Il tasso di partecipazione è stato solo del 52%, secondo i dati disponibili

Giappone, media: Larga vittoria dei partiti di governo alle elezioni senatoriali

Si sono assicurati una "super maggioranza" alle elezioni senatoriali, pochi giorni dopo l'assassinio dell'ex primo ministro Shinzo Abe

Giappone, media: Larga vittoria dei partiti di governo alle elezioni senatoriali
(Ansa)
Giappone, elezioni della Camera alta in un seggio elettorale a Tokyo

Il partito al governo giapponese e i suoi alleati si sono assicurati una "super maggioranza" alle  elezioni senatoriali, pochi giorni dopo l'assassinio dell'ex primo ministro Shinzo Abe. A riportarlo  sono i media di oggi, lunedì 11 luglio.

Il Partito Liberal Democratico (PLD, destra nazionalista), a cui apparteneva Abe, e il suo alleato  Komeito, hanno rafforzato la loro posizione conquistando più di 75 dei 125 seggi da assegnare  alla Camera alta, secondo i media nazionali (il Senato conta 248 posti, rinnovati a metà  ogni tre anni). 

Ora i due partiti hanno una "super maggioranza" di due terzi del Senato pronta a cambiare la costituzione pacifista del Paese per rafforzare il suo ruolo militare sulla scena mondiale - un obiettivo di lunga data di Shinzo Abe. 

Riconoscendo la sua sconfitta, Kenta Izumi, leader del Partito Democratico Costituzionale dell'opposizione, ha affermato che era chiaro che "gli elettori non volevano cambiare e consegnarci il governo. Il tasso di partecipazione è stato solo del 52%, secondo i dati disponibili al momento.

"Penso sia importante che le elezioni si svolgano normalmente", ha commentato il premier Fumio Kishida, aggiungendo che affronterà le importanti questioni in corso, Covid, Ucraina e inflazione. 

 

Kishida ha assicurato di voler "costruire sull'eredità" politica dell'ex primo ministro Shinzo Abe, ucciso venerdì durante un comizio a Nara. Parlando all'indomani del trionfo elettorale di domenica sul rinnovo parziale della Camera Alta, Kishida ha assicurato che Tokyo "rafforzerà drasticamente" la difesa entro 5 anni in risposta alle incertezza alla sicurezza innescate dalla guerra in Ucraina e alla crescente assertività della Cina. In agenda, l'economia e le modifiche costituzionali con le forze politiche favorevoli che ora superano la maggioranza dei due terzi sia nella Camera Alta sia in quella Bassa.