Fronte meridionale

L'Ucraina riuscirà a riconquistare Kherson?

Grazie ai lanciarazzi Himars le vie di rifornimento russe sono tagliate, ma non è chiaro se la controffensiva sulla città sul fiume Dnipro sia imminente né se l'artiglieria fornita dall'Occidente sia determinante

L'Ucraina riuscirà a riconquistare Kherson?
Metin Aktas/Anadolu Agency via Getty Images
Soldati ucraini sul fronte meridionale

Il bombardamento ucraino del ponte Antonivskiy sul fiume Dnipro, attuato ieri grazie ai lanciarazzi statunitensi Himars, ha riportato l'attenzione globale sul fronte meridionale della guerra in Ucraina, dove da tempo le forze di Kiev preparano una controffensiva per riprendersi la città di Kherson. I russi l'hanno conquistata nei primi giorni dell'invasione ma non sono mai riusciti ad avere ragione della resistenza clandestina all'occupazione: da subito si sono susseguite manifestazioni, azioni simboliche, sabotaggi e anche attacchi partigiani veri e propri come quello che ieri ha causato l'esplosione di un auto con a bordo due collaboratori russi, riferita dai media ucraini.

L'artiglieria ucraina ha dunque tagliato le vie di rifornimento dalle roccaforti russe a est, lasciando migliaia di soldati russi in una situazione precaria, spiega oggi il New York Times, ma Mosca starebbe correndo ai ripari aumentando la presenza militare nella regione, stando a quanto dice il capo Oleksiy Danilov, capo del Consiglio di sicurezza nazionale ucraino.

Gli ufficiali di Kiev sul campo si mostrano preoccupati, i pezzi di artiglieria che arrivano dall'Occidente vengono ripartiti su più fronti, e le munizioni sono poche:  “Ci danno una pacca sulla spalla e dicono di aspettare” dice al quotidiano newyorkese Natalya Gumenyuk, portavoce del comando militare meridionale “Abbiamo bisogno di qualcosa di più del semplice supporto morale, anche se ne siamo grati. Abbiamo bisogno di vero supporto, vere armi, vere munizioni per quelle armi”. Insomma, gli aiuti militari arriverebbero troppo lentamente, dando tempo ai russi di fortificare le linee difensive. E sono gli Himars, grazie alla loro grande precisione a lunga gittata, a fare la differenza.

"La città di Kherson, il centro abitato più politicamente importante occupato dalla Russia, è ora pressoché tagliata fuori dagli altri territori occupati", afferma un rapporto dell'intelligence britannica. "La sua perdita minerebbe gravemente i tentativi della Russia di dipingere l'occupazione come un successo". Un funzionario ucraino che parla al New York Times in condizioni di anonimato conferma che con armi e attrezzature adeguate i difensori hanno la possibilità di cacciare via i russi da Kherson, ma non ha voluto specificare se l'artiglieria già disposizione sia sufficiente o meno per dare il via all'offensiva e specifica che la situazione sul campo potrebbe non restare favorevole a lungo: i russi sono ora indeboliti, ma stanno rafforzando la propria presenza nella regione.

Ad aiutare la controffensiva c'è la geografia: Kherson è sulla sponda occidentale del fiume Dnipro, una posizione che rende difficile difendersi da un attacco da Ovest. Inoltre, il Dnipro taglia longitudinalmente in due l'intero paese, tornare a controllare tutti i territori a ponente del corso d'acqua sarebbe la buona notizia di cui gli ucraini hanno bisogno dopo mesi di brutali combattimenti.

Quale che siano i tempi della controffensiva, il capo dell'ufficio del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, su Twitter fa il gradasso: "Non si può sfuggire alla realtà: gli occupanti dovrebbero imparare a nuotare per attraversare il fiume Dnipro. O dovrebbero lasciare Kherson finché è ancora possibile. Potrebbe non esserci un terzo avvertimento".

In generale, tra gli analisti c'è la sensazione che la guerra stia entrando in una nuova fase. Phillips O'Brien, professore di studi strategici presso l'Università di St. Andrews in Scozia, ne ha parlato nei giorni scorsi a Bloomberg: inizialmente, le forze russe hanno cercato invano di prendere Kiev con un'operazione lampo. Poi si sono ritirate a est facendosi strada con un uso massiccio dell'artiglieria, ma dopo la presa di Severodonetsk e Lysychansk Mosca non ha più mostrato di poter attuare avanzamenti significativi. "Se la riduzione della potenza di fuoco russa nel Donbass continua, in pratica quel fronte è congelato e la domanda diventa: gli ucraini possono respingerli?" si chiede O'Brien.