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Istat: produzione in calo a maggio. Poveri triplicati dal 2005

Il presidente dell'Istat Blangiardo ha illustrato il 'Rapporto annuale 2022' alla Camera: "Rapida la ripresa dopo-pandemia ostacolata dalla guerra"

Istat: produzione in calo a maggio. Poveri triplicati dal 2005
(Pixabay)
Istat, lavoratore in fabbrica

“Forti capacità di resilienza e le grandi vulnerabilità" emergono in Italia dal rapporto annuale dell'Istat, secondo il presidente Gian Carlo Blangiardo. "Dopo lo shock della pandemia, con una caduta del Pil senza precedenti dalla Seconda guerra mondiale, la ripresa è stata rapida e robusta", dice Blangiardo presentando il rapporto alla Camera. Tuttavia, aggiunge, "con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia si sono creati nuovi e importanti ostacoli e sono emersi numerosi elementi di incertezza sia per le imprese, sia per quei cittadini che speravano in un rapido percorso verso un futuro migliore".

Dallo studio che a due anni dall’inizio dell’emergenza sanitaria traccia una analisi puntuale e sostenuta da dati della situazione economica e sociale del Paese, nel 2021 e nei primi mesi del 2022, emerge che il Pil, a inizio 2022, "è tornato sul livello del quarto trimestre 2019, nonostante la decelerazione dell'attività economica. La crescita acquisita per il 2022 è, al momento, del 2,6%. Le recenti previsioni dell'Istat stimano che il Pil continuerà a crescere nel 2022 e nel 2023, anche se a un ritmo nettamente inferiore a quello del 2021, grazie soprattutto alla spinta degli investimenti", scrive l'Istat nella sintesi del Rapporto annuale.   

La produzione industriale a maggio 2022 è diminuita dell'1,1% rispetto ad aprile. Nel rapporto l'Istat spiega che nella "media del periodo marzo-maggio il livello della produzione aumenta del 2,3% rispetto ai tre mesi precedenti". 

L'indice destagionalizzato mensile cresce su base congiunturale "solo per i beni strumentali (+0,4%), mentre diminuisce per l'energia (-3,9%), i beni di consumo (-0,7%) e i beni intermedi (-0,6%)", sottolinea l'Istat. Corretto per gli effetti di calendario, a maggio 2022 l'indice complessivo aumenta in termini tendenziali del 3,4% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di maggio 2021

Poveri triplicati dal 2005

Secondo i dati Istat presentati, il numero di individui in povertà assoluta è quasi triplicato dal 2005 al 2021, passando da 1,9 a5,6 milioni (il 9,4% del totale), mentre le famiglie sono raddoppiate da 800 mila a 1,96 milioni (il 7,5%). La povertà assoluta è tre volte più frequente tra i minori (dal 3,9% del 2005 al 14,2% del 2021) e una dinamica particolarmente negativa caratterizza anche i giovani tra i 18 ei 34 anni (l'incidenza ha raggiunto l'11,1%, valore di quasi quattro volte superiore a quello del 2005, il 3,1%).

1 milione poveri in meno per reddito di cittadinanza 

Ma "le misure di sostegno economico erogate nel 2020, in particolare reddito di cittadinanza e di emergenza, hanno evitato a un milione di individui (circa 500mila famiglie) di trovarsi in condizione di povertà assoluta". Spiega nel rapporto l’Istat sottolineando che l'intensità della povertà, senza sussidi, nel 2020 sarebbe stata di 10 punti percentuali più elevata, raggiungendo il 28,8% (a fronte del18,7% osservato). 

Infine, "la crescita dei prezzi osservata dalla seconda metà del 2021 fino a maggio 2022, in assenza di ulteriori variazioni al rialzo o al ribasso, potrebbe determinare a fine anno una variazione dell'indice armonizzato dei prezzi al consumo pari a +6,4%. Senza rinnovi o meccanismi di adeguamento ciò comporterebbe un'importante diminuzione delle retribuzioni contrattuali in termini reali che, a fine 2022, tornerebbero sotto i valori del 2009". Già nel 2021 la risalita dei prezzi al consumo ha portato a una diminuzione delle retribuzioni reali superiore a un punto percentuale. 

"La forte accelerazione dell'inflazione negli ultimi mesi rischia di aumentare le disuguaglianze poiché la riduzione del potere d'acquisto è particolarmente marcata proprio tra le famiglie con forti vincoli di bilancio", osserva l'Istat.