Dati e privacy

Google fa "sparire" le persone per tutelarle. Ma le app di tracciamento sanno tutto di tutti

Maps cancellerà i dati delle donne che si recano in cliniche per l'aborto, come aveva già fatto con gli spostamenti dei profughi ucraini. Ma i sistemi di tracciamento sono ovunque: dalle app per dimagrire ai palloni di calcio

Google fa "sparire" le persone per tutelarle. Ma le app di tracciamento sanno tutto di tutti
PXFuel
Mappa, tracciamento gps

Google ha annunciato che i dati sulla posizione degli utenti negli Stati Uniti saranno automaticamente cancellati quando andranno in una clinica specializzata in aborti o in centri contro la violenza domestica, cliniche specializzate in dimagrimento o disintossicazione e ogni altro luogo ritenuto sensibile per la privacy. 

"Se i nostri sistemi identificano che una persona ha visitato una località (sensibile), elimineremo quelle voci dalla cronologia delle posizioni poco dopo la sua visita", ha affermato Jen Fitzpatrick, vicepresidente del gruppo californiano, in una dichiarazione. In questo modo, diventa meno disponibile la quantità di informazioni raccolte sui singoli individui, che nel caso degli Stati Uniti  potrebbero essere utilizzate dai singoli stati che prevedono sanzioni per l'interruzione di gravidanza dopo la decisione della Corte Suprema Usa di cancellare la sentenza che garantiva il diritto federale all'aborto. L'iniziativa autonoma di Google viene incontro alle richieste della società civile di aiutare a proteggere le persone che possono vedere compromessa la propria libertà a causa della loro “impronta digitale” disseminata quasi ovunque.

Google Maps è sicuramente una delle popolari app di localizzazione dello smartphone, sia per sistema operativi iOS sia per Android. Con l'aggiunta di una recente funzione "condividi posizione", è diventata ancora più precisa come applicazione di tracciamento degli utenti, con diverse opzioni per disabilitarle volontariamente. Ma non sempre queste scelte sono alla portata di tutti. 

Un cartello stradale che indica il nome della città di Lysychansk Getty
Un cartello stradale che indica il nome della città di Lysychansk

Via il tracciamento in Ucraina

Non è la prima volta che Mountain View decide di intervenire “dall'alto”: per proteggere i movimenti della popolazione civile ucraina, il 28 febbraio scorso, a pochi giorni dell'attacco russo,  Google Maps ha bloccato due funzionalità della piattaforma che forniscono informazioni agli utenti in tempo reale: la sovrapposizione delle informazioni del traffico in tempo reale acquisite tramite Gps e inserite sulle mappe stradali di Google e Live Busyness, che mostra concentrazioni di persone o luoghi affollati in una precisa posizione geografica in un dato momento della giornata. 

Google ha confermato di aver temporaneamente disabilitato per l'Ucraina questi strumenti di Google Maps ed ha aggiunto che le informazioni sul traffico in tempo reale sono rimaste disponibili per la funzionalità di navigazione passo-a-passo. Anche in questo caso Mountain View ha deciso in autonomia di attivarsi per tutelare la libertà di movimento delle persone in un momento cruciale, mentre cercavano di lasciare il Paese per sfuggire ai bombardamenti.  

 

 

Anche il pallone sa chi sei

Si basa su tracciamento della posizione anche il pallone ufficiale Adidas (da anni utilizzato in Germania) che farà il suo esordio ai mondiali del Qatar. Il pallone ha un sensore posizionato al centro, che acquisisce dati 500 volte al secondo: combinandoli con quelli del tracciamento dei calciatori, arriverà un segnale automatico di fuorigioco agli arbitri video di gara. Tutto in frazioni di secondo e con maggior precisione rispetto alla “moviola”. Una volta confermata la decisione degli arbitri video, gli arbitri di campo ricevono un'animazione 3D con la posizione esatta dei giocatori e della palla nel momento dell'azione.

Tutti insieme tracciati appassionatamente

Tra le migliaia di app che utilizzano sistemi di tracciamento della posizione dell'utente, ci sono anche quelle che consentono, grazie all'uso dell'intelligenza artificiale insieme all'analisi umana, di “prevedere” il comportamento criminale delle persone, come già enunciavano film e libri, ma quanto è affidabile il software? E nel caso di tracciamento di gruppo (per esempio dei presenti a un evento o a una manifestazione pubblica), siamo proprio convinti che i dati anonimizzati non permettono di essere identificati? E ancora, l'intelligenza artificiale può essere messa di traverso per violare la nostra privacy?  

Il coronavirus non si ferma alle frontiere. Le app di tracciamento e allerta possono contribuire a spezzare la catena di infezioni. Possono salvare vite umane integrando il tracciamento manuale. La maggior parte degli Stati membri ha lanciato un'app nazionale di questo tipo che può essere utilizzata su base volontaria. 

Durante la fase più critica della pandemia, l'Ue ha pensato di far ricorso alle app per cercare di tenere traccia della diffusione del virus Sars-CoV-2 tra la popolazione, su base volontaria e con tantissime restrizioni per preservare la riservatezza delle persone: “Stati membri e la Commissione europea hanno istituito un nuovo servizio per consentire alle app nazionali di dialogare tra loro. In questo modo gli utenti potranno essere avvertiti se sono stati in contatto con qualcuno che ha dichiarato di essere risultato positivo alla COVID-19. Le app di tracciamento dei contatti e di allerta si avvalgono della tecnologia Bluetooth di prossimità, sono utilizzate solo su base volontaria, rispettano la privacy degli utenti e non consentono il tracciamento della localizzazione di chi le utilizza”, indicava la presentazione dell'iniziativa.

Il tentativo, anche se poteva essere un utili alleato nella lotta alla pandemia, sostanzialmente non ha dato alcun risultato malgrado le precauzioni adottate, anzi: le app per il tracciamento del covid19 non hanno fatto altro che aumentare la diffidenza verso qualsiasi iniziativa riguardo l'acquisizione di dati sanitari.
 

Immunità di gregge Getty
Immunità di gregge

Lo smartwatch ci insegue nello spazio

Ci sono già prove di uno smartwatch di uso comune con Gps integrato, spedito nello spazio al solo scopo di dimostrare la sua resistenza in ambienti estremi, senza perdita di acquisizione dati dell'utente. Partendo da Sheffield, nel Regno Unito, lo smartwatch ha raggiunto un'altitudine massima di circa 34,5 chilometri, viaggiando a una velocità di oltre 289 km/h. a bordo di una navicella ultraleggera dotata di sistemi di tracciamento e controllo e di una fotocamera di bordo. Secondo i tecnici, potrebbe resistere - e inviare dati - anche nella Death Valley, o nei ghiacciai in Islanda, o in un viaggio di recupero nell’Oceano Pacifico.

Connesione dati nello spazio (illustrazione) Pixabay
Connesione dati nello spazio (illustrazione)