Lo scandalo finanziario

Il Vaticano ha venduto un palazzo a Londra alla metà di quanto costò

Sulla compravendita di questo prestigioso edificio nel centro di Londra è in corso un processo al Tribunale della Sante sede

Il Vaticano ha venduto un palazzo a Londra alla metà di quanto costò
Report Rai3
Il palazzo di Sloane Avenue a Londra comprato e rivenduto dal Vaticano

"Nei giorni scorsi l'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ha ultimato la vendita a Bain Capital del palazzo in 60 Sloane Avenue a Londra, con un incasso complessivo di 186 milioni di sterline". Lo scrive la Sala stampa Vaticana. L'edificio però, un antico magazzino di Harrods eretto nel 1911 nell'esclusivo quartiere di Chelsea, era costato alla Santa sede, tra il 2014 e il 2018, quasi il doppio: circa 350 milioni di euro.

"Le perdite riscontrate rispetto a quanto speso per l'acquisto dell'immobile sono state conferite alla riserva della Segreteria di Stato, senza che in nessun modo in questa circostanza sia toccato l'Obolo di San Pietro, e con esso le donazioni dei fedeli", si legge inoltre nella Nota, "per garantire la trasparenza e l'indipendenza del processo di valutazione, la Santa Sede si è avvalsa dell'assistenza del Broker immobiliare Savills, selezionato al termine di una procedura di gara avviata nel gennaio 2021 sotto la vigilanza di advisor immobiliari. Nel settembre del 2021 l'Apsa ha ricevuto un primo round di 16 offerte, oggetto di due diligence nei mesi successivi, seguito da un secondo round di 3 offerte, anch'esse oggetto di opportuni accertamenti. L'operazione si è perfezionata nei mesi scorsi con la scelta del compratore e, infine, con l'atto di compravendita".

La vicenda è al centro di un processo avviato un anno fa, il 3 luglio 2021, presso il Tribunale della Città del Vaticano. Si sono già tenute una quindicina di udienze. Ai tempi della prima una nota della Santa Sede precisava che "le attività istruttorie, svolte anche con commissioni rogatoriali in numerosi altri paesi stranieri (Emirati Arabi Uniti, Gran Bretagna, Jersey, Lussemburgo, Slovenia, Svizzera), hanno consentito di portare alla luce una vasta rete di relazioni con operatori dei mercati finanziari che hanno generato consistenti perdite per le finanze vaticane, avendo attinto anche alle risorse, destinate alle opere di carità personale del Santo Padre. L'iniziativa giudiziaria è direttamente collegabile alle indicazioni e alle riforme di Sua Santità Papa Francesco, nell'opera di trasparenza e risanamento delle finanze vaticane; opera che, secondo l'ipotesi accusatoria, è stata contrastata da attività speculative illecite e pregiudizievoli sul piano reputazionale nei termini indicati nella richiesta di citazione a giudizio".

Il cardinale Becciu, che Bergoglio aveva privato tempo prima delle sue prerogative legate alla porpora proprio a causa del suo coinvolgimento nella vicenda, ha sempre proclamato la sua innocenza. "Sono vittima di una macchinazione ordita ai miei danni, e attendevo da tempo di conoscere le eventuali accuse nei miei confronti, per permettermi prontamente di smentirle e dimostrare al mondo la mia assoluta innocenza". Becciu ha definito le accuse "assurde, incredibili, grottesche, mostruose", e ha detto di chiedersi chi volesse tutto questo e per quale scopo, sottolineando di aver agito sempre per interesse della Santa Sede e di non aver mai voluto usare in maniera impropria il denaro vaticano.

A vendere il palazzo al Vaticano, che inizialmente stava valutando un investimento nell'estrazione di petrolio offshore in Angola, eras tato il finanziere Raffaele Mincione. La Segreteria di Stato non ha acquistato direttamente le mura, ma ha sottoscritto le quote di un fondo che faceva capo a Mincione, Athena Capital Commodities Fund.
Secondo le accuse i soldi dell'Obolo di San Pietro, che in teoria avrebbero dovuto essere messi al sicuro nel mattone, sarebbero invece finiti a finanziare una serie di operazioni che facevano capo a Mincione, tra cui la sottoscrizione di un bond emesso da una finanziaria lussemburghese. 

Della compravendita del palazzo di Londra si è occupata anche la trasmissione di Rai3 Report, in diverse inchieste l'ultima delle quali andata in onda lo scorso gennaio.