Visita conclusa tra polemiche

Nancy Pelosi a Taiwan: "Gli Usa non vi abbandoneranno". Cina: "Tutta una farsa"

Il messaggio della presidente Tsai Ing-wen: "Le democrazie sono unite di fronte alle sfide comuni". Conclusa la visita a Taipei, la speaker della Camera Usa è diretta a Seul

Nancy Pelosi a Taiwan: "Gli Usa non vi abbandoneranno". Cina: "Tutta una farsa"
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Nancy Pelosi a Taiwan

Quando Nancy Pelosi è atterrata a Taiwan è stata la più alta carica politica statunitense a visitare l'isola in 25 anni. L'ultima volta che un presidente della Camera Usa - era Newt Gingrich - si è recato a Taipei risale al 1997.

In concomitanza con l'arrivo di Pelosi, il ministero degli Affari esteri cinese ha convocato d'urgenza, in piena notte, l'ambasciatore degli Stati Uniti in Cina e diversi jet Su-35 fighter dell'Esercito popolare di liberazione cinese hanno preso il volo sopra lo Stretto di Taiwan. 

Quattro navi da guerra Usa si sono posizionate al largo dell'isola. Si tratta di esercitazioni standard ma la loro presenza, precisano le fonti, "potrebbe diventare una questione di sicurezza internazionale". Le navi sono la Ronald Reagan, nel Mar delle Filippine, la cui presenza era già stata segnalata, assieme all'incrociatore missilistico Antietam e al cacciatorpediniere Higgins.

In un'excalation di pericolosi botta e risposta il Comando orientale dell'Esercito popolare di liberazione ha annunciato che a partire dalla serata di ieri effettuerà operazioni di tiro di artiglieria a lungo raggio e lanci di missili nel mare a Est di Taiwan, come parte "di esercitazioni mirate" e congiunte in risposta alla visita. 

Lo si legge in una delle varie note emesse dal ministero della Difesa, in cui Pechino si impegna a "difendere risolutamente la sovranità nazionale e l'integrità territoriale e contrastare risolutamente le interferenze esterne e i tentativi separatisti" di Taiwan.

La politica dell' "unica Cina"

La Cina rivendica l'isola come parte del suo territorio e considera le visite di funzionari stranieri come un riconoscimento della sovranità di Taiwan. 

Il presidente Joe Biden ha cercato di gettare acqua sul fuoco insistendo che gli Usa non intendono deragliare dalla "politica dell'unica Cina" che da anni regola i rapporti tra i due Stati e che consente relazioni informali e legami di difesa con Taipei. 

Ma i taiwanesi sono determinati a opporsi al sistema fondato sul principio “un paese, due sistemi” e lo hanno dimostrato con l’altissimo numero di voti, oltre 8 milioni, con cui hanno rieletto la presidente Tsai Ing-wen, al suo secondo mandato. 

Nancy Pelosi considera il suo viaggio come parte dell'obbligo degli Stati Uniti di schierarsi con le democrazie contro i paesi autocratici e con la Taiwan democratica contro la Cina, come ha affermato poco dopo l'arrivo sull'isola, quando ha spiegato che la sua visita "onora l'impegno costante dell'America a sostenere la vibrante democrazia di Taiwan, mentre il mondo affronta una scelta tra autocrazia e democrazia". 

"Veniamo in amicizia a Taiwan, veniamo in pace nella regione", ha detto Pelosi, che si è poi rivolta al Parlamento, assicurando che: "Vi sosterremo, la nostra determinazione per la democrazia è ferrea". 

"Gli Usa non abbandoneranno Taiwan"

"Gli Stati Uniti non abbandoneranno Taiwan e la solidarietà di Washington verso l'isola è ora più che mai "cruciale". E' il messaggio di Nancy Pelosi, che, ricevuta al palazzo presidenziale dal capo di Stato Tsai Ing-wen, ha ribadito l'impegno degli Usa verso Taiwan e ha elogiato Tsai per il suo ruolo di leadership.    

