Diritti a colori

L'onda Pride attraversa l'Europa. E a Milano il sindaco Sala sfida il governo

A Londra in migliaia alla marcia colorata a 50 anni dal primo corteo. Sala: i figli delle coppie omogenitoriali riavranno il riconoscimento

L'onda Pride attraversa l'Europa. E a Milano il sindaco Sala sfida il governo
Ansa
Londra Pride 2022

Tripudio di colori nelle strade di Londra per il Pride, a 50 anni della prima marcia del Pride a Londra che avvenne nel 1972. Dopo due anni di stop a causa della pandemia di coronavirus, una folla vivace di centinaia di migliaia di persone si è presentata per partecipare o assistere alle celebrazioni, con bandiere arcobaleno, glitter e paillettes. La manifestazione di oggi si è snodata lungo un percorso simile a quello di 50 anni fa, partendo da Hyde Park e girando per le strade verso Westminster. Previsto anche un concerto a Trafalgar Square.

Dall'evento di 50 anni fa a oggi sono stati guadagnati diritti e libertà "memorabili", "ma c'è ancora molto da fare", ha detto Chris Joell-Deshields, direttore degli organizzatori Pride in London. Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, che si è unito alle celebrazioni, ha accolto con favore una "bella giornata" di "unità, visibilità, uguaglianza e solidarietà". Alla marcia, guidata da membri del Gay Liberation Front dalla protesta del 1972, era attesa la partecipazione di più di 600 gruppi LGBTQ. Rappresentate anche organizzazioni che vanno dagli enti di beneficenza alle università ai servizi di emergenza. I partecipanti erano stati invitati a fare un test Covid-19 prima della marcia, visto che i casi del virus sono in aumento in tutta la Gran Bretagna. L'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito aveva emesso un avviso simile per le persone che mostravano possibili sintomi di vaiolo delle scimmie.

A Milano famiglie e giovani cristiani

Sono decine di migliaia le persone che sfidano il sole cocente del primo weekend di luglio per partecipare alla parata del Pride Milano, partita da Vittor Pisani in direzione Arco della Pace. In testa al coloratissimo corteo, tra carri di associazioni e brand, centri sociali e sindacati, le famiglie arcobaleno con i loro bambini. "Siamo qui per i diritti di tutti" dicono Barbara e Chiara, mamme di Leonardo, spiegando che "i diritti sono privilegi se valgono solo per pochi. Le famiglie arcobaleno hanno presentato una proposta di legge per il matrimonio egualitario, per essere riconosciute come famiglie a tutti gli effetti". Eppure qualcosa si muove, se in testa al corteo ci sono anche i Giovani Cristiani Lgbt+: "Dio non ficca il naso tra le lenzuola - dice Paolo, teologo - la vita nella comunità è diversa da quanto si possa pensare, la Chiesa è accogliente nei nostri confronti, non c'è discriminazione nella quotidianità perché la Chiesa è come l'Arca di Noè: c'è posto per tutti".  E c'è posto per tutti anche al Pride, con giovani e non arrivati da tutta la Lombardia, con collanine e bandiere arcobaleno, outfit sfacciati, parrucche esagerate, tanta voglia di stare insieme e immaginare, per un giorno, che un altro mondo sia possibile.

Il sindaco Sala: i figli delle coppie omogenitoriali riavranno il riconoscimento

"Oggi voglio fare un piccolo annuncio. Abbiamo da ieri riattivato il riconoscimento dei figli nati in Italia da coppie omogenitoriali. È con grande gioia che ho firmato ieri il provvedimento personalmente nel mio ufficio". Lo ha annunciato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dal palco del Pride. Il Comune aveva già iniziato a riconoscere i figli di queste coppie poi "avevamo avuto sentenze avverse e il Parlamento doveva legiferare, ho aspettato che lo facesse ma non si sono mossi e dovevo fare la mia parte", ha spiegato.

Tante città

Sono sei  le città che questo weekend vengono attraversate dall’Onda pride, la grande manifestazione a sostegno dei diritti delle persone lgbti. Oltre che a Milano, si sfila a Napoli, Bari, Catania e Sassari. Domani infine corteo a Padova. “Ancora un fine settimana attraversato dalle rivendicazioni di diritti e uguaglianza - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -. Siamo nel pieno di una mobilitazione che interessa tutto il Paese e che è l’unico argine vero ai venti oscurantisti che ci giungono da Oltreoceano. Se l’Italia non arretrerà in tema di diritti non è per le promesse di qualche politico, semmai perché le persone che abitano questo Paese non lo permetteranno. La nostra onda è stimolo, rivendicazione ma anche monito per la politica: "La retromarcia sui diritti qui non passerà”, conclude.