Jingle fuori dal Parlamento

Boris Johnson si dimette e Hugh Grant fa suonare la sigla di Benny Hill

L'attore ha twittato ai manifestanti la richiesta di far suonare forte la sigla del popolare show comico degli anni '80

Boris Johnson si dimette e Hugh Grant fa suonare la sigla di Benny Hill
rainews
Combo Hugh Grant e Brosi Johnson

La sigla inconfondibile è quella, la marcetta del Benny Hill Show che ha risuonato per tutta la giornata all'esterno del Parlamento del Regno Unito nella giornata delle dimissioni di Boris Johnson. Ora si è scoperto che è tutta colpa (o merito) di Hugh Grant che ha twittato ai manifestanti la richiesta di far suonare forte la sigla del popolare show comico degli anni '80.

Tra gli attivisti a trasmettere la sigla c'era Steve Bray, attivista "contro la Brexit e i conservatori corrotti", così si definisce, proprio il partito conservatore di cui Johnson è ancora attualmente leader (ancora per poco, sembrerebbe). È stato proprio Steve Bray ha organizzare questa manifestazione e ad accogliere l'invito di Hugh Grant a far risuonare il brano Yakety Sax.

La canzone di Benny Hill, Yakety Sax

Yakety Sax è un singolo strumentale di Boots Randolph, diventata poi la celebre sigla del Benny Hill Show di Benny Hill. Anche per questo motivo, il brano è conosciuto anche con il titolo semplice di Benny Hill Show Theme. Il singolo è stato composto da Spider Rich e da Fred Foster. La canzone è ispirata a un "theme" di un altro show molto popolare in Gran Bretagna: "Chicken Reel" scritta per "The Armory" di Hopkinsville nel Kentucky. Yakety Sax include anche brani tratti dalla marcia militare del 1897 di Julius Fučík "L'Entrata dei Gladiatori". Il pezzo è estramemente popolare e ha conosciuto numerose reinterpretazioni, anche di stili completamente differenti. Tra questi ricordiamo certamente la versione elettronica di Gil Trythall con il nome di Yakety Moog, era il 1970. Una reinterpretazione è stata fatta anche da Bill Haley & His Comets. Esiste anche una versione alternativa nota come "Yakety Axe" realizzata da Chet Atkins nel 1965. Ce n'è una versione lenta nell'album di Mark Knopler "Neck and Neck" del 1990.