Nell'ultima stagione 57 giocatori russi nelle squadre americane

Il portiere di hockey russo Fedotov arrestato a San Pietroburgo per aver firmato con una squadra USA

Presente la giornalista sportiva russa Anna Andronova, che stava girando un servizio su Fedotov

Il portiere di hockey russo Fedotov arrestato a San Pietroburgo per aver firmato con una squadra USA
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Hockey, la squadra CSKA Mosca dove milita come portiere Igor Fedotov arrestato a San Pietroburgo

Il portiere del Cska Mosca, Igor Fedotov è stato arrestato a San Pietroburgo all'uscita dal palaghiaccio nell'ambito di una operazione da vera caccia all'uomo su ordine della procura militare. Al momento del fermo, il giocatore è stato portato presso l'ufficio di reclutamento militare. Il 25enne neo vincitore della "Gagarin Cup", il trofeo che viene messo in palio alla squadra vincitrice della Kontinental Hockey League russa, e titolare della squadra russa vincitrice dell'argento ai Giochi olimpici di Pechino solo quattro giorni prima dell'invasione militare russa in Ucraina, è stato accusato di eludere il servizio militare. Il motivo? Il giocatore nato nella città finlandese di Lappeenranta, in Carelia, a ridosso del confine russo, il 7 maggio scorso ha firmato un contratto con i Philadelphia Flyers, club dell'NHL.

Va precisato che giocatori e dirigenti del Cska hanno lo status di militare e, oggi come oggi, una partenza per l'Occidente, soprattutto per gli Stati Uniti, potrebbe essere interpretata come un vero e proprio “addio”. Per questo motivo la risoluzione del contratto da parte dei membri del Cska può essere considerata illegale. Il sogno di giocare nella lega professionistica nordamericana per Igor è appeso ad un filo, forse rimandato di qualche anno, anche perchè se l'accusa di diserzione verrà confermata è previsto anche un periodo in carcere

La giornalista sportiva russa Anna Andronova, che stava girando un servizio su Fedotov, ha raccontato, "quando siamo usciti dalla pista di pattinaggio di San Pietroburgo, ci aspettavano una decina di persone, due in divisa ed il resto in abiti civili, hanno parlato brevemente con Fedotov che è salito su un furgone. Quando ho chiesto a queste persone da dove venissero, hanno detto che non erano affari miei, hanno chiuso le porte e se ne sono andati". 

Stando alla quotidiano russo “Fontanka”, Fedotov avrebbe avuto un malore  e poi portato in ospedale in ambulanza.  L'agente di Fedotov, Igor Parashkin, ha dichiarato, "non posso commentare la situazione al momento". Nell'ultima stagione di NHL hanno giocato 57 russi, tra essi grandi nomi quali Alexander Ovechkin (Washington Capitals), Kirill Kaprizov (Minnesota Wild) e Andrei Vasilevskiy (portiere dei Tampa Bay). Sfruttando la pausa estiva, diversi giocatori sono già rientrati in Russia anche per ricongiungersi con la famiglia. A Kaprizov, il giocatore che consegnò alla Russia l'oro olimpico di Pyeong Chang 2018 che ha un contratto di cinque anni da 45 milioni di dollari, sarebbe stato consigliato di non rientrare in Russia. I club dell'NHL sono ancora ottimisti sul fatto che i giocatori russi torneranno nelle rispettive squadre ma il vice commissario della lega professionista americana, Bill Daly ha detto, "se la Russia si rifiuterà di farli lasciare il Paese, non possiamo fare molto

 

Hockey, Philadelphia Flyers la squadra con cui ha firmato Fedotov GettyImages
Hockey, Philadelphia Flyers la squadra con cui ha firmato Fedotov

La “glasnost” che aprì la strada agli scambi

Alla fine degli anni 80 del secolo scorso grazie anche alla politica di “glasnost” e alla “perestrojka” volute da Michail Gorbaciov nel 1988 si registrarono i primi spostamenti di giocatori di hockey tra la capitale sovietica ed il Nordamerica. Il primo ad essere contattato da un club d'oltreoceano fu nei primi anni '80 il portierone dell'Armata Rossa, Vladislav Tretjak ma la proposta venne bocciata sul nascere. Il primo a pronunciare 'dasvidanja' fu Igor Larionov dopo aver rotto, anche di brutto, con il colonnello ed allenatore plurititolato Viktor Tikhonov, capo allenatore sia del Cska che della Sbornaja, la nazionale. 

Negli anni successivi gli spostamenti di giocatori russi dalla Madre Patria alla National Hockey League sono sempre stati contingentati e comunque tutti autorizzati con largo anticipo dalla federazione di Mosca. Ora, però sembra essere tornati indietro a quarant'anni fa.