IL PUNTO ALLE 6

Giorgia Meloni rassicura sull'affidabilità di Fratelli d'italia

La politica estera irrompe nella campagna elettorale. Nel giorno del nuovo russiagate Giorgi Meloni rassicura gli alleati dell'Italia che il suo eventuale governo sarà atlantista e sostenitore delle ragioni dell'Ucraina contro la Russia.

Giorgia Meloni rassicura sull'affidabilità di Fratelli d'italia
LaPresse
Direzione nazionale di Fratelli d’Italia. Giorgia Meloni

Nel giorno in cui la Lega si sveglia con un nuovo 'Russiagate' denunciato dalla Stampa sui presunti contatti tra leghisti e politici russi interessati alla caduta del governo Draghi, che Salvini ha bollato come fake news, è palpabile la preoccupazione della presidente di Fratelli d'Italia, e probabile candidata del centrodestra a Palazzo Chigi, sull'affidabilità dell'alleato-rivale.

Alla direzione del partito Giorgia Meloni ha ribadito quale sarà la collocazione del Paese qualora dovesse andare al governo, fedeltà alla Nato, compresa: "Saremo garanti, senza ambiguità, della collocazione italiana e dell'assoluto sostegno all'eroica battaglia del popolo ucraino. Posso dire che un'Italia guidata da Fdi e dal centrodestra sarà un Italia affidabile sui tavoli internazionali".

Meloni, sulla linea da tenere nei confronti della guerra tra Russia e Ucraina, ha sempre rivendicato un ruolo per l'Italia che non deve essere "l'anello debole dell'Occidente" ma deve mostrarsi "fiera e leale, allontanando lo stereotipo della nazione spaghetti e Mandolino tanto cara ai detrattori". L'eventuale governo di centrodestra, con la prima donna presidente del Consiglio (se mai sarà), non potrà che essere atlantista e rispettoso delle sovranità delle nazioni che non possono arrendersi, ma devono essere aiutate a difendersi. I leader della coalizione che avessero 'dubbi' sulla sua posizione sono avvisati.

Giorgia Meloni sembra quindi aver ben compreso che le elezioni si vincono certamente conquistando il voto dei cittadini italiani, ma che questo richiede una precisa collocazione nello scacchiere internazionale, in ossequio al principio che la politica estera, e con essa la difesa degli interessi nazionali, non può cambiare al cambiare dei governi.

L'obiettivo è far emergere sempre di più il volto responsabile del partito. Oltre al messaggio 'inviato' a Letta ("Ha detto che l'Italia dovrà scegliere tra lui e noi. È vero. Quando la storia chiama bisogna rispondere e noi non ci siamo mai tirati indietro"), la presidente di Fdi ha voluto rivolgersi pure ai suoi: "Se qualcuno pensa di poter, sotto le nostre insegne, avere comportamenti che consentono alla sinistra di dipingerci come nostalgici da operetta quando noi stiamo costruendo un grande partito conservatore, sappia - ha osservato - che ha sbagliato casa e che lo tratteremo come merita: un traditore della nostra causa".

La tesi è che non saranno permessi passi falsi. Non dentro FdI e neanche agli alleati: "In questa campagna elettorale non ci dovrà essere alcuna polemica. Le polemiche aiutano gli avversari e noi non vogliamo concedere neanche un millimetro". A meno di due mesi dalle elezioni, e con i sondaggi favorevoli che le hanno consentito di trattare da una posizione di forza su premiership e ripartizione dei collegi, Giorgia Meloni ha più che mai bisogno di dimostrare che ha anche una classe dirigente in grado di governare.