Archeologia subacquea

Nella laguna di Venezia un allevamento di ostriche di epoca romana

La scoperta durante lo scavo sul sito lagunare di Lio Piccolo, nel comune di Cavallino Treporti

Uno scavo di archeologia marittima in laguna ha scoperto quello che sembra essere un allevamento di ostriche risalente al I-II secolo avanti Cristo, collegato alla "Villa romana di Lio Piccolo", nel comune di Cavallino-Treporti, dotata di piscine per l'acquacoltura. 

È l'ipotesi preliminare su cui sta lavorando un team interdisciplinare impegnato nella seconda campagna di scavo archeologico subacqueo sul sito, scoperto quasi venti anni fa dall'archeologo amatore Ernesto Canal. La prima campagna si era svolta un anno fa e aveva permesso di mettere in luce alcune strutture murarie e palificate segnalate da Canal a poche decine di metri dall'argine di Lio Piccolo.

Le indagini sono state dirette da Carlo Beltrame, professore associato di archeologia marittima del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Cà Foscari Venezia con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna.

Il fondale conserva una vasca in mattoni sesquipedali di forma rettangolare databile, anche sulla base di analisi al radiocarbonio, al 1° e 2° secolo dopo Cristo. In età romana, la struttura era sommersa e serviva per la conservazione, forse poco prima della consumazione, di ostriche. Questi molluschi si sono infatti eccezionalmente conservati sul fondo della vasca. 

La presenza di un gargame in legno, che doveva suddividere lo spazio per mezzo di una saracinesca, fa pensare peraltro che questa non fosse l'unica specie ospitata nella vasca.

Gli studiosi hanno rinvenuto delle strutture fondazionali a una profondità minore rispetto al livello del medio mare. Si tratta di fitte palificate infisse su un fondale argilloso compatto che sostenevano dei camminamenti in mattoni rivestiti di cocciopesto. 

Numerosi resti di affreschi di pregio, in corso di analisi e di mosaici bianchi e neri completano il quadro.