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Borse in rialzo, spread in calo. Gas stabile, balzo del petrolio

Il Ftse Mib di Milano, arrivato a salire dell'1,5% durante la mattina, ha chiuso in rialzo dell'1,13%. Nel resto d'Europa Londra +0,836%, Francoforte +0,74%, Parigi +0,93%

Borse in rialzo, spread in calo. Gas stabile, balzo del petrolio
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Tappo borsa

Seconda seduta in rialzo, dopo quella di venerdì. I principali indici in Europa sono saliti di poco meno dell'1%. Il Ftse Mib di Milano, arrivato a salire dell'1,5% durante la mattina, ha chiuso in rialzo dell'1,13%. Nel resto d'Europa Londra +0,836%, Francoforte +0,74%, Parigi +0,93%. 

Giornata positiva anche negli Stati Uniti, dove sono arrivate due nuove trimestrali pesanti: quella di Goldman Sachs, con ricavi e utili in calo ma nettamente sopra le attese. E quella di Bank of America, dove gli utili sono stati invece lievemente sotto le aspettative. Sale soprattutto il Nasdaq, +1,15%. Secondo alcuni analisti i rialzi, tuttavia, non sono frutto di ottimismo ma dei timori della recessione: se l'economia frena i banchieri centrali potrebbero limitare i prossimi rialzi dei tassi.  

Gli occhi degli investitori sono puntati sulle decisioni di giovedì della Bce, che dovrebbe alzare i tassi di un quarto di punto e dare dei dettagli sul cosiddetto scudo-anti spread. Spread che oggi è stato volatile, anche sulla base delle notizie sulla crisi di governo. Ha chiuso a quota 217, in calo di 5 punti rispetto a venerdì.

Sotto i riflettori anche le materie prime. Il petrolio Brent oggi sale del 4,70%, a circa 106 dollari al barile. Secondo alcune analisi questo perché la visita del presidente degli Stati Uniti Biden in Arabia Saudita si è conclusa senza un impegno preciso sull'aumento della produzione di petrolio.

Lieve calo invece per il gas, a quota 156,8 euro al megawattora: oggi ci sono le notizie sui maggiori flussi attesi dall'Algeria e dall'Azerbaijan, con cui oggi l'Ue ha siglato un accordo per raddoppiare le forniture entro il 2027. Ma anche la lettera di Gazprom, rivelata dalla Reuters, nella quale la società russa dichiara di non poter adempiere ai propri obblighi di fornitura per cause di forza maggiore. Dichiarazione che mette a rischio il riavvio del gasdotto Nord Stream 1 che è previsto per giovedì 21 luglio.