La valanga di ghiaccio che si è staccata domenica 3 luglio

Disastro della Marmolada, recuperato un altro corpo: le vittime sono dieci, resta un disperso

Un altro corpo è stato individuato e recuperato dai soccorritori mentre due nuovi riconoscimenti sono stati effettuati questa mattina a Canazei. Si tratta di cittadini di nazionalità ceca

Disastro della Marmolada, recuperato un altro corpo: le vittime sono dieci, resta un disperso
Local Team
La Marmolada vista dal Passo Padon

La montagna continua lentamente a restituire i corpi delle vittime travolte dalla valanga di ghiaccio e pietre che si è staccata domenica 3 luglio dalla Marmolada. I soccorritori hanno individuato e recuperato la salma di uno degli alpinisti ancora dispersi. Le vittime della tragedia salgono dunque a 10.

“Questa mattina, nell’intervento interforze, abbiamo perlustrato una zona che non era stata ancora fatta, due chilometri sotto a dove si è distaccato il seracco. Con l’ausilio di due unità cinofile della guardia di finanza abbiamo risalito il crinale e la colata di ghiaccio. Abbiamo trovato diversi reperti, sia tecnici, sia organici”, ha detto Paolo Borgonovo, ispettore del centro di addestramento alpino della polizia di Moena, che ha partecipato all'intervento di questa mattina sul ghiacciaio.   

“Altri reperti li abbiamo trovati in un’altra parte della colata. Con lo scioglimento, in basso, cominciano a emergere nuovi reperti, in alto la situazione è stabile”, ha aggiunto. 

La situazione era pericolosa, ma eravamo sorvegliati, abbiamo messo tre vedette, avevamo i sismografi puntati sul seracco e avevamo stabilito delle vie di fuga, quindi eravamo preparati a qualsiasi eventualità, con elicotteri e allarmi sonori. Avevamo deciso la fine delle operazioni intorno alle 9 perché con il riscaldamento iniziava a sciogliersi il ghiaccio”, ha spiegato Borgonovo.

Questa sera è previsto un briefing tra operatori in cui si deciderà se effettuare un nuovo intervento sul campo domani.

Sono sei le vittime identificate dai familiari, tra i corpi recuperati dopo il crollo del seracco in Marmolada. Due nuovi riconoscimenti sono stati, infatti, effettuati questa mattina a Canazei. Si tratta di cittadini di nazionalità ceca. 

Le persone -tutte di nazionalità italiana- reclamate dai familiari che risultano ancora disperse sono attualmente cinque, in attesa dei riscontri scientifici del Reparto investigativo speciale dell’Arma dei carabinieri.

Ad oggi sono sette i feriti coinvolti nel tragico evento di domenica scorsa che si trovano ricoverati in strutture ospedaliere, dei quali quattro in Veneto e tre in Trentino. 

Gli aggiornamenti sono stati comunicati dai presidenti del Veneto, Luca Zaia, e della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, al termine della riunione di coordinamento che si è svolta presso il centro di Protezione Civile a Canazei. 

I parenti delle vittime ceche sono stati accolti in Val di Fassa dal console ceco a Milano Jiri Kudela e da Zaia e Fugatti, che hanno espresso loro il cordoglio delle comunità locali.   

Per quanto riguarda le ricerche, proseguiranno ad oltranza in quota per non lasciare nulla di intentato. Dopo le verifiche via terra con i cani da ricerca, stanno proseguendo i sorvoli dell’area del distacco con i droni per individuare eventuali nuovi reperti, che vengono georeferenziati anche al fine di chiarire la dinamica del distacco e il movimento della massa di ghiaccio e roccia precipitato per oltre 2 chilometri lungo la parete nord della Marmolada.

Intanto i presidenti del Veneto, Luca Zaia, e della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, auspicano un tavolo nazionale per la definizione di eventuali nuove regole per l’accesso degli escursionisti ai ghiacciai, elaborate sulla base delle informazioni tecniche raccolte sul campo. 

"Il bilancio è pressoché definito: stiamo parlando di 11 persone decedute o disperse, di cui tre veneti e una donna trentina tra i quattro morti che per ora hanno un nome. Degli otto feriti sette sono ancora in ospedale e un paio sono gravi", così il presidente della regione Luca Zaia che ha aggiunto: “Ci sono tutti i connotati di una tragedia inevitabile, unica nel suo genere: è venuto giù un grattacielo di 70 piani”.

Intanto i carabinieri hanno iniziato le acquisizioni dei video relativi al crollo di un pezzo del ghiacciaio della Marmolada e a sentire delle persone, testimonianze che saranno raccolte anche nei prossimi giorni. Quando sarà possibile verranno sentiti anche i feriti. 

“Il lavoro sta coinvolgendo più reparti, gli accertamenti sono in corso: l’attività prosegue, si sta sviluppando” spiega il comandante del Reparto operativo dei carabinieri di Trento, tenente colonnello Michele Capurso, impegnato nell'indagine.

Dovrebbero arrivare domani mattina i primi risultati dal Ris di Parma, che dovrebbe ricondurre tutti i reperti sia organici che tecnici alle vittime. La fase successiva sarà comparare questi Dna con quelli prelevati ai parenti per dare un nome ai corpi ancora non identificati.

Un appello ai congiunti di superstiti, vittime e dispersi “per capire se c’è l’interesse comune a creare un’associazione e chiedere chiarezza su quanto avvenuto domenica” viene lanciato dalle pagine del Corriere del Veneto da Luca Miotti, fratello di Davide, uno dei dispersi nel disastro della Marmolada.   

“Al momento - ha detto Miotti - siamo in attesa della conclusione delle indagini. Ma visto che un ghiacciaio non può crollare da un momento all’altro, vogliamo capire se nelle istituzioni della Provincia di Trento esista o meno una struttura che avrebbe dovuto interessarsi dei pericoli. E non dico il giorno prima ma settimane, forse mesi prima, verificandolo stato dello strato di ghiaccio sottostante. Ci chiediamo se la Provincia di Trento abbia pensato, in questi anni di contrazione del ghiacciaio, riduzione della crosta e dello spessore - sostiene - a eventuali problemi per gli accessi”.