All'assemblea di Confindustria in Vaticano

Bonomi: "Il nostro dovere è offrire un lavoro degno"

Il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha detto che: "Serve una rivoluzione nei tempi di lavoro, senza discriminare le donne e i giovani". Al termine dell'Assemblea pubblica seguirà l'udienza con il Papa

Bonomi: "Il nostro dovere è offrire un lavoro degno"
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Carlo Bonomi all'assemblea di Confindustria al Vaticano

"In questa nostra Italia, avvertiamo, oggi più che mai, il dovere di offrire il nostro contributo centrato sulla definizione condivisa di un 'lavoro degno'". "Non è così, purtroppo, nella nostra Italia". Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi incentra su questo tema, declinato ampiamente in tutti i suoi aspetti, il suo intervento di fronte al Santo Padre per un "evento straordinario", l'assemblea degli industriali in udienza nell'Aula Nervi. Tra i diversi punti parla di "infime retribuzioni" e sottolinea: "Questo non riguarda in alcun modo l'industria. Quelli non siamo noi!". Il tema del salario minimo "non ci tocca".

Al Paese, dunque, serve "lavoro" e "non sussidi che lo scoraggiano", è il monito di Bonomi che ha ricordato come, a tre anni dall'avvio, sul Reddito di Cittadinanza, "più di un beneficiario su due non ha ancora firmato il Patto per il lavoro". Tornando al lavoro "degno", il lavoro nero, la negazione dei diritti sindacali, la mancata contribuzione assistenziale o previdenziale, "sono tutti fenomeni - ha osservato - che si combattono intervenendo severamente dove i contratti non sono osservati o dove vi sono contratti pirata contro i quali la risposta non può che essere misurare la rappresentatività delle Parti Sociali". Un lavoro "degno", poi, "è un lavoro svolto in sicurezza. Ecco perché per Confindustria - ha assicurato il presidente - è fondamentale affrontare il tema della sicurezza sui luoghi di lavoro nella logica di una maggiore partecipazione organizzativa in cui i problemi possano essere individuati e risolti attraverso la condivisione". Un'altra componente essenziale del lavoro "degno" è quella che "discende direttamente dalla piena attuazione e tutela della dignità della persona". Deve essere, dunque, "un lavoro libero", iniziando dalla qualità dell'ingresso nel mondo del lavoro. In molti contesti, infatti, "l'unica alternativa alla disoccupazione - è il ragionamento di Bonomi - è un impiego precario o addirittura un lavoro sfruttato, dalle finte partite Iva, ai lavori in nero, ai tirocini non formativi, solo per fare qualche esempio. Anche su questo punto ci tengo a ribadire che non è la manifattura, non siamo noi, ad offrire queste forme di sottoccupazione e spesso vero e proprio sfruttamento". Infine, secondo Bonomi, un lavoro "degno" deve essere "creativo" e "solidale" e "serve una rivoluzione nei tempi ordinari di lavoro: perché la cura parentale di bambini e anziani deve essere compatibile con il lavoro e, anzi, dovrebbe essere incoraggiata fiscalmente, se vogliamo al contempo più nascite e più anziani attivi".

Dal Covid alla guerra in Ucraina, "In ognuna di queste terribili prove, in cui sono state, e restano, a rischio le imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro, non abbiamo mai pensato solo a noi stessi", evidenzia Bonomi. "Il faro che ci ha guidato è sempre stato quello di pensare prioritariamente a come difendere - tutti insieme - il lavoro, la crescita e la coesione sociale dell'intero Paese". E ricorda: "Abbiamo firmato con i sindacati i protocolli di sicurezza che hanno consentito di continuare le produzioni essenziali durante la pandemia; abbiamo trasformato le fabbriche in centri vaccinali; abbiamo incessantemente avanzato proposte al sindacato e ai governi affinché - tutti insieme - potessimo realizzare un grande Patto per l'Italia. Non per le nostre imprese, ma per l'Italia e per l'intera comunità nazionale. Non ci hanno fermato le delusioni. Non ci siamo mai lasciati sforare dalle pulsioni antagoniste e divisive che purtroppo caratterizzano ancora gran parte del confronto pubblico italiano. Siamo stati uniti e abbiamo continuato a credere, e a chiedere, che lo spirito di Sistema prevalesse". E malgrado tutte le difficoltà - prosegue Bonomi - "abbiamo continuato a realizzare risultati straordinari. Penso all'export, al fatto che, anche in questi mesi, l'industria italiana sta andando meglio dei nostri partner tedeschi e francesi. E io devo un profondo ringraziamento a voi tutti, all'intera Confindustria - dice alla platea di imprenditori, in Vaticano con le loro famiglie - : avete e abbiamo dimostrato, ancora una volta, di essere una delle forze essenziali che reggono l'Italia nel mondo. È questo il grande patrimonio collettivo, che grazie all'impegno di tutti voi, offriamo all'Italia".