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Covid, il report dell’Iss: in aumento l’incidenza in tutte le fasce d'età

A rischio anche i vaccinati da più di sei mesi, ma il pericolo di decesso è più alto di sette volte nei non vaccinati. A rischio anche donne, giovani e personale sanitario. Da lunedì al via quarta dose per gli over 60

Covid, il report dell’Iss: in aumento l’incidenza in tutte le fasce d'età
Cecilia Fabiano/ LaPresse
Torna a salire la curva dei contagi, il report dell'Iss.

Non è il momento di abbassare la guardia nei confronti del Coronavirus. L’ultimo report settimanale dell’Istituto superiore di sanità, Covid-19: Sorveglianza, impatto delle infezioni ed efficacia vaccinale, aggiornato al 6 luglio, ci dice infatti che il tasso di incidenza e il tasso di ospedalizzazione sono aumentati in tutte le fasce d’età. Il più alto tasso di incidenza a 14 giorni, pari a 1.843 casi per 100.000 abitanti, è registrato nella fascia 30-39 anni, mentre nella fascia di età 0-9 anni si registra il valore più basso, 1.012 casi per 100.000 abitanti. Rimane stabile l’età mediana alla diagnosi dei soggetti segnalati nelle ultime settimane: 48 anni. Il dato nazionale dell’incidenza, invece, registra un’incremento nella settimana che va dall’1 al 7 luglio rispetto a quella precedente, passando da 763 a 1.071.

Le reinfezioni continuano a crescere

In salita anche i casi di reinfezione: la percentuale di reinfezioni sul totale dei casi segnalati risulta del 10,8%, in crescita rispetto alla settimana precedente (9,6%). Nell’arco di circa un anno, dal 24 agosto 2021 al 6 luglio 2022, sono stati segnalati 659.578 casi di reinfezione, pari al 4.6% del totale dei casi notificati. Il rischio aumenta se le dosi di vaccino ricevute diminuiscono. L’analisi del rischio di reinfezione a partire dal 6 dicembre 2021 (data di riferimento per l’inizio di Omicron), vede infatti un aumento del rischio in chi ha avuto Covid-19 da oltre 210 giorni, nei non vaccinati o vaccinati da oltre 120 giorni. Il pericolo risulta maggiore anche per le donne, i giovani e il personale sanitario.

Il vaccino riduce la mortalità

Così come il rischio di reinfezione, il tasso di mortalità è nettamente più basso nei vaccinati. Nell’ultimo mese, considerando la popolazione over 12, emerge infatti che per chi non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino il rischio di morire di Covid è 6 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di 120 giorni. Parliamo di 11 decessi per 100.000 abitanti nel primo caso, e di soli 2 per 100.000 nel secondo. Il pericolo cala ulteriormente per coloro che hanno ricevuto la dose aggiuntiva/booster. Lo squilibrio della letalità del virus tra i vaccinati e i non vaccinati diventa ancora più evidente guardando alla popolazione anziana. Rispetto alla popolazione complessiva, infatti, il rischio di decesso dei non vaccinati rispetto ai vaccinati è più alto di oltre 7 volte (7,1) e raggiunge le 8 volte e mezzo (8,5) sulla popolazione over 80.

Da lunedì al via quarta dose per gli over 60

Il via libera alla vaccinazione con la quarta dose per gli over 60 e ai soggetti fragili di ogni età dovrebbe arrivare lunedì 11 luglio, così come suggerito dall’Agenzia europea del farmaco Ema che ha rimesso l’accento su una raccomandazione che aveva lanciato con l’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), e cioè che in una situazione di alta circolazione virale, come quella in corso oggi, va considerata, appunto, una quarta dose a tutti gli over 60 e ai fragili di ogni età.

Il parere dei virologi

E' scontro tra virologi dopo le parole dell'infettivologo Pierluigi Viale, direttore delle Malattie infettive del Sant'Orsola di Bologna che ha affermato che "il virus va fatto circolare" perché "non è più quello del 2020". Questo per evitare di "bloccare gli ospedali". C'è  chi, come l'infettivologo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, si schiera apertamente con il collega. "Ogni medico di questo mondo è d'accordo con Viale: noi dobbiamo tutelare fragili e anziani ma il resto della popolazione che è vaccinata o è entrata in contatto con il virus perché si è contagiata può stare tranquilla. Per questo è un bene che circoli tra i giovani". A parere di Bassetti bisogna smettere di fare i tamponi agli asintomatici perchè il rischio, concreto, è che si "blocchino gli ospedali che 'salterebbero' in aria certo non per le polmoniti da Covid". 

"Ma sì, facciamolo circolare  indisturbato, così invece che 100 morti al giorno ne abbiamo qualche centinaio in più. E facciamolo circolare  soprattutto negli ospedali, dove notoriamente ci vanno i più vigorosi  e dove il personale è giovane e forte". E' il monito lanciato da Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e  professore ordinario di Igiene all'università Cattolica. L'esperto replica così alle parole dell'infettivologo Pierluigi Viale. 

Per Fabrizio Pregliasco il problema "è tutt'altro che archiviato. Ci sarà questa ondata ma anche altre. La speranza è che non arrivino varianti molto cattive, e quindi che le prossime saranno come le onde provocate da un sasso lanciato nello stagno, con la tendenza a ridursi". Intanto adesso la situazione è precipitata e richiede attenzione, con i numeri dei nuovi casi che da giorni volano sopra i 100 mila contagi. "Il picco previsto sarà tra un paio di settimane, prima di fine luglio, precisa il docente di Igiene all'università Statale di Milano, direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi, cui seguirà un calo e poi un'altra onda, magari più piccola e così via". Se le prossime nuove ondate di contagi possano far presagire un nuovo lockdown in autunno, è un'ipotesi poco plausibile, ma non impossibile, per il virologo. "Si spera di no, purtroppo il virus ha una sua tendenza evolutiva e ce la sta facendo vedere, è un po' più buono seppure più contagioso. Ma non è intelligente, e quindi potrebbe continuare a modificarsi in malo modo e avere un'altra variante", più temibile.

 

Torna a salire la curva dei contagi P Photo/Alessandra Tarantino
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