Mondiali di Atletica di Eugene

Ai mondiali Jacobs si qualifica per la semifinale ma soffre

Il campione del mondo arriva secondo in batteria con il tempo di 10"04, dietro al jamaicano Seville che vince in 9"93, e davanti al giapponese Sakai in 10"12. Quattro atleti mettono a rischio il suo accesso alla finale

Ai mondiali Jacobs si qualifica per la semifinale ma soffre
Ansa
Mondiali di atletica, Marcell Jacobs a Eugene, Oregon

Marcel Jacobs si qualifica per le semifinali dei 100 metri maschili nei mondiali in corso a Eugene, in Oregon, un traguardo molto sofferto. Il campione del mondo arriva secondo in batteria con il tempo di 10"04, dietro al jamaicano Seville che vince in 9"93, e davanti al giapponese Sakai in 10"12.

Per l'azzurro il decimo tempo di un turno in cui brillano gli statunitensi Fred Kerley (9.79) e Trayvon Bromell (9.89). L'atleta azzurro appare affaticato sul finale, ed è lui stesso ad ammetterlo a fine gara: "Va male, perché non sto benissimo. Passerò la nottata a fare fisioterapia con l'obiettivo di dare il massimo ma, la situazione non è ideale. I tempi di reazione sono ottimi, ma in gara soffro. Ho comunque deciso di esserci e di provarci e speriamo vada bene".

Mondiali di atletica, Marcell Jacobs a Eugene, Oregon Ansa
Mondiali di atletica, Marcell Jacobs a Eugene, Oregon

Finale a rischio

Marcell Jacobs vuole la finale dei Mondiali di Eugene. La prima tappa è stata superata, la seconda sarà questa notte, alle ore 3:18, quando il campione olimpico dei 100 metri andrà sui blocchi della terza e ultima semifinale. Piu' che una normale tappa di semi-pianura, sarà già una scalata. La terza tappa, se ci sarà, è la finale prevista sempre questa notte, alle 4:50 italiane. L'azzurro correrà in quarta corsia e per accedere alla finale saprà giù quali saranno i due tempi da battere per un eventuale ripescaggio nel caso non dovesse centrare la 'Q' maiuscola, ovvero la qualificazione diretta riservata solo ai primi due di ciascuna semifinale. Serve, però, correre forte, fortissimo. Un 10" netto potrebbe non bastare. A lanciare l'allarme sul rischio ventilato che accanto al nome di Jacobs possa apparire la dicitura 'Dns', ovvero 'non partito' (did not start), è lo stesso allenatore di Marcell, Paolo Camossi che ha detto rivolgendosi all'allievo, "se non vai, fermati".

"Ora devo cercare di mettermi quanto prima nelle mani del fisioterapista (Alberto Marcellini, ndr), per tentare di essere in condizioni migliori per la semifinale. Sul piano della preparazione, penso di stare bene, altrimenti, alla luce di quanto detto, non riuscirei a correre in 10"04 - ha detto Jacobs -. Penso di aver fatto una buona partenza e di aver anche accelerato nel modo corretto ma il problema che ho non mi ha consentito di correre libero, ho lasciato per non indurirmi troppo".    Marcell e' atteso ad una sfida molto impegnativa. Al di là del brasiliano Erik Cardoso in prima corsia, del nigeriano Favour Oghene Tejiri Ashe e del canadese Aaron Brown, ci sono quattro atleti nelle corsie centrali che in questo 2022 hanno fatto meglio di Jacobs correndo ampiamente sotto i 10 secondi. A iniziare dall'americano Marvin Bracy, 9"85 di stagionale. Nelle tre corsie a destra dello sprinter azzurro ci saranno in ordine, il giovane Letsile Tebogo di Botswana che in batteria ha stabilito il nuovo primato mondiale juniores correndo in 9"94, in sesta il giamaicano Oblique Seville che vanta un personale di 9"86 e in batteria ha corso 9"93, e in settima il keniano Ferdinand Omanyala, solo 10"10 in batteria ma forte di un personale di 9"77 (stagionale 9"85). L'oro dei 100 metri di Tokyo è arrivato ai Mondiali dopo settimane travagliate. Prima l'attacco di gastroenterite ai primi di maggio in Kenya che lo aveva costretto a rinunciare alla gara d'esordio, poi la gara di Savona del 18 maggio con il doppio impegno sui 100 - batteria (9"99 ventoso) e finale (10"04) - poi la distrazione-elongazione muscolare di I grado che lo aveva costretto a rinunciare alle tappe di Diamond League di fine maggio a Eugene, del 9 giugno a Roma e del 16 giugno a Oslo. Infine, il 30 giugno il dolore al gluteo che lo aveva costretto a rinunciare all'impegno di Stoccolma.