La determinazione di Washington nel preservare la democrazia a Taiwan e nel resto del mondo è "ferrea" e Taiwan ha creato una "democrazia prospera" nonostante un "crogiolo di sfide", ha detto Pelosi. E ancora: "La nostra delegazione è giunta a Taiwan per chiarire in maniera inequivocabile che non abbandoneremo il nostro impegno verso Taiwan", ha scandito la speaker democratica.    

Tsai si è detta grata per la visita della delegazione americana, che ha definito una "eccezionale statista" e "una delle più leali amiche di Taiwan", e per il "robusto sostegno" degli Stati Uniti aggiungendo che Taiwan non si tirerà indietro" di fronte alle minacce militari di Pechino e continuerà a "a difendere la democrazia".

Tsai, nel suo intervento, ha anche promesso di approfondire la cooperazione economica e la resilienza della catena di approvvigionamento con gli Stati Uniti, poco dopo aver consegnato alla sua illustre ospite, che non ha nascosto la sua sorpresa e il suo apprezzamento, l''Ordine delle nubi propizie con lo speciale Gran Cordone', una onorificenza che viene normalmente data ai cittadini taiwanesi per i servizi alla società, ma che può anche essere assegnata agli "stranieri per la promozione delle relazioni diplomatiche".   

"Siamo veramente grati per aver fatto questa visita a Taiwan e per mostrare il fermo sostegno del Congresso degli Stati Uniti a Taiwan", ha aggiunto Tsai.

Cina: “La visita? Una farsa”. Violato lo spazio aereo di Taipei?

La visita della Pelosi a Taiwan è stata vissuta dalla Cina come un oltraggio. Il portavoce dell'Ufficio per gli Affari di Taiwan del governo cinese, Ma Xiaoguang, ha lanciato un nuovo duro monito, parlando di "collusione con forze straniere" da parte di Taiwan, che porterà l'isola alla "auto-distruzione" e la getterà "nell'abisso del disastro". 

Alza i toni il ministro degli Esteri cinese Wang Yi che si è scagliato contro la presidente della Camera degli Stati Uniti definendo la sua visita a Taiwan una "farsa completa" e avvertendo che "coloro che scherzano con il fuoco moriranno". 

"Gli Stati Uniti stanno violando la sovranità della Cina con il pretesto della democrazia", ha detto Wang ai giornalisti a margine di un incontro con i ministri degli esteri dell'ASEAN (l'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico) in Cambogia. 

In una dichiarazione precedente, il ministero degli Esteri cinese aveva criticato Pelosi per aver "sfacciatamente" perseguito il suo progetto di visitare Taiwan, "violando maliziosamente la sovranità cinese e impegnandosi palesemente in provocazioni politiche". 

In questo modo, la terza carica istituzionale statunitense avrebbe "dimostrato ancora una volta che alcuni politici statunitensi sono diventati 'disturbatori' delle relazioni Cina-USA". L'ufficio cinese per gli affari di Taiwan ha anche affermato, sempre questa mattina, che Pechino adotterà "misure punitive penali" per coloro che operano a sostegno dell'indipendenza di Taiwan.

Parlando nel briefing quotidiano, la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha assicurato che "la Cina farà quello che dice" contro un atto ritenuto una "grave violazione" della propria sovranità. E assicura: "Le contromisure specifiche della Cina contro la visita di Pelosi nella regione di Taiwan saranno risolute, energiche ed efficaci".

Nelle ore successive alla visita, il ministero della Difesa di Taiwan ha denunciato un'incursione di 27 caccia cinesi nella zona di difesa aerea.  Si tratterebbe di sei aerei J-11, cinque J-16 e ben sedici Su-30.

Ritorsioni economiche

E mentre Pechino assicura che "l'opzione militare resta sul tavolo" sono già in campo le prime ritorsioni economiche. 

La Cina ha sospeso con effetto immediato l'esportazione a Taiwan di sabbia naturale, fondamentale per l'industria dei semiconduttori e del cemento. 

