"A ottobre rischio focolaio"

Covid, Maruotti: "Aerazione, nessuna messa in sicurezza delle scuole"

Il docente di statistica afferma: "Con gli impianti di aerazione o sistemi di filtraggio dell'aria in classe siamo fermi". Intanto al via la campagna SIMA "Adotta una scuola" per migliorare la qualità dell'aria nelle classi

Covid, Maruotti: "Aerazione, nessuna messa in sicurezza delle scuole"
Ansa
Studenti con le mascherine

Mancano circa 40 giorni alla ripartenza dell’anno scolastico, il terzo dell’era Covid, e ancora poco o nulla si è mosso sul fronte delle misure da adottare per contenere il rischio di contagio da coronavirus all’interno delle aule.

A rilanciare l’allarme oggi è il professor Antonello Maruotti, ordinario di Statistica dell'Università Lumsa e co-fondatore dello StatGroup-19, gruppo inter accademico di studi statistici sulla pandemia di Covid-19.

Sulla messa in sicurezza della scuola con misure anti-Covid 'ad hoc', come gli impianti di aerazione o sistemi di filtraggio dell'aria in classe, afferma: "Non si sta facendo nulla, siamo fermi come lo siamo stati negli ultimi due anni. Così a ottobre rischiamo di avere i primi focolai nelle classi visto che anche l'immunità presa con il contagio in estate andrà scemando". 

Nessun dubbio poi sul fatto che sarebbe meglio iniziare l’anno scolastico con le mascherine in classe. "Il dispositivo di protezione individuale rimane lo strumento più semplice per contrastare la diffusione del coronavirus - ricorda - quindi sarei per iniziare l'anno scolastico tenendola in classe e nelle zone di socializzazione".

Secondo Maruotti il mese chiave per capire quale sarà l'impatto del Covid sulla scuola "sarà ottobre e non settembre", questo "perché eventuali nuove varianti dovranno avere il tempo di diffondersi e, visto che si tornerà in classe a metà settembre, sarà ottobre - osserva - il mese sentinella per capire che fenomeno dovremo contrastare".

Studenti con le mascherine LaPresse
Studenti con le mascherine

In mancanza di un impegno adeguato sul fronte della messa in sicurezza degli edifici scolastici, il professor Maruotti indica alcuni consigli e strategie da attuare per arginare l’eventuale risveglio del virus all’inizio dell’anno scolastico.

“Una cosa che ci tengo a ricordare è che a gennaio di quest’anno, quando è arrivata Omicron 1, ci sono stati in un solo mese tanti contagi tra gli under 19 quanti ne avevamo avuti nei due anni precedenti di pandemia. Questa è la dimostrazione che nulla è stato fatto nella scuola”. 

“Partendo dal fatto che l’istituzione di sistemi di aerazione adeguati non si realizzerà -continua Maruotti- il primo consiglio è di iniziare l’anno scolastico adottando le misure di sicurezza tradizionali: mascherine, classi meno affollate e turni nei luoghi di maggiore socializzazione. Poi ci sono alcuni suggerimenti da mettere in campo, come la proposta dalla Società Italiana di Statistica”.

La proposta in questione a cui fa riferimento il docente di statistica è i “Campioni di sorveglianza”.

“Si tratta -spiega- di alcune scuole, scelte in modo che coprano l’intero universo scolastico, su cui effettuare un monitoraggio costante per cercare di anticipare l’evolversi della pandemia negli edifici scolastici. Ci siamo accorti di Omicron solo dopo l'esplosione dei casi. Con i campioni di sorveglianza avremmo potuto anticiparla di una, due settimane che ci avrebbero consentito di evitare un numero così alto di contagi. Forse oggi non ci troveremmo ancora nella situazione di rincorrere il virus”.

La campagna “Adotta una scuola” della Società Italiana di Medicina Ambientale 
Le dichiarazioni del professor Antonello Maruotti arrivano due giorni dopo il lancio di una importante iniziativa per venire incontro alle esigenze di sicurezza della scuola: la campagna “Adotta una Scuola” promossa dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA).

Un appello che si rivolge ad aziende e privati cittadini che vogliano fornire gratuitamente agli istituti pubblici tecnologie per migliorare la qualità dell’aria indoor, o mettere a disposizione dei Presidi e degli istituti scolastici tutte le competenze medico-scientifiche degli esperti del proprio comitato. 

“SIMA intende fornire ai dirigenti scolastici di tutta Italia le informazioni utili a decidere sulle tipologie e dimensionamento di dispositivi per il miglioramento della qualità dell’aria all’interno delle classi”, spiega il presidente Alessandro Miani

In pratica ogni scuola potrà rivolgersi alla nostra società scientifica per manifestare il proprio interesse nella ricerca di aziende partner intenzionate a fornire gratuitamente (per gli Istituti pubblici) o a costo di produzione (per le scuole paritarie) tecnologie utili a migliorare i parametri di qualità dell’aria indoor e quindi a mitigare il rischio di contagio da Covid-19 tra studenti e docenti. SIMA si farà garante nei confronti delle scuole per la qualità delle tecnologie e dei dispositivi forniti dalle aziende e dai privati che decideranno di adottare una scuola. Ad oggi abbiamo già raccolto molte adesioni di aziende che vogliono contribuire ad una riapertura dell'anno scolastico in sicurezza”.  

Lo studio Sima: monitorare la CO2 per stabilire il rischio di contagio
Gli studi condotti da SIMA hanno quantificato in valori inferiori all’1% il rischio di contrarre il Covid-19 laddove vengano mantenuti livelli di CO2 pari o inferiori a 700 ppm (parti per milione) – aggiunge Miani - I ricercatori del nostro comitato scientifico hanno elaborato uno schema di classificazione del rischio a livelli (da basso a molto elevato) con un sistema di visualizzazione basato sui colori del semaforo.  A ogni livello di rischio corrisponde una serie di azioni da attuare per garantire un'adeguata ventilazione dell'aria indoor delle aule: variazione dei tempi e della frequenza di apertura di porte e finestre, modifiche dell'assetto delle aule (numero di studenti ammessi), nonché modifiche relative agli edifici come l'implementazione di sistemi di ventilazione meccanica e/o dispositivi di purificazione dell'aria.