Civitanova Marche

Ambulante ucciso, oggi l'omicida davanti al Gip. Gli inquirenti: "Alika finito a mani nude"

“Ferlazzo ha problemi psichiatrici che sto approfondendo", dice la legale dell'aggressore. "Se c'è un risvolto psichiatrico nell'omicidio, perchè l'uomo non era vigilato"? Chiede il legale della famiglia di Alika Ogorchukwu

Ambulante ucciso, oggi l'omicida davanti al Gip. Gli inquirenti: "Alika finito a mani nude"
Ansa
Civitanova: fiori e biglietti deposti sul luogo dove ieri è stato aggredito e ucciso l''ambulante nigeriano Alika Ogorchukwuch

È prevista per oggi, in una saletta del carcere di Montacuto di Ancona, l'udienza di convalida per Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, responsabile dell’uccisione, davanti a diversi Testimoni, dell’ ambulante nigeriano, Alika Ogorchukwu

Il 32enne, residente a Salerno e da un mese assunto come operaio in una fonderia di Civitanova Alta, è accusato di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e della rapina del cellulare della sua vittima. 

L'uomo ieri si è scusato con la famiglia, ma i connazionali di Alika hanno manifestato chiedendo perché nessuno sia intervenuto per sedare l'aggressione.

Sulla personalità del 32enne autore dell'omicidio emergono nuovi dettagli attraverso le parole della sua legale Roberta Bizzarri: “Ferlazzo è una persona con problemi psichiatrici che sto approfondendo” ha dichiarato in un'intervista a un quotidiano locale. A confermare la presenza di disturbi nell'uomo anche le parole della madre dell'aggressore che, attraverso l'avvocata Bizzarri fa sapere di essere molto “dispiaciuta e vicina al dolore della famiglia”. “La donna -spiega ancora la legale di Ferlazzo- è anche l’amministratore di sostegno di suo figlio ed è molto preoccupata per lui perché in passato il giovane è stato anche in comunità".

Affermazioni importanti che hanno provocato la reazione del legale della famiglia di Alika Ogorchukwu, Francesco Mantella. "Se c'è un risvolto psichiatrico che si inserisce nelle cause dell'omicidio di Alika, serve riflettere: se Ferlazzo aveva un amministratore di sostegno, pare fosse la madre, perché questi non era vigilato? Bisognerà avviare una serie di verifiche".

Intanto, spiegano gli inquirenti: “Alla base del gesto non ci sono motivi legati all'odio razziale”. “Le indagini sono in corso, ma la situazione è abbastanza chiara”  hanno detto il dirigente della Squadra Mobile di Macerata Matteo Luconi e quello del commissariato di Ps di Civitanova Marche Fabio Mazza, durante una conferenza stampa. "Tutto sembra essere nato da una lite per futili motivi, con una reazione abnorme da parte dell'aggressore nei confronti della vittima che gli stava chiedendo l'elemosina".

 

Civitanova, il video dell'aggressione fatale all'ambulante Screen
Civitanova, il video dell'aggressione fatale all'ambulante

Ferlazzo è stato arrestato pochi minuti dopo il delitto in flagranza di reato, anche grazie al contributo di quattro testimoni e "alle immagini catturate dagli impianti di videosorveglianza del comune di Civitanova Marche, che hanno contribuito in maniera decisiva a dipanare il fatto".

Tra i testimoni dell’omicidio anche la sua compagna. La donna è stata sentita ieri dagli inquirenti della Squadra Mobile di Macerata e ha raccontato quei minuti tremendi nei quali il suo compagno ha ucciso Alika davanti alla folla che passeggiava nel centro.

"L'ho visto arrivare verso di me sporco di sangue, con un cellulare in mano che non era il suo. Gli ho detto: ‘Filippo che hai fatto, che hai combinato?' Lui mi ha risposto piano all'orecchio, quasi sussurrando: ‘Andiamo, ho picchiato uno'". 

La donna ha raccontato agli investigatori che il fidanzato non era geloso, ma protettivo nei suoi confronti, aggiungendo che questo lato del carattere di Ferlazzo era spesso all'origine di attacchi di rabbia che, tuttavia, mai sarebbero sfociati prima di venerdì nella violenza fisica.

La fidanzata di Ferlazzo ha quindi spiegato di essersi divincolata e che l’ambulante non è stato né insistente né tantomeno molesto, come emerso inizialmente.