Le stime diffuse oggi dall'Istituto nazionale di statistica

Dati Istat sul commercio estero, a giugno leggero calo dell'export ma nel trimestre segna un +6,8%

Esportazioni su base annua a +21% (26,1% a maggio); l'import +73,7%, con l'energia che segna +215,1%. Valori tutti in positivo per il secondo trimestre dell'anno. Vendiamo di più a Turchia, Paesi Opec e Stati Uniti; acquistiamo di più da India e Cina

Dati Istat sul commercio estero, a giugno leggero calo dell'export ma nel trimestre segna un +6,8%
Ansa

Un’Europa, e di conseguenza un’Italia, sempre più interdipendente grazie agli scambi commerciali per acquisti energetici, è quella che emerge dai dati Istat su export e import diffusi oggi: l’Istituto nazionale di statistica, infatti, indica su base annua che l'export verso l'area euro cresce del 21% (era +26,1% a maggio) e l'import del 73,7%, con l'energia che segna +215,1%. Le stime di giugno segnano anche un forte aumento congiunturale per le importazioni (+8,6% da maggio) e una lieve flessione per le esportazioni (-1,5%) in termini di commercio con i Paesi extra Ue a 27.

Nel secondo trimestre, rispetto al precedente, le esportazioni crescono del 6,8%; l'aumento, diffuso a tutti i raggruppamenti, è molto sostenuto per l’energia (+64,8%). Nello stesso periodo, l'import segna un rialzo congiunturale del 15%, cui contribuisce per due terzi il forte aumento degli acquisti di energia (+30,8%). “Dopo gli aumenti dei cinque mesi precedenti, a giugno 2022 si registra un lieve calo congiunturale dell'export verso i Paesi extra Ue, che risulta comunque condizionato da operazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale) registrate a maggio, al netto delle quali il calo si riduce a un modesto -0,1%. Nel secondo trimestre, la dinamica congiunturale è molto positiva” commenta l'Istat accompagnando l’uscita dei dati.

Container in porto Ansa
Container in porto

Su base annua “la crescita delle esportazioni resta molto sostenuta, sebbene in rallentamento, ed è spiegata per circa un terzo dalle maggiori vendite di beni di consumo non durevoli. In ulteriore accelerazione la crescita dell'import cui contribuisce per quasi due terzi l'aumento degli acquisti di prodotti energetici”, si legge ancora nel comunicato diffuso dall’Istituto nazionale di statistica. In particolare, gli acquisti da India (+129,3%), Russia (+120,0%), Paesi OPEC (+93,5%) e Cina (+85,5%) registrano a giugno incrementi tendenziali molto sopra la media.

Mentre, tra i Paesi di sbocco, gli aumenti su base annua dell'export riguardano quasi tutti i principali partner extra Ue a 27. Gli incrementi più ampi riguardano Turchia (+87,4%), paesi OPEC (+41,7%) e Stati Uniti (+25,3%). La Russia registra -19,1%. L'aumento tendenziale dell'export è generalizzato tra i settori e particolarmente accentuato per l'energia (+147,6%). La diminuzione su base mensile delle esportazioni è dovuta soprattutto al calo delle vendite di beni strumentali (-6,3%); risultano in calo anche le esportazioni di beni intermedi e beni di consumo durevoli (per entrambi, -1,7%), mentre aumentano quelle di energia (+16,2%) e beni di consumo non durevoli (+0,4%). Dal lato dell'import, l'aumento congiunturale è determinato principalmente dai maggiori acquisti di energia (+15,3%) e beni strumentali (+10,1%). Diminuiscono le importazioni di beni di consumo durevoli (-1,0%).