Festa dei santi Pietro e Paolo

Papa: è il tempo dell'accoglienza, nella Chiesa c'è posto per tutti

Francesco: "Non dobbiamo chiuderci nei nostri circoli ecclesiali e inchiodarci a certe nostre discussioni sterili, ma aiutarci ad essere lievito nella pasta del mondo". Nancy Pelosi riceve l'Eucarestia. Durante l'Angelus il Papa prega per l'Ucraina

Papa: è il tempo dell'accoglienza, nella Chiesa c'è posto per tutti
AP Photo/Alessandra Tarantino
Papa

"Nella Chiesa, ciascuno è chiamato ad essere discepolo missionario e a offrire il proprio contributo", ha detto il Papa nella messa per la festa dei santi Pietro e Paolo. "E qui mi vengono in mente due domande - ha proseguito -. La prima è: cosa posso fare io per la Chiesa? Non lamentarsi della Chiesa, ma impegnarsi per la Chiesa. Partecipare con passione e umiltà: con passione, perché non dobbiamo restare spettatori passivi; con umiltà, perché impegnarsi nella comunità non deve mai significare occupare il centro della scena, sentirsi migliori e impedire ad altri di avvicinarsi". 

E allora la seconda domanda è: "cosa possiamo fare insieme, come Chiesa, per rendere il mondo in cui viviamo più umano, più giusto, più solidale, più aperto a Dio e alla fraternità tra gli uomini?", ha chiesto il Papa. "Non dobbiamo certamente chiuderci nei nostri circoli ecclesiali e inchiodarci a certe nostre discussioni sterili, ma aiutarci ad essere lievito nella pasta del mondo - ha avvertito Francesco -. Insieme possiamo e dobbiamo porre gesti di cura per la vita umana, per la tutela del creato, per la dignità del lavoro, per i problemi delle famiglie, per la condizione degli anziani e di quanti sono abbandonati, rifiutati e disprezzati".   Insomma, "essere una Chiesa che promuove la cultura della cura, la compassione verso i deboli e la lotta contro ogni forma di degrado, anche quello delle nostre città e dei luoghi che frequentiamo, perché risplenda nella vita di ciascuno la gioia del Vangelo: questa è la nostra 'buona battaglia'", ha evidenziato.   

Parlando 'a braccio', il Papa ha quindi invitato a "stare attenti a non cadere nel clericalismo. Il clericalismo è una perversione. Il ministro che si fa clericale, con atteggiamento clericale, ha preso una strada sbagliata. Peggio ancora sono i laici clericalizzati. Stiamo attenti a questa perversione del clericalismo". E anche ad evitare le "nostalgie" verso le cose di un tempo e a "non cadere nell''indietrismo', che oggi è alla moda". 

Una chiesa senza catene e senza muri

"A volte, come Chiesa, siamo sopraffatti dalla pigrizia e preferiamo restare seduti a contemplare le poche cose sicure che possediamo, invece di alzarci per gettare lo sguardo verso orizzonti nuovi, verso il mare aperto". Ha continuato papa Francesco nell'omelia della messa nella Basilica.  "Siamo spesso incatenati come Pietro nella prigione dell'abitudine - ha osservato -, spaventati dai cambiamenti e legati alla catena delle nostre consuetudini. Ma così si scivola nella mediocrità spirituale, si corre il rischio di 'tirare a campare' anche nella vita pastorale, si affievolisce l'entusiasmo della missione e, invece di essere segno di vitalità e di creatività, si finisce per dare un'impressione di tiepidezza e di inerzia".   

"Una Chiesa senza catene e senza muri - ha rilevato -, in cui ciascuno possa sentirsi accolto e accompagnato, in cui si coltivino l'arte dell'ascolto, del dialogo, della partecipazione, sotto l'unica autorità dello Spirito Santo".

"Una Chiesa libera e umile - ha aggiunto Francesco -, che 'si alza in fretta', che non temporeggia, non accumula ritardi sulle sfide dell'oggi, non si attarda nei recinti sacri, ma si lascia animare dalla passione per l'annuncio del Vangelo e dal desiderio di raggiungere tutti e accogliere tutti". Perché "nella Chiesa c'è posto per tutti", mentre spesso si diventa "una Chiesa dalle porte aperte ma per congedare, per espellere".

 

 

Nancy Pelosi a San Pietro Ansa
Nancy Pelosi a San Pietro

Nancy Pelosi ha ricevuto l’Eucarestia

Anche la speaker della Camera dei rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, ha partecipato alla messa nella Basilica di San Pietro e ha fatto la comunione. E questo nonostante a maggio l'arcivescovo Salvatore Cordileone di San Francisco, la diocesi natale della Pelosi, le avesse vietato di ricevere la comunione nell'arcidiocesi per il suo esplicito sostegno all'aborto. Pelosi, che attualmente si trova a Roma per una vacanza in famiglia, ha partecipato alla liturgia per la festa dei Santi Pietro e Paolo nella Basilica vaticana e secondo fonti lì presenti che l'hanno riferito al sito Crux ha ricevuto l’Eucarestia.

 

Papa Francesco durante l'Angelus Ansa
Papa Francesco durante l'Angelus

Il Papa prega per l’Ucraina

Il Papa, poi, durante l'Angelus: "Porto ogni giorno nel cuore la cara e martoriata Ucraina, che continua a essere flagellata da barbari attacchi, come quello che ha colpito il centro commerciale di Kremenchuk". "Prego perché questa folle guerra possa vedere presto la fine -ha proseguito - e rinnovo l'invito a perseverare senza stancarsi nella preghiera per la pace". "Che il Signore apra quelle vie di dialogo che gli uomini non vogliono o non riescono a trovare - ha detto ancora il Pontefice -. E non trascurino di soccorrere la popolazione ucraina tanto sofferente".

Il Papa sulle emergenze e siccità

"In questi giorni a Roma sono scoppiati diversi incendi, favoriti dalle temperature molto alte, mentre in tanti luoghi la siccità rappresenta ormai un problema grave, che sta causando seri danni alle attività produttive e all'ambiente". Così il Papa all'Angelus. "Auspico che si attuino le misure necessarie a fronteggiare queste urgenze e a prevenire le emergenze future". Secondo il Pontefice, "tutto questo deve farci riflettere sulla tutela del creato, che è responsabilità nostra, di ciascuno di noi. Non è una moda, è una responsabilità: il futuro della terra è nelle nostre mani, è con le nostre decisioni".