Riduzione posti di lavoro

Accordo Gruppo Stellantis-sindacati per 1820 possibili uscite volontarie previste. Fiom non firma

Firmano Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr. Stellantis ha in Italia 49.000 dipendenti e controlla molti marchi tra cui Ferrari

Accordo Gruppo Stellantis-sindacati per 1820 possibili uscite volontarie previste. Fiom non firma
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Stellantis stabilimento

La holding Stellantis è nata dalla fusione tra i gruppi Peugeot PSA e Fiat Chrysler Automobiles, la società ha sede legale ad Amsterdam, sede operativa a Lijnden, sempre nei Paese Bassi, e controlla molti marchi automobilistici: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram Trucks e Vauxhall (in Italia nota come Opel) e Ferrari. In Italia da lavoro a 49.000 persone.

Stellantis ha raggiunto un accordo con i sindacati metalmeccanici - a eccezione della Fiom che non ha firmato l'intesa - per nuovi incentivi e un percorso di ricollocazione attiva per 1.820 uscite volontarie. Si tratta del 3,7% - spiegano Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr - dei 49.000 dipendenti degli stabilimenti italiani. 

 

Stellantis stabilimento @LaPresse
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In alcuni stabilimenti ed enti erano state già raggiunte delle pre-intese per circa 752 uscite volontarie, in altri saranno avviate le relative procedure perle restanti 1.068. Per u totale di 1820. Le uscite - spiegano i sindacati - saranno volontarie, o per meglio dire della non opposizione alla risoluzione del rapporto di lavoro, nell'ambito delle unità e delle mansioni interessate per le quali sussiste un'eccedenza. 

Per chi può raggiungere la pensione entro 48 mesi, gli incentivi saranno tali da garantire per i primi 24 mesi, incluso il trattamento di naspi, il 90% della retribuzione e per i restanti 24 mesi il 70% della retribuzione più un importo pari ai contributi volontari da versare. Per gli operai che non raggiungono la pensione, l'incentivo sarà pari 24 mensilità e comunque a non meno di 55.000 euro, a cui vanno aggiunti 20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre. Per gli impiegati e i quadri che non raggiungono la pensione, l'incentivo varierà in base all'età: per chi ha almeno 50 anni, 24 mensilità per un importo comunque non inferiore a 55.000euro; per chi ha tra 45 e 49 anni, 18 mensilità; per chi ha tra 40 e 44 anni, 12 mensilità; per chi ha meno di 40 anni, 6mensilità; in ogni caso a dette mensilità si aggiungeranno20.000 euro nel caso in cui si risolva il rapporto di lavoro entro il 30 settembre. I sindacati hanno concordato per impiegati e quadri un nuovo strumento, per favorirne la rioccupabilità, che Stellantis metterà a disposizione all'interno un percorso di ricollocazione denominato "active placement", portato avanti con società specializzate del settore. In questo caso, la risoluzione del rapporto di lavoro con Stellantis avverrà nel momento in cui la persona, sempre su base volontaria, accetti un altro impiego già concretamente individuato presso una società terza, con la formalizzazione scritta del nuovo contratto di lavoro; verrà comunque corrisposto un incentivo pari al 50% di quello normale. Sono in ogni caso fuori da questo percorso eventuali reimpieghi nelle società Iveco, Cnh Industrial e Ferrari.  Fim, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri definiscono l'accordo positivo e chiedono a Stellantis "di implementare in tempi brevi gli investimenti previsti nel piano industriale"

La Fiom-Cgil non ha firmato le nuove uscite incentivate di Stellantis e sostiene che “si continui senza avere un piano complessivo sulle missioni degli enti centrali, di staff e della maggior parte degli stabilimenti e senza un piano sull'occupazione che preveda un reale ricambio generazionale”. Cosi' Simone Marinelli, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, sottolineando che con i nuovi accordi fino a 1.820 uscite, “se si considerano le uscite gia' previste fino ad oggi, si arriva ad oltre 4.000 lavoratrici e lavoratori in meno dal 2021”. Per Marinelli, “non si può continuare a navigare a vista senza avere prospettive a medio, lungo termine e strumenti idonei a garantire il lavoro e attività produttive. E' necessario che il Governo intervenga nei confronti dell'azienda e si apra immediatamente un confronto anche sulla filiera