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Russia in default su debito estero, prima volta dal 1918. Il Cremlino smentisce

Scaduto periodo di grazia per quasi 100 milioni di dollari. Il portavoce di Putin: “Accuse illegittime”

Russia in default su debito estero, prima volta dal 1918. Il Cremlino smentisce
(GettyImages)
Cremlino, Mosca

La Russia è in default sul suo debito in valuta estera per la prima volta dal 1918, lo riporta Bloomberg. La Russia ha aggirato per mesi le sanzioni imposte dall'Occidente dopo l'invasione dell'Ucraina, ma domenica sera il periodo di grazia per quasi 100 milioni di dollari in pagamenti di interessi che doveva essere effettuato il 27 maggio, è scaduto. 

Il Cremlino ha respinto le affermazioni. In una telefonata con i giornalisti, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che: "Le accuse di default della Russia sono illegittime, il pagamento in valuta estera è stato effettuato a maggio", e che il fatto che siano stati bloccati da Euroclear a causa delle sanzioni occidentali contro il Paese "non è un nostro problema".

 

Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino MAXIM SHEMETOV/POOL/AFP via Getty Images
Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino

L'evento ha in realtà valenza più che altro simbolica, almeno per ora. La Russia è infatti un Paese economicamente, finanziariamente e politicamente già emarginato per gran parte dell'Occidente. In più il fallimento sarebbe dovuto non alla mancanza di denaro da parte del debitore ma alla chiusura dei canali di trasferimento da parte dei creditori.   Mosca aveva già sfiorato la stessa probabilità nei primi mesi di quest'anno, ma aveva gestito la situazione modificando i metodi di pagamento. A maggio, il Tesoro americano non ha però rinnovato la licenza che esentava gli investitori americani dalle sanzioni: da quel momento per i russi è diventato impossibile pagare il debito in dollari o nelle valute citate nei prospetti delle emissioni.

Il ministro russo delle finanze, Anton Siluanov ha definito questa situazione come una 'farsa' e che non dovrebbe avere impatto nel breve termine. Nonostante la sua inadempienza, la Russia ha molte risorse finanziarie. Il Paese, ricorda il 'Washington Post', "ha guadagnato circa 100 miliardi di dollari dalle sole esportazioni di carburante nei primi 100 giorni della guerra. Ma le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dagli altri paesi occidentali gli hanno impedito di poter accedere alle sue riserve valutarie detenute all'estero". La banca centrale russa aveva oltre 640 miliardi di dollari in riserve valutarie all'estero, sottolinea il quotidiano statunitense.

La Russia, commenta Gabriel Debach, market analyst di eToro, "entra di fatto in Default, dopo il mancato pagamento entro il periodo di grazia (scaduto domenica) su due eurobond coupons relativi a circa 100 milioni di dollari di interessi. Mancato pagamento sul debito estero da parte russa che non si verificava dal 1918, ovvero quando i bolscevichi guidati da Lenin ripudiarono i debiti zaristi". 

Intanto, osserva ancora Debach, "se non fosse sufficiente l'incertezza con cui i creditori russi sono alle prese, in una guerra finanziaria di cui non fanno parte, nel G7 Stati Uniti, Regno Unito, Giappone e Canada hanno in programma l'annuncio di un divieto di importazioni di oro russo. Un evento definito tutt'al più simbolico con i flussi già limitati dalle sanzioni. Il prezzo dell'oro intanto registra spinte rialziste, anche se più limitate rispetto a quelle osservate su altre materie prime, nonostante la Russia produca circa il 10% dell'offerta globale e rappresenti il secondo produttore, subito dopo la Cina".

Da un punto di vista tecnico l'oro, rileva l'analista, "dopo il calo di aprile, scambia da maggio all'interno di un'area di congestione tra i 1800 dollari- 1880 dollari, in una completa assenza di tendenza.

L'evento potrebbe pertanto rappresentare un catalizzatore, in cui l'investitore dovrebbe restare focalizzato in attesa di segnali operativi, soprattutto su eventuali rotture di supporto e resistenza che potrebbero essere maggiormente sfruttate se accompagnate da aumenti della forza del trend".