Nonostante l'inflazione

L'economia (per ora) tiene: a giugno occupazione al 60,1%, record dal 1977

I dati Istat: disoccupazione stabile all'8,1%, tra i giovani sale al 23,1%. Meglio però non illudersi troppo: i veri conti si faranno in autunno

L'economia (per ora) tiene: a giugno occupazione al 60,1%, record dal 1977
Ansa

Hanno destato sorpresa i dati che l'Istat ha diffuso oggi sull'occupazione a giugno, che sale al 60,1% (valore record dal 1977), mentre il tasso disoccupazione è stabile all'8,1% e il tasso di inattività scende al 34,5%. Vuol dire che, almeno per ora, l'inflazione alle stelle non ha creato grossi problemi a chi produce beni e servizi, che continua a trovare sbocchi di mercato e quindi a poter pagare lavoratrici e lavoratori. È bene però mantenere una certa cautela, non si può escludere che sia, in qualche misura, un'illusione ottica: la stagione estiva è tradizionalmente favorevole all'Italia, ed è anche caratterizzata da impieghi legati al turismo che spesso coprono poche ore o sono pagati male: caratteristiche che gli indici di occupazione non rilevano. I conti veri, insomma, si faranno in autunno.

Andando nel dettaglio dei dati di giugno, l'Istat sottolinea come, dopo il calo registrato a maggio, il numero di occupati torni ad aumentare per effetto della crescita dei dipendenti permanenti, superando nuovamente i 23 milioni. Rispetto a giugno 2021, il numero di occupati sale dell'1,8% (+400mila), incremento determinato dai lavoratori dipendenti che, a giugno 2022, ammontano a 18,1 milioni, il valore più alto dal 1977, primo anno della serie storica.

Rispetto a maggio l'occupazione aumenta (+0,4%, pari a +86mila) per entrambi i sessi, per i dipendenti permanenti e in tutte le classi d'età, con l'eccezione dei 35-49enni tra i quali diminuisce; in calo anche gli autonomi e i dipendenti a termine. Il tasso di occupazione sale al 60,1% (+0,2 punti).

Il lieve calo del numero di persone in cerca di lavoro (-0,2%, pari a -4mila unità rispetto a maggio) si osserva tra le donne e tra chi ha più di 25 anni d'età. Il tasso di disoccupazione è stabile all'8,1% e sale al 23,1% tra i giovani (+1,7 punti).

La diminuzione del numero di inattivi tra i 15 ei 64 anni (-0,7%, pari a -91mila unità) coinvolge uomini e donne e le classi d'età al di sotto dei 50 anni. Il tasso di inattività scende al 34,5% (-0,2 punti).

Confrontando il secondo trimestre 2022 con il primo, si registra un aumento del livello di occupazione pari al +0,4%, per un totale di 90mila occupati in più. 

La crescita dell'occupazione registrata nel confronto trimestrale si associa alla diminuzione sia delle persone in cerca di lavoro (-3,8%, pari a -81mila unità), sia degli inattivi (-0,5%, pari a -61mila unità).

Il numero di occupati a giugno 2022 supera quello di giugno 2021 dell'1,8% (+400mila unità). L'aumento è trasversale per genere ed età. L'unica variazione negativa si registra tra i 35-49enni per effetto della dinamica demografica; il tasso di occupazione, in aumento di 1,6 punti percentuali, sale infatti anche tra i 35-49enni (+0,9 punti) perché, in questa classe di età, la diminuzione del numero di occupati è meno marcata di quella della popolazione complessiva.

Rispetto a giugno 2021, diminuisce il numero di persone in cerca di lavoro (-13,7%, paria -321mila unità) e il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-3,0%, pari a -400mila).