Mondiali di atletica in Oregon

Sfuma la finale nel lungo per Larissa Iapichino: atterra a 6,60 ma non basta per la qualificazione

Nella mattinata americana l’azzurra ha segnato 6,60 al terzo salto dopo due nulli, piazzandosi 14esima. Niente da fare nemmeno per Elisa Di Lazzaro, che non supera la batteria nei 100hs con 13.16 (-0.4).

Sfuma la finale nel lungo per Larissa Iapichino: atterra a 6,60 ma non basta per la qualificazione
EPA/Robert Ghement
Larissa Iapichino nella qualificazione di salto in lungo femminile ai Campionati Mondiali di atletica dell'Oregon22

Le speranze di qualificarsi per la finale del salto in lungo ai Mondiali di atletica leggera di Eugene si sono infrante subito per Larissa Iapichino.

Niente da fare nemmeno per Elisa Di Lazzaro, che non supera la batteria nei 100hs con 13.16 (-0.4).

Nella mattinata americana l’azzurra è atterrata a 6,60 al terzo salto dopo due nulli (sfavorita da un vento in faccia di -0.4), a soli quattro centimetri dallo stagionale degli Assoluti di Rieti, misura che però non le è bastata per approdare in finale. 

Si accedeva direttamente con la misura minima di 6,75, altrimenti era necessario restare tra le migliori dodici (su 28). Larissa Iapichino si è piazzata quattordicesima.

Una gara non semplice: la qualificazione di Larissa Iapichino nel lungo si complica tremendamente con i primi due salti nulli, ed è già al dentro-fuori al terzo ingresso in pedana, senza più la possibilità di sbagliare.

Una situazione che la giovane atleta, vent’anni compiuti lo scorso 18 luglio, ha già conosciuto e affrontato in passato, come nel turno iniziale degli Euro indoor di Torun 2021 quando poi si esaltò nel salto conclusivo dopo due tentativi opachi.

Stavolta, però, la fiorentina firma un dignitoso 6,60, una misura che in quel momento la colloca al decimo posto e la mantiene in corsa. 

Peccato che almeno tre pretendenti di prima fascia debbano ancora superare il “taglio”: in successione ci riescono la nigeriana Ese Brume, la britannica Jazmin Sawyers e la serba iridata indoor Ivana Vuleta (Spanovic), idolo di Larissa da ragazzina.

 Il 6,64 della brasiliana Leticia Oro Melo, ultima delle qualificate alla finale di domenica, le toglie almeno la beffa di risultare la prima delle escluse con lo stesso 6,60 dell’americana Jasmine Moore. 

Per la Iapichino è una esperienza di cui potrà fare tesoro in futuro, nel frattempo commenta così: “Questa gara fa parte del mio percorso di crescita, mi servirà di lezione. Sono dispiaciuta, sentivo di poter dare un contributo maggiore a questo Mondiale viste le mie condizioni e la stabilità tecnica e mentale che da tanto non ritrovavo. La testa era qua in pedana. Ora vedo tutto nero ma non posso rimproverarmi nulla”.