Aborto

Mentre chiude l'unica clinica abortiva del Mississippi, l'Ue vota per inserirlo in carta dei diritti

Chiude la "Casa rosa" dello stato del Sud a conduzione repubblicana. Mentre l'Eurocamera approva una risoluzione per inserirlo nella sua carta dei diritti

Mentre chiude l'unica clinica abortiva del Mississippi, l'Ue vota per inserirlo in carta dei diritti
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Un attivista anti-aborto protesta davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti il ​​27 giugno 2022 a Washington, DC

Ha chiuso i battenti l'unica clinica abortiva del Mississippi dopo la storica svolta della Corte Suprema degli Stati Uniti sull'aborto. L'Organizzazione per la Salute delle Donne di Jackson, soprannominata "Casa Rosa" per il colore delle sue pareti, ha eseguito le ultime procedure prima che la legge che vieta ogni aborto nello Stato del Sud a conduzione repubblicana, entri in vigore oggi. A nulla era valso il tentativo di ricorso presentato qualche giorno fa.

"Questo è un giorno molto duro per noi e per l'ultima clinica abortiva del Mississippi", ha twittato il Pink House Fund, che raccoglieva donazioni per sostenere la struttura. Ora il rischio è che, per ottenere il servizio sanitario di interruzione di una gravidanza indesiderata molte americane siano costrette a viaggiare fuori di Stato in Stato. Una preoccupazione che investe la Casa Bianca di Joe Biden per il quale nulla è ancora perduto: “votare alle elezioni di Mid Term per non perdere il diritto”, ha detto.

Mentre procede la stretta federale negli Usa, decisione che, sul piano dei diritti civili, ha sconvolto la comunità internazionale di tutto il mondo, a Strasburgo c'è il via libera alla risoluzione di inserire il diritto nella carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Era stata tra le prime leader politiche a pronunciarsi, Ursula Von der Leyen, sulla scioccante svolta retrograda americana. 

Dopo la decisione della Corte Suprema negli Usa foriera di accese proteste, l'Eurocamera ha "condannato fermamente la regressione in materia di diritti delle donne e di salute sessuale" e propone di inserire il diritto all'aborto nella carta dei diritti fondamentali dell'Unione. La risoluzione è stata approvata con 324 voti favorevoli, 115 contrari e 38 astenuti.

Nella risoluzione gli eurodeputati affermano che occorre presentare al Consiglio una proposta intesa a modificare l'articolo 7 della Carta poiché "ogni persona ha diritto all'aborto sicuro e legale" e attendono che il Consiglio Europeo si riunisca per convocare una convenzione per la revisione dei trattati. Nella risoluzione si esprime piena solidarietà e sostegno alle donne negli Stati Uniti e a quanti sono coinvolti nella prestazione e nella promozione del diritto e dell'accesso all'assistenza legale e sicura all'aborto in circostanze così difficili, e chiedono al congresso degli Stati Uniti di approvare un progetto di legge che tuteli l'aborto a livello federale.

Gli europarlamentari esprimono inoltre preoccupazione per un possibile aumento del flusso di denaro per finanziare gruppi anti-genere e anti-scelta anche in europa ed esortano i paesi Ue a depenalizzare l'aborto, a eliminare e combattere le rimanenti restrizioni giuridiche, finanziarie, sociali e pratiche in alcuni stati membri. I paesi membri - secondo il Consiglio - dovrebbero garantire l'accesso a servizi di aborto sicuri, legali e gratuiti, a servizi di assistenza sanitaria prenatale e materna, alla pianificazione familiare volontaria, a servizi adatti ai giovani, nonché alla prevenzione, al trattamento e al sostegno nella lotta all'hiv, senza discriminazione alcuna, si legge nella risoluzione.