Verso le elezioni

Mario Draghi: "Il governo bis sarebbe durato solo un giorno"

Palazzo Chigi è al lavoro sul nuovo decreto aiuti. Berlusconi promette pensione minima a mille euro, mentre il centrodestra traballa in Lombardia e Liguria. Archiviato il campo largo, la via per un nuovo centrosinistra è stretta e tortuosa

Mario Draghi: "Il governo bis sarebbe durato solo un giorno"
AP Photo/Andrew Medichini
Mario Draghi mercoledì scorso in Senato

È il giorno uno della prima campagna elettorale estiva della storia parlamentare della Repubblica. Sarà che pochi se la aspettavano, sarà che fa caldissimo, ma sembra partire al rallentatore, mentre sul fronte istituzionale, a metà giornata, la notizia è l’annullamento del tradizionale appuntamento di fine luglio al Quirinale con la stampa parlamentare, la cerimonia del ventaglio.

Salta all’occhio il contrasto tra il torpore romano e l’allarme che ancora oggi traspare dalla stampa estera. “Ci mancava solo questa!”, scrive Le Monde, “il Cremlino ha stappato lo champagne”, recrimina El Pais, il Financial Times cita analisti di JP Morgan secondo cui Draghi è stato "vittima di un colpo di Stato populista", mentre Politico Europe, il giornale compulsato quotidianamente da chi gravita attorno alle istituzioni Ue, racconta il vertice di mercoledì alla villa romana di Berlusconi nei termini di un “complotto della destra per rovesciare Mario Draghi”.

Sui giornali italiani, invece, tengono banco i “What if”, format fumettistico per cui si rilegge una storia chiedendosi “cosa sarebbe successo se…”.  Se Draghi avesse pronunciato discorsi più accomodanti in parlamento verso l’una o l’altra parte, se avesse rinunciato in partenza all’inceneritore di Roma, se avesse accettato il governo bis senza i Cinquestelle proposto dal centrodestra: “Sarebbe durato un giorno”, è il pensiero di Mario Draghi riportato da un retroscena del Corriere della Sera. E alle parole di Berlusconi, che lo accusa di aver voluto far precipitare la crisi parlamentare, avrebbe reagito così: "Non sono stanco e non ho colto la palla al balzo. E non è vero che il presidente Mattarella ce l'abbia con me, perché abbiamo condiviso ogni scelta, passo dopo passo".

Gli affari correnti e il loro perimetro

Il premier, intanto, è ancora al suo posto a Palazzo Chigi, in carica per gli affari correnti all’interno del “perimetro” disegnato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che comprende di fatto gli stessi temi su cui avrebbe lavorato nei prossimi due mesi se nulla fosse accaduto: inflazione, energia, guerra, Pnrr, Covid. Una circolare del presidente del Consiglio ha precisato le regole di ingaggio: "Il governo - si legge - rimane impegnato nel disbrigo degli affari correnti, nell'attuazione delle leggi e delle determinazioni già assunte dal Parlamento e nell'adozione degli atti urgenti, ivi compresi gli atti legislativi, regolamentari e amministrativi necessari per fronteggiare le emergenze nazionali, le emergenze derivanti dalla crisi internazionale e la situazione epidemiologica da Covid-19. Il Governo rimane altresì impegnato nell'attuazione legislativa, regolamentare e amministrativa del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale per gli investimenti complementari”. L’esecutivo quindi “non esaminerà nuovi disegni di legge, salvo quelli imposti da obblighi internazionali e comunitari”, ma in caso di urgenza “potrà procedere all’adozione di decreti-legge”. Potranno essere approvati i regolamenti “già in stato avanzato di adozione”, il ministero dell’Economia “eserciterà i diritti dell’azionista nelle società partecipate”, è “garantita” la partecipazione ai vertici delle organizzazioni internazionali a cui partecipa l’Italia, tra cui Onu, Nato, Consiglio d’Europa, G7, G20.

Il primo dossier su cui si sta concentrando Palazzo Chigi è quello del decreto aiuti: sul tavolo il possibile rinnovo del bonus da 200 euro già previsto dal precedente decreto (sarà nelle buste paga di luglio) oppure, in alternativa, un taglio dell'Iva su alcuni beni di largo consumo. La Camera, intanto, come da indicazioni quirinalizie, è sciolta ma lavora: la commissione Attività produttive della Camera ha terminato l'esame degli emendamenti del disegno di legge concorrenza, approvando lo stralcio dell'art. 10 che riguarda il settore dei taxi.  Il testo sarà lunedì in aula per l'avvio della discussione. Battono un colpo, intanto le associazioni di categoria Cna Balneari e Federbalneari, chiedendo, come era prevedibile, che siano stralciati anche gli articoli che riguardano gli stabilimenti.