La mossa è stata annunciata con una nota del ministero del Commercio, secondo cui la decisione è stata presa "in linea con le rilevanti leggi e regolamenti". E proprio su questo settore, la stessa Pelosi ha aperto a un possibile aumento della cooperazione tra Washington e Taipei, dopo l'approvazione del Congresso del 'Chips and Science Act'. Rappresenta una "buona occasione", ha detto, e ci sono "grandi opportunità" di cooperazione economica tra Stati Uniti e Taiwan.   

Pechino ha anche sospeso l'importazione di centinaia di prodotti da Taipei, tra cui quella di agrumi e di alcuni prodotti ittici congelati, per il presunto rilevamento "ripetuto" di residui di pesticidi eccessivi e di test positivi al Covid-19 sulle confezioni, mentre ieri erano finiti nel mirino i prodotti dolciari

Da quando i funzionari statunitensi e taiwanesi hanno confermato che Pelosi si sarebbe recata a Taiwan per incontrare la presidente Tsai Ing-wen, le Dogane cinesi hanno sospeso le importazioni di oltre 2.000 dei circa 3.200 prodotti alimentari in arrivo da Taiwan.   

All'inizio del 2021 la Cina aveva bandito l'ananas taiwanese: la mossa, usata come mezzo di pressione di Taipei, è stata affrontata dal governo locale con una campagna virale commercializzando il frutto come "ananas della libertà" e "ananas della democrazia", contribuendo ad aprire mercati d'export alternativi. 

 

Perché Nancy Pelosi è andata a Taiwan

Nancy Pelosi è la prima donna presidente della Camera a Washington. Ha 82 anni ed è a fine mandato, ma soprattutto è sempre stata attiva nel difendere i diritti umani in Cina.

Nel 1991 ha srotolato uno striscione a sostegno della democrazia in Piazza Tiananmen, fronteggiando i tentativi di arresto da parte della polizia cinese. Per lei il viaggio a Taiwan è incluso in una missione più ampia in un momento storico, dice, in cui "il mondo deve scegliere tra autocrazia e democrazia". 

"Dobbiamo sostenere Taiwan", ha affermato in un articolo pubblicato dal Washington Post al suo arrivo a Taiwan, in cui cita l'impegno che gli Stati Uniti hanno preso per una Taiwan democratica in base a una legge del 1979. "È essenziale che l'America e i nostri alleati chiariscano che non cediamo mai agli autocrati", ha scritto.

La sua missione a Taipei gode di un ampio sostegno bipartisan al Congresso di Washington. 

Se Biden ha espresso una certa diffidenza sul viaggio, l'amministrazione non si è detta apertamente contraria lasciando a Nancy Pelosi la scelta di andare o meno sull'isola. Annullare la visita dopo le minacce di Pechino avrebbe significato concedere alla Cina un diritto di veto che non ha.

Prima di lasciare Taipei, Nancy Pelosi ha incontrato tre importanti attivisti al famoso Jingmei Human Rights Park di Taipei. Si tratta del proprietario della libreria Causeway Bay di Hong Kong Lam Wing-kee (vittima della repressione di Pechino per la pubblicazione di testi controversi e di tipo scandalistico sulla leadership comunista), l'attivista di Taiwan Lee Ming-che (in merito alle vittime del 'terrore bianco' e della legge marziale del governo nazionalista di Chiang Kai-shek) e il leader studentesco di Tienanmen Wu'er Kaixi.   

La visita a Jingmei è considerata significativa per Pelosi perché è un modo per riconoscere il passato politico di Taiwan e la storia della lotta per i diritti umani e la democrazia.

Durante l'incontro poco più di una decina di persone, secondo le foto postate sui social media, ha manifestato reggendo cartelli con la scritta cui "Vai via" e "Pelosi, non sei la benvenuta", sotto la rigida sorveglianza dei molti agenti di polizia schierati.

Tappa a Seul

Intorno alle 11 ora italiana la speaker della Camera è ripartita alla volta di Seul.

