L'ultimo rapporto dell'istituto

Ispra: nel 2021 il più alto consumo di suolo degli ultimi 10 anni: "Un costo di 8 miliardi di euro"

Il 25% dell'intero territorio nazionale occupato dal cemento: "L’impermeabilizzazione del terreno aggrava la crisi climatica". Trend in crescita per le regioni del Nord. Valle d'Aosta in controtendenza

Ispra: nel 2021 il più alto consumo di suolo degli ultimi 10 anni: "Un costo di 8 miliardi di euro"
Ansa
Caro affitti

Dall'Ispra un quadro a tinte fosche per l'ambiente nel nostro paese, con conseguenze anche economiche rilevanti. Nel 2021 sono stati consumati oltre 2 metri quadrati di suolo al secondo: il valore più alto degli ultimi 10 anni, cemento record: il 25% dell'intero territorio nazionale, mentre gli edifici occupano una quantità di territorio grande come la Liguria. Così l'Ispra - l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale - nel suo ultimo rapporto dove analizzando i dati disegna un quadro dell'Italia con un trend in decisa crescita, con differenze tra regione e regione. Solo la Valle d'Aosta in controtendenza, gli incrementi maggiori nelle regioni del Nord: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Piemonte, con la "sorpresa" Puglia (+499 metri quadri di cemento per abitante nello scorso anno). La fotografia realizzata dall'Istituto è stata prodotta analizzando la cartografia satellitare di tutto lo stivale, assieme alle banche dati disponibili per ogni comune italiano. Ingente - secondo l'Ispra - il costo economico sulla comunità.
 

Torna a crescere il consumo del suolo 
Il consumo di suolo torna a crescere sfiorando nel 2021 i 70 km quadrati di nuove coperture artificiali in un solo anno. Cemento che ricopre ormai 21.500 km quadrati di suolo nazionale, dei quali 5.400 riguardano i soli edifici, che rappresentano il 25% dell'intero suolo consumato.

Ristrutturazione edilizia Ansa
Ristrutturazione edilizia

La “cementificazione” delle regioni del nord 
Gli incrementi maggiori in Lombardia (883 ettari in più rispetto al 2019), Veneto (+684 ettari), Emilia-Romagna (+658), Piemonte (+630) e Puglia (+499). 
Tra i comuni, Roma conferma la tendenza dell'ultimo periodo ed anche quest'anno consuma più suolo di tutte le altre città italiane: in 12 mesi la Capitale perde altri 95 ettari di suolo, a discapito del cemento. Tra le altre città dove l'Ispra registra i maggiori aumenti Venezia (+24 ettari, relativi alla terraferma), Milano (+19), Napoli (+18), Perugia (+13) e L'Aquila (+12).

"La cancellazione di aree verdi, di biodiversità e di servizi ecosistemici ha provocato un danno economico stimato in quasi 8 miliardi di euro l’anno"

Ispra, la mappa sul consumo del suolo nel 2021 Ispra
Ispra, la mappa sul consumo del suolo nel 2021

Ispra: "Un costo di 8 miliardi di euro l'anno"
"Le conseguenze del consumo di suolo non sono solo ambientali, ma sono anche economiche - così durante la presentazione del rapporto Stefano Laporta, presidente Ispra - ci sono costi nascosti dovuti alla crescente impermiabilizzazione ed artificializzazione degli ultimi 15 anni, stimata in circa 8 miliardi di euro l'anno". 
Secondo Laporta, le cause della crescente cementificazione del territorio sono l'assenza "di interventi normativi efficaci o anche dall'attesa della loro attuazione e dalla mancata definizione di un quadro definitivo omogeneo a livello nazionale: che ci allontana dagli obiettivi di arresto del consumo di suolo, già definiti a livello europeo".

"Inutilizzati 310 km quadrati di edifici"
Gli edifici aumentano costantemente: oltre 1.120 ettari in più in un anno, distribuiti tra aree urbane (il 32%), aree suburbane e produttive (il 40%) ed aree rurali (il 28%).  
Secondo l'Istituto correre ai ripari è possibile: iniziando ad intervenire sui 310 chilometri quadrati di di edifici non utilizzati (e degradati) esistenti in Italia: una superficie pari all'estensione di città come Milano e Napoli. Il Veneto è la regione che ha la maggior superficie di edifici rispetto al numero di abitanti (147 metri quadri per abitante), seguita dal Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Piemonte, tutte con valori superiori ai 110 metri quadri per abitante. 
Valori più bassi si registrano invece nel Lazio, Liguria e Campania (rispettivamente con 55, 60 e 65 metri quadri per abitante, a fronte di una media nazionale di 91).