Il rapporto di Save the Children

In Europa, una vittima su quattro della tratta di esseri umani è un minore

Chi finisce nella rete entra nel giro dello sfruttamento sessuale e lavorativo. Il traffico di esseri umani in Europa, vale, in un anno 30 miliardi di profitti

In Europa, una vittima su quattro della tratta di esseri umani è un minore
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Abuso di minori

In Italia i casi emersi e assistiti nel 2021 dal sistema anti-tratta sono stati quasi 2mila, 706 sono stati presi in carico nel 2022. Chi finisce in questa ragnatela sono spesso donne e minori. Non è un caso che il titolo del rapporto di Save the Children sia “Piccoli schiavi invisibili”. L’analisi, in vista della giornata internazionale contro la tratta di esseri umani, denuncia un aumento delle giovani ivoriane tra le vittime ad alto rischio nel nostro paese e il fenomeno crescente dello sfruttamento sessuale indoor cioè in luoghi chiusi e online.

Lo sfruttamento ha varie declinazioni: il principale è quello sessuale, segue, il lavoro. Le vittime attratte dalla promessa di un futuro migliore lontano da guerre e fame arrivano da Nigeria, Pakistan, Marocco, Gambia e Costa d'avorio. In questi ultimi paesi i numeri stanno crescendo. 

Sono infatti di origine ivoriana il 4,6% delle 130 donne e ragazze con figli minori (161) che sono assistite dal sistema anti-tratta italiano all'8 giugno 2022. Si tratta di giovani donne due volte vittime dello sfruttamento, per gli abusi e spesso i ricatti estremi che fanno leva sulla loro condizione di madri particolarmente vulnerabili.

L’età va dai 18 e i 25 anni, ma c’è anche chi ha meno di 17.

I dati della mappatura italiana del Numero Verde Anti-Tratta italiano relativi al primo trimestre 2022 evidenziano una presenza significativa anche di donne dell’est Europa, provenienti dalla Romania, dall’Albania e dalla Bulgaria. Donne che fin da bambine vengono da situazioni di estrema povertà, violenza e alcolismo; il loro reclutamento avviene soprattutto facendo leva sui loro sogni e sulla voglia di cambiare vita da parte di connazionali che si fingono spasimanti, i lover boy, che intercettano le ragazze potenziali vittime sia in presenza che on-line. Quando arrivano in Italia, il sogno diventa una trappola infernale dalla quale è difficile uscire,vengono sfruttate nella prostituzione forzata in particolare nella costa adriatica o nei vicino alla grandi città. Le donne provenienti dall’est Europa sono impiegate come braccianti agricole, soprattutto al sud, che sono anche vittime, sotto ricatto dei padroni che 'concedono' loro il lavoro, di frequenti abusi sessuali.

Il giro d’affari del traffico di esseri umani in Europa in un anno vale 29,4 miliardi di euro di profitti. Quello che però colpisce sono le armi usate per reclutare le vittime che passano tutte sulla sui social, le chat online, i media, le agenzie di collocamento, online, i siti web di assistenza all'immigrazione contraffatti, i forum sul dark web e il pagamento dei servizi tramite criptovalute.

“Dobbiamo rafforzare - ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children- gli strumenti di monitoraggio e conoscenza dell’e-trafficking e dello sfruttamento indoor, coinvolgendo istituzioni nazionali, sovranazionali e internazionali e organizzazioni indipendenti attive nella protezione dei minori”