Del programma nella tappa sudcoreana si sa poco: l'unico incontro confermato è quello di domani con la sua controparte Kim Jin-pyo, insieme ai leader del People Power Party e del Partito Democratico, con un'agenda incentrata sulla cooperazione Seul-Washington in materia di sicurezza, economia e cambiamento climatico.   

Mentre è diventato un caso l'ipotesi di un faccia a faccia con il presidente Yoon Suk-yeol: alla domanda di un incontro tra i due, un funzionario presidenziale ha ammesso questa mattina che "a questo punto non ci sono piani", secondo i media locali. Yoon è a Seul, tecnicamente in vacanza per tutta la settimana, anche se i suoi piani per lasciare Seul sono stati annullati lunedì per il drastico calo di popolarità dell'ex procuratore generale, esponente del fronte conservatore.  

Riguardo alla visita di Pelosi a Taiwan, la Corea del Sud ha lanciato un appello alla calma nello Stretto di Taiwan e ha chiesto a tutte le parti interessate di mantenere vivo un dialogo per la pace e la stabilità nella regione, alla luce delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Cina. 

"La posizione del nostro governo è di mantenere una stretta comunicazione con le parti interessate [...] considerando l'importanza della pace e della stabilità nella regione attraverso il dialogo e la cooperazione", ha detto alla stampa un funzionario dell'ufficio presidenziale.

Anche il Giappone ha espresso preoccupazione per le manovre militari della Cina attorno allo Stretto di Taiwan. Il portavoce del governo Hirokazu Matsuno ha detto in una conferenza stampa che la pace nella regione è importante non solo per il Giappone, ma per l'intera comunità mondiale. 

"Ci auguriamo che le questioni che riguardano Taiwan, siano risolte in modo pacifico attraverso il dialogo", ha proseguito Matsuno, che - alla domanda se l'esecutivo fosse d'accordo con la visita della Pelosi, ha risposto di non essere nella posizione di poter commentare. 

Il Paese del Sol Levante mantiene solide relazioni commerciali con l'isola dall'avvio dei rapporti diplomatici con Pechino, nel 1972. Durante il tour asiatico la Pelosi si recherà anche a Tokyo nel fine settimana, la sua prima visita in 7 anni, dove è previsto un incontro con il premier Fumio Kishida.

G7: dalla Cina reazione ingiustificata

Secondo i ministri degli esteri dei paesi del G7 "non c'è alcuna giustificazione" per le manovre militari cinesi a Taiwan e la visita di Pelosi sarebbe stata usata come “pretesto”. "È normale che rappresentanti dei nostri Paesi viaggino all'estero" si sottolinea nel comunicato stampa diffuso oggi, in cui si aggiunge che l'atteggiamento cinese "rischia di aumentare le tensioni e di destabilizzare la regione"

Russia: “Usa vogliono irritare la Cina”

Per il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, la visita della speaker della Camera Usa, Nancy Pelosi, a Taiwan è la dimostrazione dello stesso approccio che gli Usa hanno in Ucraina. "E' il desiderio di provare a tutti la loro impunità e di dimostrare che tutto è loro permesso", ha affermato il capo della diplomazia russa dal Myanmar. "Non vedo altro motivo per creare un tale fastidio praticamente di punto in bianco, sapendo molto bene cosa significhi (Taiwan) per la Cina", ha aggiunto.

Sulla questione interviene anche Pyongyang, schierata contro la visita di Nancy Pelosi a Taiwan, considerata una "interferenza  sfacciata" da parte di Washington negli affari interni di un altro Paese. 

"L'attuale situazione dimostra chiaramente che l'interferenza sfacciata degli Usa negli affari interni di altri Paesi e le loro  provocazioni politiche e militari deliberate sono all'origine di una pace e una sicurezza vessate nella regione", scrive l'agenzia Kcna citando un portavoce del ministero degli Esteri.        

Pyongyang ripete la posizione dell' 'amica' Pechino per cui "Taiwan è  parte inseparabile della Cina" e "la questione di Taiwan è un affare interno della Cina", che considera l'isola una "provincia ribelle" da  "riunificare".