Il piano della Commissione europea

Ue pronta a ridurre consumi di gas del 15% da agosto a marzo 2023. Von der Leyen: "Mosca ci ricatta"

"Risparmiare gas per un inverno sicuro". Nel piano di Bruxelles, in cui è previsto anche lo stato d'emergenza, l'obiettivo di contrastare l'eventualità che la Russia chiuda i rubinetti verso l'Europa nel prossimo autunno

Ue pronta a ridurre consumi di gas del 15% da agosto a marzo 2023. Von der Leyen: "Mosca ci ricatta"
Ansa
Ursula Von der Leyen presenta il piano energetico oggi a Bruxelles: "Non iniziamo da zero, ma dobbiamo fare di più. Dobbiamo prepararci ad una interruzione integrale del gas russo. È uno scenario probabile, che andrebbe ad avere un impatto su tutta l'Unione"

"Risparmiare gas per un inverno sicuro". E' il piano d'emergenza sul gas della Commissione europea, presentato oggi a Bruxelles, con cui L'Europa si prepara a contrastare l'eventuale chiusura dei rubinetti di gas da parte di Mosca nel prossimo autunno/inverno. Un vero e proprio piano d'emergenza la cui bozza è ancora da confermare, ma che prepara gli stati europei ad affrontare e a scongiurare l'eventuale crisi di approvigionamento in piena guerra in Ucraina. 

"La Russia ci sta ricattando sul gas ma l'Europa è preparata", ha detto la presidente Ursula Von der Leyen durante la presentazione avvenuta in mattinata. "Non iniziamo da zero, ma dobbiamo fare di più. Dobbiamo prepararci ad una interruzione integrale del gas russo. È uno scenario probabile, che andrebbe ad avere un impatto su tutta l'Unione", ha aggiunto.  Con lei il vicepresidente esecutivo responsabile del Green Deal, Frans Timmermans, il commissario all'Industria e Mercato unico Thierry Breton e la commissaria all'Energia Cadri Simson. 

Secondo la bozza del piano della Commissione, i paesi Ue potrebbero ridurre la domanda di gas del 15% tra il primo agosto 2022 e il 31 marzo 2023.  Il nuovo regolamento darebbe inoltre a Bruxelles la possibilità di dichiarare, dopo consultazione con gli stati membri, una "allerta dell'Unione", una sorta di stato d'emergenza sulla sicurezza dell'approvvigionamento, imponendo la riduzione - la cui percentuale non è ancora specificata nel piano dell'esecutivo Ue - della domanda di gas a tutti gli stati. 

Lo stato d'emergenza Ue, secondo l'ultima bozza, potrebbe scattare anche se almeno due Stati membri dichiarassero lo stato d'emergenza nazionale. Ma questo elemento è potenzialmente controverso e potrebbe subire modifiche.  Tuttavia spiega Von der Leyen: "Spetta agli stati membri, che hanno mix energetici molto diversi tra loro, decidere come andare avanti" sul fronte energetico "e come risparmiare gas. La proposta complessiva incoraggia" a ridurre la domanda "e mostra il nostro coordinamento a livello di Ue". “Dalla pandemia abbiamo imparato che se agiamo uniti, possiamo sconfiggere qualsiasi crisi” , ha scritto su Twitter.

Una volta attivata l'emergenza, tutti gli Stati membri dovranno ridurre il proprio consumo di gas di una percentuale, non ancora definita, ma uguale per tutti e obbligatoria, che sarà calcolata in ogni paese in rapporto alla media ponderata dei consumi degli ultimi cinque anni. La riduzione dovrà essere conseguita entro il mese di marzo del 2023. Il Piano sarà attuato attraverso un regolamento del Consiglio Ue, da adottare a maggioranza qualificata dei Ventisette, e senza la partecipazione in co-decisione del Parlamento europeo. Questo rende l'iter di approvazione potenzialmente molto rapido. Ci saranno almeno due riunioni del Coreper (il comitato degli ambasciatori permanenti degli Stati membri presso l'Ue) per preparare la riunione straordinaria del Consiglio dei ministri dell'Energia di martedì 26 luglio, convocato apposta per cercare di conseguire l'approvazione finale. 

