La guerra in Ucraina

Gli ispettori dell'Agenzia atomica internazionale sono arrivati a Zaporizhzhia

Previsto domani l'ingresso nella centrale nucleare. Mosca: "Durerà solo una giornata", ma l'Aiea intende stabilire una presenza permanente

Gli ispettori dell'Agenzia atomica internazionale sono arrivati a Zaporizhzhia
Metin Aktas/Anadolu Agency via Getty Images
La delegazione dell'Agenzia atomica internazionale è arrivata oggi a Zaporizhzha. Nella foto, il direttore generale Rafael Grossi e altri ispettori all'ingresso dell'hotel dove pernotteranno prima dell'ispezione

Gli ispettori delle Nazioni Unite sono arrivati nella zona di Zaporizhzhia: una missione volta a prevenire un incidente radioattivo alla centrale nucleare e cercare di stabilizzare l'area dopo settimane di colpi di artiglieria e combattimenti nelle immediate vicinanze. La visita all'impianto dovrebbe avere luogo nella giornata di domani. 

Yevgeny Balitsky, capo dell'amministrazione militare regionale insediata da Mosca, afferma che l'ispezione dovrà concludersi in una giornata, mentre fonti ucraine e de la stessa Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sostengono che dovrebbe continuare anche nei giorni successivi: “La missione avrà una prima fase che durerà qualche giorno. Se saremo in grado di stabilire un presidio permanente sarà prolungata”, ha detto Rafael Grossi, direttore generale dell'agenzia. “Abbiamo un compito molto importante: valutare la situazione reale e aiutare a stabilizzarla il più possibile”, ha aggiunto, specificando di aver avuto garanzie sia da Mosca sia da Kiev sulla possibilità di accedere al sito. 

La Russia ha preso possesso della centrale, peraltro la più grande in Europa, all'inizio di marzo, dopo poche settimane dall'inizio dell'invasione. Da allora è stata ininterrotta la presenza militare russa all'interno dell'impianto, mentre gran parte del personale ucraino ha continuato a lavorare sodo per mantenerlo operativo. Prima della guerra a Zaporizhzha veniva prodotto il 20% del fabbisogno di elettricità dell'Ucraina. Oggi la linea del fronte è molto vicina.

Ormai da settimane, Kiev e Mosca si accusano reciprocamente di mettere a repentaglio la sicurezza della centrale colpendola con l'artiglieria o con i droni, rischiando un disastro radioattivo paragonabile a quello avvenuto a Chernobyl nel 1986. Le autorità ucraine affermano che i russi starebbero usando l'impianto come scudo per colpire i centri abitati, sapendo che sarebbe difficile per i difensori rispondere al fuoco. Hanno inoltre accusato le forze russe di avere colpito la centrale stessa, con l'intento di far sembrare colpevoli i difensori.

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che i livelli di radioattività restano nella norma. Mosca ha respinto le accuse ucraine di agire in modo avventato, chiedendo perché mai dovrebbe colpire una struttura occupata dalle proprie stesse guarnigioni: sarebbero invece gli ucraini a bombardare l'impianto mirando a suscitare indignazione internazionale.

Il ministro dell'Energia German Galuschenko ritiene che l'ispezione dell'Aiea sia un passo nella direzione della “deoccupazione e dimilitarizzazione" del'area, dalla quale però Mosca dice di non avere intenzione di ritirarsi. Gli Stati Uniti hanno invocato un completo arresto della centrale e l'istituzione di una zona demilitarizzata attorno a essa. Anche l'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri Josep Borrell ha invitato il Cremlino a demilitarizzare l'area: “Stanno giocando d'azzardo con la sicurezza nucleare”, ha detto, “ma non si possono fare giochi di guerra attorno a un impianto come questo”.

Il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amirabdollahian, si è offerto di aiutare a mediare tra le parti: "La Repubblica islamica dell'Iran, attore chiave nel settore nucleare pacifico, è pronta a fornire qualsiasi assistenza che possa aiutare a stabilire la pace e la calma in questa centrale nucleare e nell'area circostante", ha detto oggi a Mosca nel corso di una conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.