderata farebbero gola ad Ensemble! per avvicinarsi alla maggiornaza assoluta utile a governare, ma arriva il rifiuto secco del partito: "Abbiamo una linea molto chiara. Siamo all'opposizione. Abbiamo fatto campagna elettorale su questo perché Macron in cinque anni non è riuscito a portare a casa nessuna riforma. Non possiamo dire il contrario ora, sarebbe senza senso", ha detto il presidente dei Repubblicani, Christian Jacob, ai microfoni di radio France Inter, rifiutando ogni ipotesi di patto di governo con la maggioranza del presidente assicurando che i repubblicani non saranno la "ruota di scorta" della maggioranza. "Che Macron metta delle proposte sul tavolo", ha continuato Jacob ai microfoni di Radio France Inter, poco prima delle consultazioni con il presidente all'Eliseo. Ha poi ricordato la posizione di lr: "Siamo nell'opposizione e "ci restiamo". "Non abbiamo intenzione di diventare la stampella o la ruota di scorta" della maggioranza. "La risposta - ha puntualizzato - non sarà negli intrallazzi o negli inciuci".

Christian Jacob, presidente del partito di destra francese Les Republicans AP Photo/Francois Mori
Christian Jacob, presidente del partito di destra francese Les Republicans

Non abbiamo intenzione di diventare la stampella o la ruota di scorta della maggioranza. La risposta non sarà negli intrallazzi o negli inciuci

Christian Jacob, leader della destra moderata

I francesi "vogliono una politica più umanista, pensata per le generazioni future. Più ecologia, più tutela dei servizi pubblici, che sono il patrimonio di chi non ne ha" a dire la sua sullo stato dell'arte della politica "macronista" è oggi Sègolène Royal già candidata presidenziale socialista nel 2007, più volte ministra e deputata. In un'intervista al Corriere della Sera spiega che Macron "per cinque anni ha esercitato un potere totale. Conquistato secondo le regole e tramite elezioni democratiche, ci mancherebbe, ma questo sistema ha mostrato tutte le sue mancanze. Negando a Macron la maggioranza assoluta, i francesi hanno sacrificato un po' di governabilità per avere più democrazia. E io penso che sia un bene". "Ho sempre pensato che l'unione della sinistra fosse la strada da percorrere, e che Mèlenchon fosse l'uomo più forte in grado di realizzarla. Poi, certo, sono anche preoccupata per il blocco attuale, ma una soluzione verrà trovata. È sbagliato dare tutti i poteri a una persona solo per non doversi preoccupare di cercare compromessi e alleanze. La politica è anche questo, mediazione, ricerca di intese. Questa situazione inedita per la francia potrebbe farle bene. L'Assemblea Nazionale torna ad avere un ruolo, mentre prima serviva solo per ratificare le decisioni di Macron". L'attuale presidente, "ha perso il contatto con il paese, troppo potere fa male". 

Nel mezzo delle consultazioni alla ricerca di una maggioranza che gli consenta di gestire l'Assemblea oggi Macron dovrebbe vedere a Parigi anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Lo fa sapere il quartier generale dell'alleanza atlantica senza aggiungere altri dettagli.

Mentre a livello europeo la Francia sta per lasciare la presidenza di turno del Consiglio europeo prevista per il 1° luglio, cosa che aveva visto il presidente francese in prima linea all'inizio della guerra in Ucraina alla ricerca di un dialogo di pace con Mosca . "Questa sera passeremo il testimone ai nostri colleghi cechi che assumeranno la Presidenza, ovviamente dopo un momento elettorale che è stato una fase lunga e importante in Francia, che non le ha impedito di tenere la Presidenza in un periodo di crisi e credo che possiamo congratularci per questo dopo le elezioni legislative. Lo ripeto con grande forza e grande chiarezza: l'impegno europeo della Francia è impeccabile. Testimonierò oggi con i miei colleghi di governo come il Presidente della Repubblica ovviamente è il garante", ha detto il ministro per gli Affari europei, Clément Beaune, al suo arrivo al Consiglio Ue Affari generali a Lussemburgo.