Centrodestra: Berlusconi in piena campagna, tensioni nelle regioni

A conquistare il centro della scena politica oggi è, pero, Silvio Berlusconi, che torna pienamente in campo per le elezioni legislative dopo aver saltato un giro per il periodo di incandidabilità conseguente alla sua unica condanna penale. "Sta come un grillo, si candiderà certamente al Senato", dice il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani. Il presidente di Forza Italia, intervistato dal suo Tg5, dice di avere già nomi in mente per il prossimo governo, promette di aumentare “tutte le pensioni ad almeno mille euro per tredici mensilità”. A questo annuncio ha poi replicato il leader di Insieme per il futuro Luigi Di Maio: "Non ha proposta riforme delle pensioni mentre stava al governo, mi fa venire i dubbio che si tratti di propaganda". E mentre si apprende che l'ex Cavaliere ha incontrato la presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni concordando un vertice per la settimana prossima con anche il segretario leghista Matteo Salvini, non traspare nessuna inquietudine per l’addio dei ministri Mariastella Gelmini e Renato Brunetta, né per la presa di distanza di Mara Carfagna, ancora formalmente dentro il partito, ma corteggiatissima dai centristi.

Qualche preoccupazione in più potrebbero suscitarla le fibrillazioni in alcune regioni governate dal centrodestra. Non dal Veneto di Luca Zaia, dove almeno per ora non si intravedono nubi all’orizzonte. Probabilmente nemmeno dal Friuli Venezia Giulia di Massimiliano Fedriga, che pure spende parole di elogio per Draghi. Acque più agitate in Lombardia, dove la consiliatura scade tra pochi mesi, con Attilio Fontana che appova le mosse parlamentari della coalizione e la sua vice Letizia Moratti che parla di una crisi “molto dannosa per gli italiani”. Tutto tace in Calabria, dove si guarda con sospetto alla vicinanza tra il presidente Roberto Occhiuto e la ministra Carfagna. La situazione più tesa è in Liguria, dove il governatore centrista Giovanni Toti attacca duramente il centrodestra e, intervistato dal Secolo XIX, non esclude di far saltare la giunta e andare al voto.

In Sicilia è un’altra storia

Palermo, intanto, vive crisi tutte sue. Si deve votare per le Regionali, il presidente di centrodestra Nello Musumeci starebbe ragionando di anticipare la fine del mandato di un paio di settimane per favorire l’election day con le politiche, vorrebbe ricandidarsi ma è da tempo ai ferri corti con il forzista Gianfranco Micciché, che cerca altri nomi da contrapporgli. Non va meglio nello schieramento avverso: domani si terranno le primarie del “campo largo", ma la coalizione giallorossa è data per morta a Roma. A sfidarsi Caterina Chinnici del Pd, Barbara Floridia del M5s e Claudio Fava, sostenuto dal movimento ‘Cento passi’. “Ormai la macchina delle primarie siciliane è partita e domani il Movimento vi prenderà parte. In queste ore però leggo diverse dichiarazioni arroganti da parte del Pd. Non accettiamo la politica dei due forni. Quel che vale a Roma vale a Palermo”, ha detto nel tardo pomeriggio il presidente del M5s Giuseppe Conte.

La via stretta per una coalizione di centrosinistra

Il campo largo, si diceva, è morto o quasi. Insistentemente si evoca una coalizione tra Partito democratico e tutte o alcune delle formazioni che affollano il centro. Ci crede sicuramente il ministro degli Esteri Luigi DI Maio, dipingendo una “area di unità nazionale” che si contrapponga a Conte ("un capolavoro costruire la crisi perfetta per consegnare il destino di Draghi alla destra", lo ha attaccato oggi) e alla coalizione tra Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia. 

La via delle alleanze però è stretta e tortuosa. Il segretario democratico Enrico Letta, secondo i retroscena, escluderebbe di ricucire con Italia Viva di Matteo Renzi, mentre cercherebbe l’alleanza con Azione di Carlo Calenda. Quest’ultimo, però, pone come condizione che il Pd non si allei a Europa Verde e Sinistra Italiana: "Se nella coalizione ci sono anche persone come Nicola Fratoianni o come Angelo Bonelli, che hanno marciato contro il rigassificatore di Piombino, di che parliamo?". Al momento, l'ex ministro dello Sviluppo Economico sembra più propenso a una corsa solitaria. Intanto ha incassato l'adesione del senatore Andrea Cangini, eletto con Forza Italia, che mercoledì aveva votato la fiducia al governo Draghi in dissenso con il proprio gruppo.