Crisi del grano

Nonostante l'accordo di Istanbul, Kiev manterrà le rotte alternative per l'export

Il ministro delle Politiche agrarie ucraino Nikolay Solsky: rotte più costose ma "dobbiamo sempre avere un'alternativa"

Nonostante l'accordo di Istanbul, Kiev manterrà le rotte alternative per l'export
Nathan Laine/Bloomberg via Getty Images
Trasporto di grano attraverso il Mar Nero

Nonostante gli accordi per il grano siglati venerdì a Istanbul tra Kiev e Mosca, l’Ucraina manterrà le sue rotte di esportazione utilizzate prima della firma. 

Ad affermarlo è il ministro delle Politiche agrarie ucraino Nikolay Solsky, secondo quanto riportala Tass. 

“Il prezzo per portare il grano ucraino nei porti della Polonia, degli Stati baltici, della Romania e di altri Paesi era alto e rimane alto. Ma quelle rotte saranno mantenute e sviluppate, perché ora dobbiamo avere sempre un’alternativa”, ha detto Solsky alla televisione Rada. 

Il ministro delle Infrastrutture ucraino Alexander Kubrakov, che venerdì ha firmato il documento di Istanbul da parte dell’Ucraina, ha aggiunto che Kiev continuerà a cercare vie alternative di trasporto del grano nonostante l'accordo. 

Ieri, infatti, a Istanbul è stato firmato un pacchetto di intese per risolvere il problema delle forniture di cibo e fertilizzanti sui mercati globali. 

Il patto si propone di porre fine allo stallo che ha minacciato la sicurezza alimentare mondiale per mesi, e potrebbe essere visto come un primo segnale di distensione in vista di una fine del conflitto.

Intanto l'Unione Africana si “felicita” per l’accordo siglato fra Russia e Ucraina, uno “sviluppo benvenuto” per il continente che si trova davanti ad un aggravarsi di carestia e fame. 

Questo accordo è “una risposta” alla visita il mese scorso in Russia del capo di Stato senegalese Macky Sall, presidente di turno dell’Ua, e di Moussa Faki, presidente della commissione dell’Ua che a Vladimir Putin aveva sottolineato “l'urgenza per il ritorno del grano ucraino e russo sul mercato mondiale”, si legge in un comunicato dell’organizzazione.

In base al memorandum Russia-ONU, le Nazioni Unite si impegnano a lavorare per revocare le restrizioni anti-russe che ostacolano le esportazioni di prodotti agricoli e fertilizzanti. 

Un altro documento prevede un meccanismo per esportare grano dai porti del Mar Nero controllati dall’Ucraina. 

Un accordo tra Russia, Turchia e Nazioni Unite prevede, poi, l’istituzione di un centro di coordinamento a quattro per ispezionare le navi che trasportano grano per prevenire il contrabbando di armi ed escludere eventuali provocazioni.