Non si è presentato all'udienza

Omicidio Ciatti, il ceceno Bissoultanov è scappato. Emesso mandato di arresto internazionale

"Non è noto dove si trovi" l'uomo condannato a 15 anni di reclusione per l'omicidio volontario di Niccolò Ciatti nel 2017. Il papà del giovane di Scandicci: "Fuga annunciata"

Omicidio Ciatti, il ceceno Bissoultanov è scappato. Emesso mandato di arresto internazionale
Ansa
Rassoul Bissoultanov

Rassoul Bissoultanov, il ceceno condannato in Spagna a 15 anni per l'omicidio di Niccolò Ciatti, ucciso a 22 anni a Lloret de Mar a calci e pugni, senza alcun motivo, non si è presentato all'udienza per la carcerazione al Tribunale Provinciale di Girona. Nei suoi confronti è stato emesso un mandato di arresto internazionale.

Bissoultanov, che lavora a Girona, dove si trovava in regime di libertà vigilata, doveva partecipare all'udienza per calcolare la rideterminazione della sua reclusione dal momento che è stato in prigione già quattro anni. Il giudice aveva disposto il ritiro del passaporto, motivo per cui l'uomo non è autorizzato legalmente a lasciare la Spagna.

"Rassoul Bissoultanov stamani non si è presentato all'udienza per la carcerazione al tribunale di Girona perché gli era chiaro che sarebbe andato in carcere. Il suo difensore non sapeva dire nulla al giudice, non sapeva dove fosse il suo assistito, non ha esibito né certificati medici né altre giustificazioni. Ora in pratica è un latitante", ha detto il legale della famiglia Ciatti, Agnese Usai. “E' imbarazzante, è fuga annunciata”.

In udienza stamani, spiega l'avvocato Usai, "il pubblico ministero spagnolo Victor Pillado avrebbe chiesto il carcere per 7 anni e mezzo, la metà della condanna di primo grado, e il giudice certamente avrebbe accordato la misura della carcerazione. Guarda caso non si è presentato". 

Con la notifica della sentenza di primo grado, il condannato in Spagna riceve anche la fissazione dell'udienza di carcerazione in cui si discute della misura da applicare e che viene scontata in attesa dell'appello. Nel frattempo il condannato resta di fatto in stato di libertà.   

Per l'avvocato Usai "è una fuga annunciata", "perché Bissoultanov aveva già tentato di scappare nell'agosto 2021 quando dicendo di andare a rinnovare un permesso a Strasburgo poi invece la polizia tedesca lo fermò al confine, a Kehl, da dove voleva entrare in Germania e così venne estradato in Italia", altrimenti sarebbe fuggito ancora verso Est.   

"Il vero problema - aggiunge Usai - è che Bissoultanov in Italia è stato scarcerato, ce l'avevamo qua ed è stato scarcerato... Continua a prenderci in giro". La corte di assise di Roma il 22 dicembre 2021 revocò il carcere al ceceno su richiesta dei difensori. Poi, la Cassazione annullò questo provvedimento ma intanto Bissoultanov aveva lasciato l'Italia tornando in Spagna dove soggiorna in Catalogna. 

"Confido che la circostanza che  l'assassino sia scappato non vanifichi tutti gli sforzi della difesa, la pazienza e la fiducia nella giustizia di una famiglia che piange un figlio morto", ha aggiunto.

Il padre di Niccolò: “Indignato e arrabbiato è poco”

"Dire che sono indignato è poco, dire che sono arrabbiato è altrettanto poco e forse arrabbiato non è nemmeno il verbo che vorrei usare. I nostri timori, le nostre paure si sono avverate. Lo abbiamo detto in mille modi: attenti quello scappa". Così Luigi Ciatti, padre di Niccolò, dopo aver appreso che Rassoul Bissoultanov, il 29enne ceceno condannato a 15 anni di reclusione per l'omicidio volontario di suo  figlio, si è reso irreperibile nel giorno in cui era fissata l'udienza per la carcerazione davanti al Tribunale spagnolo di Girona.        

"Mio figlio è stato ucciso senza un motivo, a sangue freddo, mentre ballava, da un uomo che non è certo un bravo ragazzo - ha detto Luigi  Ciatti - In questa vicenda il solo condannato vero è Niccolò, perché il suo assassino è ancora libero. Spero che il giudice spagnolo abbia  una coscienza e si renda conto del suo comportamento. Tra il verdetto  della giuria popolare e la sentenza che ha inflitto la pena è passato  più di un mese! Ma come si fa? E' chiaro che un assassino in queste condizioni cerca di farla franca, e così è successo".        

"Di fronte a questa giustizia non paga nessuno, anzi paga solo mio  figlio - ha aggiunto Luigi Ciatti - Noi continueremo a chiedere  giustizia per Niccolò. Noi andiamo avanti, possiamo solo pregare e  sperare che ci sia una giustizia da qualche parte".

In attesa della carcerazione, Bissoultanov era sottoposto all'obbligo di firma settimanale presso la polizia giudiziaria. Il ceceno avrebbe firmato per l'ultima volta mercoledì 6 luglio.        

Il verdetto di condanna era stato emesso dalla giuria popolare del  Tribunale di Girona lo sorso 3 giugno, ma la sentenza che infligge i 15 anni di carcere è stata depositata solo un mese dopo, il 5 luglio dal giudice togato, a cui spettava determinare la pena per il ceceno. Il giorno dopo Bissoultanov si è recato in caserma per firmare il registro e subito dopo sarebbe scappato, molto probabilmente lasciando la Spagna.        

Il processo in Spagna

Durante le udienze del processo, il procuratore Victor Pillado aveva chiesto 24 anni di carcere e 9 anni di libertà vigilata. "Dobbiamo giustizia alla famiglia Ciatti - aveva detto nella requisitoria il pm  Pillado -, dobbiamo una condanna giusta e responsabile". 

L'entità della pena da applicare oscillava tra i 15 e i 25 anni secondo quanto stabilisce il codice penale spagnolo per l'omicidio volontario di una  persona indifesa. Il giudice ha quindi applicato la pena minima  prevista. La famiglia Ciatti, tramite l'avvocato Agnese Usai, ha impugnato la sentenza e a giorni depositerà il ricorso per reclamare una pena maggiore per il condannato. La scadenza per il ricorso è  fissata al 20 luglio.

Secondo quanto ricostruito durante le indagini,  Bissolultanov, esperto di arti marziali, in particolare del tipo di  lotta chiamata Mma, la notte tra l'11 e il 12 agosto 2017, sulla pista da ballo della discoteca 'St Trop', insieme a due connazionali,  improvvisamente prese di mira Niccolò Ciatti, che stava trascorrendo con i suoi amici l'ultima serata della vacanza in Costa Brava. Così iniziò il pestaggio mortale. Per l'omicidio è in corso a Roma un altro processo.