Luci e ombre di uno storico viaggio

Biden: da Riad ok ad aumento del 50% della produzione di petrolio. Bufera per il 'pugno' con Salman

"Questi passaggi aiuteranno a stabilizzare notevolmente i mercati" sottolinea il Presidente statunitense. Il 'Washington Post' parla di 'erosione morale' dopo la stretta di mano con il Principe ritenuto il mandante dell'omicidio di Kashoggi

Biden: da Riad ok ad aumento del 50% della produzione di petrolio. Bufera per il 'pugno' con Salman
Ap
Il presidente Joe Biden arriva all'aeroporto internazionale King Abdulaziz

Non si placano le polemiche dopo che Joe Biden ha salutato con un ‘pugno’ il Principe ereditario Mohammed Bin Salman durante la sua visita in Arabia Saudita. Il Presidente Usa è stato duramente attaccato anche negli Stati Uniti dagli stessi democratici, e da un giornale progressista come il Washington Post, che ha parlato di "erosione morale" nello scegliere di stringere la mano a colui che è considerato dalla stessa Intelligence americana come il mandante dell'omicidio del giornalista e dissidente Jamal Khashoggi, ucciso e fatto a pezzi nel 2018. La fidanzata del reporter barbaramente ucciso ha detto che Biden - dopo quel gesto - ha sulle sue mani il "sangue della prossima vittima di Mohammed Bin Salman". 

Ma dal punto di vista pratico, il Presidente statunitense può portare a casa il risultato a cui puntava di più: la promessa dell'Arabia Saudita di aumentare del 50 per cento la produzione di petrolio per favorire l'abbassamento del prezzo. Con la crisi interna e la polemica sul prezzo del carburante, un segnale positivo è ossigeno, in un momento in cui i sondaggi sono disastrosi. 

Se il viaggio in Medio Oriente doveva riaffermare la leadership americana, in una regione in cui Cina e Russia stanno cercando di espandere la loro sfera di influenza, il risultato verrà valutato nei prossimi mesi. Biden ha parlato con tutti, ha fatto qualche concessione, come al presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, al quale ha ribadito il sostegno alla soluzione dei due Stati, ma anche raffreddato le speranze, dicendo "la situazione non è matura" per la ripresa del processo di pace, fermo al 2014.

Ma l'attenzione della Casa Bianca era soprattutto sui sauditi. L'obiettivo principale, oltre all'aumento della produzione di petrolio, era avviare silenziosamente una campagna per portare l'Arabia Saudita al tavolo dove si discute di cambiamento climatico. L'inviato speciale sul clima John Kerry ha fatto frequenti viaggi per coinvolgere gli arabi su questa sfida e lo stesso Biden ha fatto pressione sulla famiglia reale perché sviluppi tecnologie che possano ridurre l'effetto serra. I tentativi riflettono la volontà di
rinsaldare i legami tra Stati Uniti e Arabia Saudita, a costo anche di compromettere l'immagine del presidente sui diritti civili. Di tutti gli incontri, la foto simbolo resterà quella dello storico saluto con il pugno tra Biden e Bin Salman. Quando un giornalista gli ha chiesto di commentare il gesto, il presidente ha risposto con una risata, ma non sembrava nel segno del divertimento.