Iran, donne si tolgono il velo

Ancora proteste per la morte di Mahsa, sui social donne si tagliano i capelli e bruciano il hijab

Si moltiplicano le manifestazioni di dissenso in tutto il paese contro il regime di Khamenei

Non si fermano le proteste in  Iran per l'uccisione di Masha Amini, la 22enne picchiata a morte dagli agenti della 'polizia morale' dopo essere stata arrestata perché non  indossava correttamente il velo. Oltre che nelle strade la protesta usa la rete per manifestare il suo dissenso: sui social si stanno anche diffondendo video di donne iraniane  che si tagliano i capelli ed in alcuni casi addirittura bruciano hijab, protesta simbolica per il fatto che la giovane - in vacanza con la famiglia a Teheran da una provincia del nord ovest del Paese - è  stata fermata da una delle pattuglie della moralità perché dal velo le sfuggiva una ciocca di capelli

 Anche l'attrice iraniana Anahita  Hemmati ha voluto significare la sua partecipazione alla protesta postando un video su Instagram in cui anche lei si rasa la testa. Le prime a togliere il velo, ed a sventolarlo in aria, sono state ieri alcune donne presenti al funerale della giovane: al grido di “Morte al dittatore!lo hanno sventolato in aperta sfida al regime.

mentre i residenti hanno lanciato pietre contro la sede del governatore e gridato slogan antigovernativi e strappato manifesti con la foto della Guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. La protesta ha assunto un valore simbolico contro l’avversione che una parte del paese prova nei confronti del regime che nell'979 sostituì la monarchia con una  repubblica islamica sciita, la cui costituzione si ispira alla shari'a, legge coranica, 

Le manifestazioni hanno luogo non solo a Saqqez, durante i funerali della giovane, ma anche in altre città dell’Iran, coinvolgendo una larga parte della popolazione e protraendosi anche durante la notte tra sabato, giorno del funerale e domenica. Naturalmente la protesta è forte anche nella capitale Teheran dove si sono mobilitati anche gli studenti universitari. In molte occasioni le manifestazioni si sono trasformate in disordini e scontri con le forze dl''ordine.

La sharia iraniana, o legge islamica, impone alle donne di coprirsi i capelli e a indossare abiti che ne coprano il corpo. Per chi dovesse trasgredire le punizioni sono molto severe. In quei casi interviene la cosiddetta "Polizia morale", che viene chiamata anche “Hijab police”. Una polizia religiosa incaricata di vegliare sulla "morale islamica" e che in passato si è resa protagonista anche di guerre spietate a certe acconciature maschili o parabole televisive.

In rete circolano anche molti video di persone ferite dalle forze dell’ordine nel tentativo di reprimere le manifestazioni. La polizia avrebbe usato lacrimogeni e manganelli sulla folla e sparato ad altezza uomo.

Nel frattempo le autorità iraniane rifiutano le accuse mosse alla polizia morale di aver picchiato la ragazza fino a causarne la morte e fa circolare un video, teoricamente ripreso dalle telecamere di sicurezza interna, in cui si vedrebbe la 22enne semplicemente vittima di un infarto mentre si trovava in custodia negli uffici della polizia religiosa, ma molti dubitano dell'autenticità di questo video, anche perché le foto del corpo della ragazza mostrano ferite, anche sul volto, che non trovano spiegazione in caso di infarto.

Tutto ciò nel giorno in cui la Guida suprema dell'Iran, ayatollah Ali Khamenei, è riapparso in pubblico oggi dopo un ricovero di vari giorni in ospedale e le notizie sul suo "grave" stato di salute. Lo riportano molti media internazionali, fra cui Al Jazeera. Khamenei, 83 anni, è apparso vestito di nero e con la mascherina - come del resto ha sempre fatto dall'inizio della pandemia da Covid-19 - per un lutto in occasione della festa sciita dell'Arbaeen. Le immagini sul sito web di Khamenei lo mostrano mentre cammina e saluta la folla. Il ricovero non è mai stato ufficializzato ma due giorni fa ne aveva dato notizia il New York Times, che indicava che il leader iraniano fosse "gravemente malato" e che era stato operato per un blocco intestinale.