Anche se il presidente russo Valdimir Putin assicura che rispetterà gli accordi con i fornitori la presidente europea non si fida: "Putin cercherà di fare pressione su di noi questo inverno. Ma fallirà drammaticamente. Se resteremo solidali, usciremo da questa crisi più forti di quando ne siamo entrati: ne sono profondamente convinta".  

L'approvvigionamento non sarà semplice, anche perchè secondo quanto indicato nel piano, bisognerà reintrodurre temporaneamente carbone e diesel nel mix energetico nazionale per sostituire il gas. Questo, si precisa nel piano, non dovrebbe mettere a rischio gli impegni a lungo termine per l'eliminazione graduale del carbone assunti dagli stati membri.  "Il lancio delle energie rinnovabili deve continuare ad accelerare. Il costo del passaggio alle rinnovabili è inferiore rispetto al proseguimento con i combustibili fossili. Quindi la transizione è più economica che restare dove siamo", ha affermato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Frans Timmermans, nella conferenza stampa di presentazione.

Spetta agli stati membri, che hanno mix energetici molto diversi tra loro, decidere come andare avanti" sul fronte energetico "e come risparmiare gas. La proposta complessiva incoraggia" a ridurre la domanda "e mostra il nostro coordinamento a livello di Ue

Ursula Von der Leyen

Il primo Coreper prenderà nota della proposta della Commissione con riserva di esame da parte dei governi nazionali; la seconda riunione del Coreper, venerdì, dovrebbe raccogliere le posizioni degli Stati membri e cercare di trovare un accordo, che possa essere poi ratificato dai ministri il 26 luglio. E potrebbe essere necessaria, per dirimere possibili disaccordi, ancora una terza riunione del Coreper prima di martedì. Un elemento di flessibilità nel Piano sarà dato dal fatto che gli Stati membri saranno liberi di scegliere dove e come effettuare il taglio dei consumi, distribuendo l'onere della riduzione in modo differenziato a seconda dei settori. L'onere potrà dunque essere più leggero per i settori tutelati (famiglie o strutture sanitarie) e per Pmi e industrie ad alto consumo energetico (come vetro, ceramica, carta), e più pesante per quelli che hanno un rapporto più favorevole fra valore della produzione finale e consumo di energia. Ma gli Stati membri potrebbero chiedere ancora più flessibilità, negli obiettivi, nei tempi di realizzazione o nei settori coinvolti. 

La riduzione di gas alla quale è chiamata l'Italia, secondo il piano presentato dall'Ue, in termini assoluti sarebbe di circa 8,3 miliardi di metri cubi, come si evince dalle tabelle della medie dei consumi negli ultimi cinque diffuse dalla Commissione Ue. Tra le capitali chiamate ad una riduzione maggiore c'è Berlino che secondo le stesse tabelle subirebbe un taglio di oltre dieci miliardi di metri cubi di gas.

Ma l'Italia, a quanto si apprende a Bruxelles, cercherà soprattutto di far valere il fatto che il Paese ha già effettuato forti risparmi dei consumi e rafforzato molto l'efficienza energetica in passato. Se non si tiene conto di questa circostanza, la riduzione uguale per tutti e calcolata solo sulla base del consumo medio degli ultimi cinque anni potrebbe rivelarsi più costosa e penalizzante rispetto ai paesi rimasti più indietro, che non hanno ancora raggiunto lo stesso livello di efficienza energetica. L'attivazione dello stato di emergenza comporterà anche un invito alla solidarietà da parte degli Stati membri, in modo che quelli con maggiore disponibilità di gas aiutino i vicini in condizioni peggiori. Ma, a quanto è dato capire, mentre l'obiettivo di riduzione del consumo di gas sarà vincolante, la solidarietà, prevista già dalle norme Ue attuali, resterà in gran parte facoltativa. Infine, sembra sia stata eliminato dalla bozza il riferimento preciso, uguale per tutti, alle temperature dei termostati da modificare obbligatoriamente, con una riduzione del 19% per gli impianti di riscaldamento, e del 25% per quelli di raffreddamento. 

stop all'export dalla Russia ai paesi "ostili" EPA/MAXIM SHIPENKOV/ANSA
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