Il profilo dell'assalitore che si è scagliato contro l'autore indiano

Libanese, radicalizzato e con simpatie per l'Iran: chi è Hadi Matar, il 24enne che ha ferito Rushdie

Dopo un periodo in California, si è trasferito con la madre e il fratello a Fairview, a mezz'ora da Manhattan. Ieri la sua casa è stata presa d'assalto dai curiosi e perquisita dall'FBI. Intanto, i media iraniani festeggiano

Libanese, radicalizzato e con simpatie per l'Iran: chi è Hadi Matar, il 24enne che ha ferito Rushdie
Charles Fox via AP
Hadi Matar viene portato via dalla polizia dopo aver colpito Salman Rushdie

Mentre Salman Rushdie, ricoverato in ospedale, lotta ancora contro le ferite provocate dall’aggressione – e che secondo i medici avranno gravi conseguenze sulla sua salute (rischia di perdere un occhio, i nervi del braccio sono stati recisi e il fegato è stato danneggiato) – si cominciano a raccogliere i primi dati sul suo assalitore, che ieri mattina alle 10.45 (ora locale) lo ha attaccato con un coltello sul palco del Chautauqua Institution, a un centinaio di chilometri da Buffalo, nello Stato di New York.

Origini libanesi, un passato in California, sui social mostrava simpatie per l’Iran

Il profilo di Hadi Matar, 24 anni, parla della classica “displaced person”, individuo radicalizzato in un Paese, e in contesto sociale, profondamente diverso da quello d’origine. Pare che sia di origine libanese ma, come precisa il sindaco di Yarou, il villaggio da dove proviene la sua famiglia, nel sud del Paese, “non ha mai messo piede in Libano”. Lo scrive il quotidiano di Beirut in lingua francese L'Orient le Jour, citando il sindaco Ali Kassem Tehfe. “I genitori di Hadi Martar sono divorziati e risiedono negli Stati Uniti da 30 anni, ormai non hanno più parenti in Libano” ha detto ancora il primo cittadino.

Hadi Matar avrebbe trascorso un periodo in California da alcuni parenti prima di trasferirsi a Fairview, a mezz’ora da Manhattan. E, soprattutto, avrebbe simpatie per le autorità iraniane, le stesse che in passato avevano inneggiato alla morte dell’autore “blasfemo”. Rushdie, infatti, è da almeno 30 anni nel mirino dei fondamentalisti islamici e dell'ayatollah Khomeini, che l'anno dopo la pubblicazione del famoso libro Versi satanici, considerato da una parte dell'islam offensivo nei confronti del profeta Maometto, emise una fatwa (sentenza di morte) nei suoi confronti. Contro Rushdie è stata anche offerta una taglia di tre milioni di dollari come ricompensa per la sua morte.

Nonostante il motivo dell’aggressione non sia ancora stato chiarito, è facile pensare che Matar sia stato indotto a compiere quel gesto proprio per obbedire a questi appelli. Secondo quanto scritto dal New York Post, dalle prime indagini risulta che Matar avesse pubblicato più volte sulle reti sociali messaggi a supporto dell'Iran e dei Guardiani della Rivoluzione e aveva espresso esplicito sostegno per l'estremismo sciita.

Polizia fuori dall'abitazione dell'aggressore di Salman Rushdie AP Photo/Ted Shaffrey
Polizia fuori dall'abitazione dell'aggressore di Salman Rushdie

La sua abitazione circondata dalla polizia e perquisita dall’FBI

A Fairview, la località dove il 24enne si era trasferito a vivere, ci sarebbero la madre e il fratello, secondo ricostruzioni non confermate. Ieri, la casa a schiera a due piani dove i tre vivrebbero è stata circondata da molti curiosi (poi tenuti lontano dalla polizia), sorvolata da decine di elicotteri e perquisita dagli agenti dell’FBI, che hanno interrogato i vicini e la famiglia.

L'autore Salman Rushdie a terra sul palco del Chautauqua Institution @ap
L'autore Salman Rushdie a terra sul palco del Chautauqua Institution

I media iraniani festeggiano

Non è un caso che il principale quotidiano ultraconservatore iraniano, Kayhan, si sia “congratulato” con Hadi Matar per il ferimento di Rushdie. “Congratulazioni a quest'uomo coraggioso e consapevole del dovere che ha attaccato l'apostata e vizioso Salman Rushdie”, scrive il giornale, il cui direttore è nominato dalla guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei. “Baciamo la mano di colui che con un coltello lacerò il collo del nemico di Dio”. Le autorità iraniane finora non hanno commentato ufficialmente il tentato omicidio ma l'agenzia Fars pubblica un editoriale, augurandosi che Rushdie “tiri le cuoia”: nel commento si legge, tra le altre cose, che “anche se finora non c'è nessuna notizia sulla sua morte, ci auguriamo che tiri le cuoia e con la morte di questo autore satanico il cuore ferito dei musulmani possa guarire dopo tutti questi anni”.

Tutti i media iraniani hanno bollato Rushdie come un “apostata”, ad eccezione del riformista Etemad. Il quotidiano statale Iran ha scritto che “il collo del diavolo” è stato “colpito da un rasoio”. In un tweet, Mohammad Marandi, consigliere della squadra di negoziatori sul fascicolo nucleare, ha scritto: “Non verserò lacrime per uno scrittore che attacca con odio e disprezzo infinito i musulmani e l'Islam”, definendo Rushdie una “pedina dell'impero che si atteggia a romanziere postcoloniale”.