Addio a un grande della Scienza

Muore a 103 anni James Lovelock, il padre della teoria su "Gaia"

La famiglia: "Per il mondo era il pioniere della scienza, il profeta del clima e l'ideatore dell'ipotesi di Gaia. Per noi era un marito affettuoso e un padre meraviglioso, con sconfinati senso di curiosità, dell'umorismo e passione per la natura"

Muore a 103 anni James Lovelock, il padre della teoria su "Gaia"
Yui Mok/PA Images via Getty Images
James Lovelock

Nel giorno del suo 103esimo compleanno, si è spento James Lovelock, lo scienziato inglese noto per aver elaborato l'ipotesi "Gaia", secondo la quale gli organismi viventi sulla Terra interagiscono con le componenti inorganiche circostanti per formare un complesso sistema sinergico e autoregolante che aiuta a mantenere e perpetuare le condizioni per la vita sul pianeta.

L'ipotesi Gaia è stata formulata per la prima volta nel 1979 in "Gaia. A New Look at Life on Earth" e il nome si rifà alla dea primordiale che personificava la Terra nella mitologia greca, dato che, semplificando, tale ipotesi considera la Terra come se fosse un super-organismo.

Tra gli argomenti sui quali si basa l'ipotesi c'è l'idea che la biosfera e l'evoluzione degli organismi influenzino la stabilità della temperatura globale, la salinità dell'acqua del mare, i livelli di ossigeno atmosferico, il mantenimento di un'idrosfera di acqua liquida e altre variabili ambientali che influenzano l'abitabilità della Terra.

L'ipotesi Gaia è stata sin da subito criticata per essere teleologica, ovvero creata secondo una logica finalistica e contro i principi della selezione naturale e non in linea con la scienza che invece investiga leggi e fenomeni naturali secondo una visione meccanicistica di causa-effetto. E anche se, nel tempo, gli studi abbiano allineato l'ipotesi Gaia con idee provenienti da campi come la scienza del sistema Terra, la biogeochimica e l'ecologia dei sistemi, l'ipotesi di James Lovelock continua a ricevere critiche e alcuni scienziati la considerano non allineata con le evidenze sperimentali.

Considerato uno degli scienziati più influenti del nostro tempo, nel 2006, James Lovelock, anche per il suo lavoro sull'ipotesi Gaia, ha ricevuto dalla Geological Society of London la medaglia Wollaston: la più alta distinzione conferita annualmente dalla società. 

Lo scienziato, tra i più autorevoli del Regno Unito, era in buona salute fino a sei mesi fa, quando ha avuto una brutta caduta e la famiglia ha fatto sapere che il decesso è avvenuto per complicanze legate a questo evento, ma che fino al giorno prima era in grado di camminare lungo la costa vicino alla sua casa nel Dorset e di rilasciarere interviste.

Indipendente e ritenuto anticonformista, dalla metà degli anni Sessanta Lovelock aveva iniziato a fare previsioni sul futuro del pianeta e ha sempre continuato a lavorare: due anni fa aveva dichiarato che la biosfera è ridotta all'ultimo 1% della sua vitalità e a 100 anni scommetteva su quello che aveva battezzato Novacene: un’epoca nuova, avveniristica, nella quale l’intelligenza artificiale, magari ibridata con quella umana, avrebbe dovuto assumere un ruolo dominante e magari contribuire a superare le sfide di portata globale. Lo scienziato, lontano dall'idea di universo antropocentrico, non era spaventato dalla prospettiva di una supremazia dell’intelligenza artificiale

Sebbene considerato un'icona dell'ecologismo, Lovelock aveva anche preso posizione a favore dell’energia nucleare.