Sale ancora la curva epidemica

Covid: 84.700 nuovi casi e 63 decessi nelle ultime 24 ore. Tasso di positività al 26%

Il numero delle vittime totali da inizio pandemia sale così a 168.48, aumentano intensive e ricoveri

Covid: 84.700 nuovi casi e 63 decessi nelle ultime 24 ore. Tasso di positività al 26%
(Ansa)
Una terapia intensiva

Continua a salire la curva epidemica in Italia. Sono 84.700 i nuovi casi Covid nelle ultime 24 ore, contro gli 86.334 di ieri ma soprattutto i 56.386 di sabato scorso, un aumento su base settimanale del 50%. I tamponi processati sono 325.588 (ieri 316.040) con un tasso di positivita' che scende dal 27,3 al 26%.   

I decessi sono 63 (ieri 72). Il numero delle vittime totali da inizio pandemia sale così a 168.488.    

In aumento le ospedalizzazioni: 11 in piu' le terapie intensive (ieri +3), che diventano così 275 in tutto con 40 ingressi del giorno. E 205 in più sono i ricoveri ordinari (ieri +238) per un totale di 7.035, il 18mo giorno consecutivo di crescita. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

 

I dati che riguardano i bambini

"Bambini e adolescenti superano l'infezione acuta da Sars-CoV-2 con una sintomatologia spesso lieve o addirittura assente". Molti di loro, perciò, "non giungono all'attenzione del pediatra, ed eventuali sintomi che si presentano a distanza dalla fase acuta possono non essere correttamente riconosciuti dai genitori né associati al Covid". È l'allarme lanciato dal gruppo di studio coordinato, che ha valutato su 8 regioni italiane più di 650 bambini che si sono ammalati di COVID tra ottobre 2020 e giugno 2021, perché il rischio di Long Covid aumenta dall'11,5% al 46,5% in caso di sintomi durante la fase acuta della malattia. Del gruppo fanno parte il professor Enrico Bertino e la dottoressa Giulia Maiocco (Neonatologia universitaria della Città della Salute di Torino), il dottor Gianfranco Trapani (ASL1 Sanremo - Imperia), professor Vassilios Fanos (Università di Cagliari) e il professor Giuseppe Verlato (Università di Verona). Hanno riscontrato che "il 24% della popolazione pediatrica che ha superato la fase acuta del COVID con sintomi lievi o assenti soffre di disturbi correlati all'infezione da Sars-CoV-2 a distanza di almeno 2 mesi dalla guarigione, e fino a 9 mesi dalla stessa". Il rischio di Long Covid aumenta significativamente avendo sviluppato sintomi in fase acuta, "dall'11,5% al 46,5%, mentre l'aver malattie concomitanti (asma, rinite allergica, ecc.) non causa nessun rischio aggiunto". I risultati, frutto del primo studio multicentrico in Italia sul Long Covid con Città della Salute di Torino capofila, sono appena stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale Italian Journal of Pediatrics.I dati confermano e consolidano il valore delle raccomandazioni espresse dalla Società Italiana di Pediatria e da numerose altre Società scientifiche pediatriche: bambini ed adolescenti che hanno contratto il Covid, anche se in modo lieve, devono essere monitorati dai genitori e in caso di comparsa di sintomi vanno sempre visitati dal pediatra. I sintomi più frequentemente lamentati dai piccoli pazienti sono stati, nell'ordine: affaticamento (7%), problemi di natura neurologica - difficoltà di concentrazione, sensazione di annebbiamento e cefalea - (6,8%) e sintomi respiratori (6%). L'incidenza di Long Covid è quasi raddoppiata nei bambini più grandi e negli adolescenti rispetto ai più piccoli, passando dal 18,3% (0-5 anni) al 21,3% (6-10 anni), fino ad arrivare al 34,4% di rischio (11-16 anni). Nella fascia di età maggiore ai sintomi più tipici si possono associare ansia, agitazione, disturbi del sonno e del comportamento. L'unico tipo di patologia Long Covid che si riscontra invece più frequentemente nella prima infanzia è quella respiratoria, con l'11,4% di rischio nella fascia 0-5 anni contro il 3,8% dopo i 6". Come sottolineano gli autori dello studio, "i risultati confermano l'importanza della vaccinazione in età pediatrica come strumento di prevenzione, anche dall'insorgere di patologia da Long Covid".