Assalto all'enclave spagnola in Marocco

Decine di migranti morti nella calca a Melilla, Sanchez: attacco all'integrità della Spagna

Secondo alcune ong si contano almeno 37 morti, "un bilancio destinato a salire"

Morte, disperazione e violenza di nuovo protagonisti al confine tra il Marocco e la Spagna. Sono decine i migranti rimasti uccisi nel corso di un caotico tentativo di entrare in massa nell'enclave iberica di Melilla.

E' salito a 37 il numero dei morti durante il tentativo di scavalcare la recinzione di Melilla secondo varie ong locali tra le quali “Caminando Fronteras”. Decine i feriti.    

Per il momento le autorità di Rabat mantengono a 18 la cifra dei morti, anche se fonti regionali citate da Cadena Ser hanno portato il bilancio a 31 vittime.     

Helena Maleno, portavoce dell'organizzazione che sta seguendo dalla città marocchina di Nador l'evoluzione dello stato di salute delle decine di migranti di feriti, assicura che è molto probabile che il bilancio dei morti aumenterà nelle prossime ore.

L'assalto alla frontiera

La situazione al confine di Melilla si è fatta specialmente tesa verso le prime luci dell'alba di venerdì. Secondo la delegazione del governo spagnolo nell'enclave, circa 2.000 persone hanno iniziato ad avvicinarsi alla frontiera: di queste, 1.500 sono arrivate sino al punto di contatto tra i due Paesi, e più o meno un terzo di loro ha tentato di sfondare un cancello. Poliziotti inviati da Madrid sono intervenuti per contenere il tentativo di irruzione. Dopo momenti concitati, la situazione è tornata alla normalità, con un bilancio ufficiale di 133 migranti che sono riusciti a entrare in territorio spagnolo, di cui 57 rimasti feriti. Stessa sorte capitata a 49 agenti (quasi tutti in modo lieve).   

Come avvenuto già in passato, anche in questo caso sono stati messi in luce presunte azioni di "respingimento immediato" di migranti da parte delle forze dell'ordine spagnole: stavolta è stata la testata digitale Eldiario.es a denunciare con un video. "La Guardia Civil ha agito in questo caso, come sempre, nel quadro della normativa vigente e dei criteri di proporzionalità", ha risposto a riguardo all'ANSA un portavoce del Ministero dell'Interno.   

Il drammatico episodio di venerdì è stato il primo di questo tipo da quando, a marzo scorso, Madrid e Rabat hanno chiuso una lunga crisi diplomatica inerente il conflitto nel Sahara Occidentale, annunciando l'inizio di una "nuova fase" delle relazioni diplomatiche bilaterali. Da allora, dice Helena Maleno, da parte del Marocco è iniziata una "repressione durissima" sui migranti.

Sanchez punta il dito contro le mafie: “Attacco all'integrità della Spagna”  

"Un attacco all'integrità della  Spagna''. Così il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha definito la calca dei migranti nell'enclave spagnola di Melilla, in Marocco, dove  hanno perso la vita 27 (o più) persone secondo diverse ong. Sanchez ha quindi  puntato il dito contro ''le mafie che si occupano della tratta di  esseri umani''. Circa duemila i migranti che hanno preso d'assalto le  recinzioni che separano il Marocco da Melilla.        

''Se qualcuno è responsabile di tutto quello che è successo al  confine, sono le mafie che trafficano esseri umani'', ha detto il  premier spagnolo in conferenza stampa. Sanchez ha anche condannato  quello che ha definito ''un assalto violento e organizzato dalla mafia che traffica esseri umani in una città situata sul suolo spagnolo. Di  conseguenza questo è un attacco alla nostra integrità territoriale''.  Il premier ha quindi espresso apprezzamento per "la gendarmeria marocchina che ha lavorato di concerto con le truppe (spagnole, ndr) e gli organi di sicurezza per respingere questo assalto violento".