Le sorti del mondo

G20 a Bali, conclusa riunione dei Ministri degli Esteri: nessun dialogo

I temi in agenda: la crisi alimentare, le tensioni sull'energia, la guerra in Ucraina e l’aumento dell’inflazione ed il rischio di recessione globale, ma nessun comunicato finale né accordo

G20 a Bali, conclusa riunione dei Ministri degli Esteri: nessun dialogo
AP
Riunione dei Ministri degli Esteri del G20 a Nusa Dua, Bali, Indonesia

Nusa Dua, Bali, i ministri degli Esteri dei Paesi del G20 non sono riusciti a trovare un punto di incontro sulla guerra in Ucraina e sul suo impatto globale. La ministeriale si è conclusa senza una dichiarazione finale, che tradizionalmente viene adottata da tutti i Paesi partecipanti. La riunione, segnata da due eventi inaspettati ovvero l'uccisione dell'ex premier giapponese Shinzo Abe e le dimissioni del premier britannico Boris Johnson, ha mostrato l'intensificarsi delle divisioni tra est e ovest, con Cina e Russia da un lato e Stati Uniti ed Europa dall'altro. 

In realtà non sembra esserci stato alcun dialogo tra i grandi protagonisti dello scacchiere mondiale, ma solo le dichiarazioni dei diversi protagonisti.

Antony Blinken, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, e Retno Marsudi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica dell'Indonesia al G20 (Getty Images)
Antony Blinken, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America, e Retno Marsudi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica dell'Indonesia al G20

"Quello che abbiamo sentito oggi è un forte coro da tutto il mondo, non solo dagli Stati Uniti, ma da tutto il mondo sulla necessità di porre fine all'aggressione in Ucraina", ha detto Antony Blinken, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America ai giornalisti a margine del vertice ministeriale. Già in assemblea aveva dichiarato: “Mi rivolgo ai nostri colleghi russi: l'Ucraina non è il vostro paese. Il grano ucraino non è il vostro grano. Perché state bloccando i porti?

G20, Josep Borrell (Twitter/@JosepBorrellF)
G20, Josep Borrell

"La guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina sta drammaticamente aggravando la crisi alimentare”. Ha detto invece l'Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell, che ha ricordato che la crisi covid aveva già raddoppiato il numero delle persone senza un sufficiente accesso al cibo, “Ora, con questa ingiustificata e non provocata aggressione da parte della Russia, 1,2 miliardi di persone - una su sei della popolazione mondiale - sono gravemente esposte alla combinazione di aumento dei prezzi dei generi alimentari, aumento dei prezzi dell'energia e inasprimento delle condizioni finanziarie" ed ha fermamente accusato Mosca “di usare il cibo come arma di guerra, non solo contro l'Ucraina, ma contro i paesi più vulnerabili del mondo"

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha lasciato la sessione della ministeriale mentre la sua omologa tedesca Annalena Baerbock stava parlando e in particolare stava criticando Mosca per la guerra in Ucraina. Perlomeno questo hanno riportato i media tedeschi che citano fonti diplomatiche. Lavrov ha anche lasciato una sessione pomeridiana prima dell'intervento virtuale del ministro degli Esteri ucraino e non era presente mentre il segretario di Stato Usa Antony Blinken ha condannato la Russia nell'incontro a porte chiuse.

Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov al G20 (Getty Images)
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov al G20

Secondo Marija Zacharova, Direttore del dipartimento informazione e stampa del Ministero degli esteri della Russia al vertice "il piano dei Paesi del G7 di boicottare la Russia è fallito". "Nessuno ha appoggiato i Paesi occidentali", ha aggiunto Zakharova su Telegram smentendo, fra l'altro, che il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov, abbia disertato le riunioni e respingendo l'accusa della ministra tedesca Baerbock che Mosca non abbia "alcuna volontà di dialogare".

I membri del G20 sono: Argentina, Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Repubblica di Corea, Messico, Russia, Arabia Saudita, Sud Africa, Turchia, Regno Unito, Stati Uniti e l'Unione Europea.