Sorpresa ai Mondiali di atletica

Vince l'oro nei 1500 e lo speaker è il papà: "Mio figlio è campione del mondo!"

Incredulità all'Hayward Field di Eugene: Geoff Wightman, storica voce narrante dell’atletica leggera, stava commentando la gara dei 1500 metri che è stata vinta dal figlio, Jake, con il tempo di 3’29”23

Jake corre, suona la campanella dell’ultimo giro. Geoff, lo speaker ufficiale, commenta la gara. L’Hayward Field è gremito, gli occhi puntati sulla pista. L’andatura di Jake aumenta e Geoff alza il tono. I 400 metri all’arrivo diventano 200, Jake cambia passo, supera l’avversario e vola al traguardo. Geoff non trattiene più l’emozione e urla: “Quello è mio figlio. Ed è il campione del mondo!”. 

Non sembra possibile, ma è vero. Geoff Wightman, storica voce narrante dell’atletica leggera, ha appena commentato la vittoria ai Mondiali di Eugene del figlio, Jake, incredulo anche lui all’arrivo.

Mondiali Atletica, Jake Wightman vince la medaglia d'oro nei 1500 Ap photo
Mondiali Atletica, Jake Wightman vince la medaglia d'oro nei 1500

Ora gli spettatori guardano verso la tribuna: c’è una signora con la bandiera della Gran Bretagna che salta di gioia e raggiunge Geoff, è sua moglie e la madre del nuovo campione del mondo sui 1500 metri. 

Jake Wightman ha appena vinto la corsa della sua vita”, ha detto Geoff al microfono dello stadio mentre suo figlio tagliava il traguardo.

Dopo l’arrivo della gara il maxi schermo cambia inquadratura, e passa dal neo campione del mondo esultante, allo speaker ufficiale delle gare. “Devo dirvi perché la telecamera adesso è puntata su di me. Questo è mio figlio. Lo alleno. Ed è il campione del mondo”, ammette Geoff.   

Lo speaker, 61 anni, ancora incredulo, ora poggia la testa sulle braccia per l’emozione. In testa un cappellino sportivo, il microfono davanti. Non è solo suo padre, ma anche l’allenatore di Jake da quando aveva 14 anni. 

Anche nelle sue vene è viva la passione per la corsa: da ex maratoneta ora ha passato il testimone al figlio, 28 anni, in una staffetta simbolica che emoziona senza bisogno di parole. 

Talmente tanto simbolica che quella medaglia appena vinta non è una vittoria qualsiasi. È il primo oro mondiale nei 1500 metri della Gran Bretagna dal 1983. 

Per gli scommettitori mai avrebbe dovuto battere “mostri” come Jakob Ingebrigtsen, Timothy Cheruiyot, Josh Kerr o Abel Kipsang. 

La British Athletics aveva prenotato a Wightman un volo per tornare a casa subito dopo la gara, senza pensare che potesse essere premiato: hanno dovuto anticipare la cerimonia apposta. 

Il cronometro si è fermato a 3’29”23 quando Jake Wightman si è reso conto che probabilmente quello era il momento più bello della sua vita: quando le gambe lo hanno reso il nuovo campione del mondo e la voce del padre lo ha consacrato come tale. 

Più tardi papà Geoff ha raccontato: “Seguo le sue giornate sportive da quando aveva circa 11 anni, mia moglie è stata la sua insegnante di educazione fisica. L’abbiamo accompagnato in stadi sempre più grandi, davanti a folle sempre più grandi fino a medaglie sempre più grandi. Ma è stato surreale vederlo vincere l’oro. Pensavo: ‘Conosco quel ragazzo. Ha un aspetto familiare’”.