Le mamme del quartiere Lambro hanno accompagnato il feretro

Milano: i funerali di Diana, la piccola di un anno e mezzo, lasciata a casa da sola per 6 giorni

Sono stati anticipati a domani gli accertamenti tecnici irripetibili disposti dal pm Francesco De Tommasi

Nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, a San Giuliano Milanese, si tengono i  funerali della piccola Diana, la bimba di un anno e mezzo lasciata morire di stenti dalla madre, Alessia Pifferi, che l'ha lasciata sola  in casa per sei giorni per stare insieme al compagno. 

Un mazzetto di palloncini bianchi, alcuni a forma di cuore, ondeggiano all'entrata della parrocchia, un lungo applauso ha accompagnato la piccola bara bianca al suo ingresso nella chiesa piena. Alcune mamme del quartiere Ponte Lambro, alla periferia di Milano, dove abitava la bambina, accompagnano la lenta marcia che percorre il carro funebre, come in un breve corteo.Tra le mani tengono uno striscione in rosa: “Volerò sulle ali del mondo nel cielo infinito. Resterò per sempre bambina, piccola Diana”. Ad incorniciarlo, c'è la foto con cui le cronache l'hanno conosciuta: abitino da principessa, un grande fiocco rosa in testa, attorno a lei un tappeto di palloncini.  “Insieme a te è volato in cielo anche un pezzo del nostro cuore” dicono le magliette che indossano le donne.  Sull'auto,con il feretro, ci sono la nonna e la zia di Diana. Seduti ai primi banchi, in fascia tricolore, siedono i sindaci di Milano,di San Giuliano e San Donato Milanese. In chiesa ci sono molte famiglie con bambini nei propri passeggini, tutti visibilmente commossi.

"Diana, noi non ti abbiamo mai abbandonato. E' tua madre che è una pazza". Lo ha detto Maria,la nonna materna della piccola Diana all'uscita dalla chiesa, al termine delle esequie religiose, piangendo sulla piccola bara bianca deposta nell'auto funebre.

 

Beppe Sala al funerale della piccola Diana Pifferi nella chiesa dei santi Pietro e Paolo a San Giuliano Milanese Ansa
Beppe Sala al funerale della piccola Diana Pifferi nella chiesa dei santi Pietro e Paolo a San Giuliano Milanese

“Preghiamo perché la tragedia incomprensibile risvegli a compassione e a sapienza la mamma Alessia.Noi non riusciamo a comprendere come sia potuto succedere l’abbandono di una bambina fino all’esito tragico della morte di stenti”. Parla a nome di una intera comunità scossa e incredula, l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, che i ha partecipato idealmente alle esequie scrivendo un messaggio letto durante la cerimonia. Un messaggio di condivisione e invocazione:"Condividiamo lo sconcerto e l’orrore. Noi non riusciamo a rimediare alla morte di Diana, che come tutti è entrata nella vita come si entra in una promessa di accoglienza e di amore. Noi non riusciamo a rimuovere un vago senso di colpa perché la nostra città dovrebbe essere diversa, abitare in città dovrebbe significare far parte di una comunità e ogni solitudine dovrebbe trovare rimedio nell’attenzione reciproca e nell’operosa solidarietà". 

"Non penso sia un problema di senso di colpa, ma di responsabilità di tutta la comunità. Questo periodo storico davvero tremendo deve portare al fatto che ci deve essere responsabilità nella famiglia, nella comunità, istituzioni e la stessa chiesa. Non è facile individuare tutti i segnali. E' molto importante che tutti segnalino i disagi, non è un problema di essere delatori. Deve prevalere l'umanità in tutti noi sennò sarà davvero difficile ricomporre tutte le ferite che si stanno evidenziando nella nostra società". Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala alla fine dei funerali della piccola Diana.

Intanto sono stati anticipati a domani gli accertamenti tecnici irripetibili sul biberon e il suo beccuccio, sulla boccetta di En e altro materiale disposti dal pm Francesco De Tommasi che indaga sulla morte della piccola Diana, la bimba lasciata per sei giorni a casa sola dalla madre, Alessia Pifferi, ora in carcere.  Le operazioni tecniche fissate negli uffici della polizia scientifica della Questura per il primo agosto, stando a quanto riferito sono state riprogrammate per il 30 luglio. Inquirenti e investigatori, che stanno ricostruendo quanto è accaduto nei minimi dettagli e stanno scavando nella vita di Alessia Pifferi anche per rintracciare il padre biologico della piccina, intendono tra l'altro verificare se la bimba sia stata stordita con l'En, un potente ansiolitico lasciato in casa da un uomo con cui la madre aveva avuto qualche incontro.