Crisi di governo

Salvini-Berlusconi: M5s inaffidabile. Pronti al voto. Dem puntano sull'ala governista del Movimento

Il Pd spera di poter rimettere insieme i pezzi della maggioranza in frantumi. Meloni: "I partiti che oggi si battono per salvare il governo Draghi sono gli stessi che hanno sbarrato la strada del Quirinale al premier"

Salvini-Berlusconi: M5s inaffidabile. Pronti al voto. Dem puntano sull'ala governista del Movimento
Ansa
Matteo Salvini e Silvio Berlusconi

Il patto di fiducia che ha sostenuto l'esecutivo "si è rotto" come ha sottolineato il premier Mario Draghi. Ma al momento della verità, atteso per mercoledì in Senato, mancano ancora tre giorni e il Pd spera di poter rimettere insieme i pezzi della maggioranza in frantumi

Dem puntano tutto sull'ala governista del Movimento, dove però il caos continua a regnare. Sarebbe necessario un segnale chiaro. Sono una trentina i parlamentari dati in uscita, e se questa truppa di nuovi dissidenti fosse compatta allora si potrebbe immaginare di andare ancora una volta in pressing su Draghi per convincerlo a restare.

L'ala governista, che pure c'è all'interno del Movimento, fa però fatica a uscire allo scoperto: il ministro Federico D'incà chiede "una tregua" fra Conte e Draghi "per il bene del Paese. Ma le posizioni dissonanti rispetto alla linea del leader pentastellato vengono registrate e aumentano le difficoltà a trovare un punto di caduta: l'assemblea dei parlamentari viene così riaggiornata per l'ennesima volta nella speranza che con il passare delle ore almeno qualche nube si diradi.

"Le sorti del governo le deciderà nelle prossime ore il presidente Draghi. Qua ci sono i draghiani all'oscuro di Draghi" dice invece il leader della Lega Matteo Salvini parlando in serata ad un comizio.

Certo, ha aggiunto: "Se dobbiamo passare un luglio, un agosto, un settembre a occuparci di chi passa con Di Maio, di chi va con Renzi e di chi sta con Conte non faremmo un buon servizio al paese. Quello che è certo è che mercoledì in aula la Lega farà solo quello che serve all'Italia e agli italiani. E l'abbiamo dimostrato nel 2019".

In ogni caso, "al di là di quello che accadrà questa settimana segnatevi questa data: Pontida, domenica 18 settembre. Sembra lontana ma dopo tre anni vi aspetto tutti. Poi non so se si vota a settembre, a ottobre, a dicembre, a marzo. Non dipende da noi, questo casino se lo sono inventati i 5 stelle e i loro amici del Pd". Salvini con il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi hanno definito i 5 Stelle “inaffidabili” e si dicono “pronti al voto”.

I partiti che oggi si battono per salvare il governo Draghi sono gli stessi che hanno "sbarrato la strada del Quirinale" al premier, attacca Giorgia Meloni. La leader Fdi scrive su Facebook: "La cosa divertente del teatrino di queste ore è che i partiti che si stracciano le vesti perché 'Draghi è irrinunciabile', sono gli stessi che gli sbarrarono la strada al Quirinale. Perché? Facile. A loro non frega nulla di Draghi, a loro interessa mandare avanti la legislatura per restare in sella". "Draghi al Quirinale - aggiunge - non garantiva il loro stipendio, Draghi al governo lo garantisce. La buona notizia è che, a occhio, Mario Draghi lo ha capito. Come al solito, gli unici che hanno dichiarato quello che pensavano, su Draghi e il suo governo, siamo noi di Fratelli d'Italia".

E sempre dalle fila di Fratelli d'Italia, il Governatore dell'Abruzzo, Marco Marsilio rileva come:  "questo Governo è ormai al capolinea e neanche il carisma di Draghi può rimettere insieme i cocci". E aggiunge: "Meglio andare subito al voto e in autunno avere un Governo di legislatura" - Marsilio insieme al presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, e al governatore della Regione Sicilia, Nello Musumeci, ha firmato una nota congiunta contro l'iniziativa dei sindaci che hanno aderito all'appello per il premier Mario Draghi, criticata dalla leader di Fratelli d'Italia.

Al momento, dunque le condizioni individuate dal presidente del Consiglio come necessarie per proseguire l'azione di governo non sembrano essere maturate ma certo gli appelli che arrivano affinché resti si moltiplicano di giorno in giorno.