Occupanti sotto attacco

Ancora esplosioni in Crimea, migliaia di persone evacuate

Colpito un deposito di munizioni, interrotta la ferrovia. Un secondo attacco, ancora in attesa di conferma, avrebbe colpito un campo di aviazione. Secondo i media russi un numero record di auto sta lasciando la penisola

Ancora esplosioni in Crimea, migliaia di persone evacuate
Sergei Malgavko/TASS/Sipa USA via Agenzia Ipa
Un edificio danneggiato dall'esplosione a Mayskoye, in Crimea

Questa mattina, a una settimana di distanza dall'attacco alla base di Novofedorovka, un'esplosione ha colpito un deposito di munizioni adiacente a una linea ferroviaria in Crimea, nel piccolo centro abitato di Mayskoye, vicino di Dzhankoy, nella parte settentrionale della penisola. L'esplosione ha causato danni anche agli edifici circostanti.

Un alto funzionario ucraino, parlando anonimamente, ha detto al New York Times che si è trattato di un'operazione condotta da unità di élite dell'esercito. Il ministero della Difesa russo ha parlato di un “atto di sabotaggio”. L'uso di agenti sotto copertura dietro le linee nemiche è una delle tattiche non convenzionali adottate dall'Ucraina, che si scontra con un apparato militare molto più numeroso e meglio equipaggiato. 

Almeno due civili sono stati feriti nell'esplosione, e 3000 persone sono state evacuate dall'area circostante al deposito, secondo quanto comunicato da Sergei Aksyonov, capo della Repubblica di Crimea insediato dal Cremlino.

Il governo di Kiev non ha commentato ufficialmente, ma Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky, di prima mattina ha scritto questo tweet: “La mattinata vicino a Dzhankoy è iniziata con le esplosioni. Un promemoria: la Crimea in tempi normali riguarda il Mar Nero, le montagne, le attività ricreative e il turismo, ma la Crimea occupata dai russi riguarda le esplosioni di magazzini e l'alto rischio di morte per invasori e ladri. Demilitarizzazione in corso".

La Crimea è dall'inizio dell'invasione una base fondamentale per le operazioni militari, per l'aviazione, per l'ucraina, per i lanci di artiglieria. Fino al mese scorso, la penisola era sembrata al riparo dagli attacchi ucraini. Ora la musica sembra cambiata.  I media statali russi riferiscono che in questi giorni un numero record di auto ha attraversato il ponte della Crimea che collega la penisola occupata dalla Russia alla Russia, il che suggerisce che un certo numero di russi che si sono stabiliti nella regione dopo l'annessione nel 2014 stanno ora fuggendo. Sono almeno 38 mila automobili secondo Tass. 

Anche Andriy Yermak,  capo di gabinetto della presidenza, ha scritto su Telegram che le forze armate di Kiev continueranno la “demilitarizzazione” della Crimea e degli altri territori controllati dalla russia fino “alla completa de-occupazione dell'Ucraina”. Mosca nega che ci siano state vittime né danni a linee elettriche, ferrovie e abitazioni. Tuttavia lo stesso Aksyonov ha comunicato che i treni da e per la Russia fanno capolinea a Feodosia, sulla costa meridionale, e il resto del collegamento è fornito da autobus sostitutivi. Nel video allegato al tweet che segue, antecedente all'attacco, il deposito di munizioni è ripreso dal finestrino di un treno in transito.

Le autorità della Crimea, a quanto si apprende, avrebbero intanto istituito un “livello giallo di allerta terrorismo” e allargato al distretto Dzhankoy la zona interessata dallo stato di emergenza proclamato una settimana fa dopo l'attacco alla base. 

Quello di Dzhankoy non sarebbe l'unico atto di sabotaggio messo in atto oggi in Crimea dalla resistenza ucraina. Nel pomeriggio sia il media russo Kommersant sia il canale Telegram Ukraine Now, riconducibile al governo di Kiev, sia il media indipendente Nexta hanno riportato che si sarebbero udite esplosioni anche al campo di aviazione militare di Hvardeyskye, nella parte meridionale della penisola. Secondo Christo Grozev, giornalista della testata investigativa BellingCat, nella base ci sarebbero stati 12 caccia SU-24M e altrettanti SU-25SM.

Nei giorni scorsi, invece, a essere colpiti sarebbero stati sei tralicci ferroviari nella regione di Kursk, in Russia, in diversi attentati compiuti il 4, 9 e 12 agosto, interrompendo il traffico merci. Lo ha riferito oggi il servizio di sicurezza russo (l'Fsb, ex Kgn), additando "sabotatori ucraini". Kursk è a circa 90 km dal confine ucraino, vicino alle città di Sumy e Kharkiv.