Il Bel Paese vince l’insalatiera nel 1976

Coppa Davis 2022: l’Italia a Bologna celebra i 100 anni dalla sua prima apparizione nel torneo

Gli azzurri non dovrebbero avere problemi a superare il girone in cui incontreranno Croazia, Argentina e Svezia

Coppa Davis 2022: l’Italia a Bologna celebra i 100 anni dalla sua prima apparizione nel torneo
Oscar J. Barroso/Europa Press via Getty Images
Il trofeo della Coppa Davis

L'Italia in Coppa Davis inizia la sua avventura nel 1922 sui campi in erba di Roehampton, storico circolo nei pressi di Wimbledon, dove una debole ed inesperta squadra azzurra viene battuta dai padroni di casa. Negli anni successivi ancora tante sconfitte, intervallate da sporadici successi su avversari di secondo piano come il Portogallo e l'Olanda.
La svolta arriva però nel 1928, quando la guida della squadra azzurra di Coppa Davis viene affidata al Barone Uberto de Morpurgo. Con lui nella doppia veste di capitano- giocatore, con Giorgio de' Stefani e con il doppista Placido Gaslini, l'Italia ha per la prima volta una formazione competitiva: nel 1928 e nel 1930 gli azzurri vincono il tabellone europeo per poi arrendersi nella finale interzone agli Stati Uniti. Nel 1932 ancora una finale europea, poi un lungo periodo opaco intervallato dal secondo conflitto mondiale.
Dopo la riammissione nel tabellone di Coppa Davis, Cucelli e Marcello Del Bello, a cui si aggiungeranno il fratello Rolando e Fausto Gardini, raggiungono una semifinale interzone (1949) e una finale interzone (1952).

 

Ci si avvicina a grandi passi all’era di Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola protagonisti di un decennio culminato in due finali consecutive nel 1960 e 1961. La prima raggiunta dopo aver rimontato uno svantaggio di 2-0 nei confronti degli Stati Uniti nella finale interzone di Perth, la seconda conquistata a Roma con un secco 4-1 sempre ai danni degli americani. In entrambe le occasioni fu la fortissima Australia di Rod Laver, Roy Emerson e Neale Fraser a fermare la corsa degli azzurri in finale.

Cresce in quegli anni il celebre quartetto composto da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli, capace di conquistare quattro finali in cinque anni, compresa quella vittoriosa di Santiago (1976). Le altre sarebbero arrivate nel '77 (in Australia), '79 (Usa) e '80 (Cecoslovacchia). Il formato della Coppa Davis era diverso da quello attuale. Le squadre partecipanti, divise in 56 nazioni, erano organizzate in blocchi, tra cui emergevano 32 squadre della zona europea, 12 della zona asiatica e 12 della zona americana. Dalle quattro zone (Europa divisa in due), dunque, sarebbero emerse 4 vincitrici, in grado di affrontarsi in semifinale e in finale.

La finale del 1976

La finale della Coppa Davis del 1976, tra Cile e Italia, fu giocata in un clima critico dal punto di vista ideologico e politico; dopo il rifiuto, da parte dell’Unione Sovietica, di disputare l’incontro contro il Cile, in Italia si parlò a lungo della possibilità di boicottare l’incontro, che si sarebbe tenuto in Cile. Uno degli elementi sul tavolo era che la sfida tra le due nazionali era stato organizzato all’interno dello stadio nazionale del Cile, luogo che era stato adibito a campo di concentramento per gli oppositori politici. Per questo motivo, diversi partiti e gruppi politici hanno spinto affinché la sfida non si disputasse.

Alla fine, il governo Andreotti ha deciso di lasciare la parola alla federazione italiana del tennis, che spinse per la partecipazione dell’Italia. Nella partita del doppio Panatta e Bertolucci indossarono una maglietta rossa In segno di protesta come raccontato anche nel documentario che racconta quella finale storica. L’Italia vinse la sfida per quattro a uno, lasciando l’unica vittoria al Cile, nel match finale con il risultato già acquisito da parte della nazionale italiana.

La sua settima finale, l'unica disputata in Patria, l'Italia l'ha raggiunta nel 1998, venendo sconfitta dalla Svezia a Milano. Appena un anno e mezzo dopo, però, la stessa squadra che era arrivata alla finale fu protagonista della retrocessione nel Gruppo 1, dove la ringiovanita  Nazionale di capitan Barazzutti fu protagonista nel settembre 2005 e in quello 2006 di due avvincenti e sfortunati spareggi-promozione contro la Spagna di Rafael Nadal prima a Torre del Greco e poi a Santander e fu bloccata nel 2007 da una sconfitta in Israele. Il 2008 è l’anno del successo dell’Italia nello spareggio contro la Lettonia (3-2) per restare nel Gruppo I.

l'Italia vince la Coppa Davis nel 1976 in Cile federtennis
l'Italia vince la Coppa Davis nel 1976 in Cile

Gironi e curiosità

GIRONE A (Bologna)

Nella nazionale croata non ci sarà Marin Cilic, e spetterà a Nino Serdarusic, n.251 del mondo, subentrare. Il n.1 croato sarà quindi Borna Coric, recentemente vincitore del Masters1000 di Cincinnati. L’uscita di scena del semifinalista del Roland Garros lascia maggiori chance all’Argentina per giocarsela per l’altro posto nei quarti. Per gli azzurri non dovrebbero esserci troppi problemi per il superamento del girone. 

Italia: Jannik Sinner, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti, Fabio Fognini, Simone Bolelli. Capitano: Filippo Volandri

Croazia: Borna Coric, Borna Gojo, Nino Serdarusic, Mate Pavic, Nikola Mektic. Capitano: Vedran Martic

Argentina: Diego Schwartzman, Francisco Cerundolo, Sebastian Baez, Horacio Zeballos, Maximo Gonzalez. Capitano: Guillermo Coria

Svezia: Mikael Ymer, Elias Ymer, Dragos Nicolae Madaras, Jonathan Mridha, Andre Goransson. Capitano: Johan Hedsberg

GIRONE B (Valencia)

Dopo essere diventato numero uno al mondo dopo aver trionfato a Flushing Meadows, Carlos Alcaraz conferma la sua presenza e alla Spagna non dovrebbe toccare alcun tipo di problema anche senza Nadal. Il problema forse lo avrà la Serbia, che non ha Djokovic e si ritrova il Canada con Felix Auger-Aliassime richiamato alla competizione. La Corea del Sud sulla carta è soltanto dotata di un buon singolarista e non sembra poter essere protagonista.

Spagna: Carlos Alcaraz, Roberto Bautista Agut, Albert Ramos-Vinolas, Pedro Martinez, Marcel Granollers. Capitano: Sergi Bruguera

Serbia: Miomir Kecmanovic, Filip Krajinovic, Laslo Djere, Dusan Lajovic, Nikola Cacic. Capitano: Viktor Troicki

Canada: Felix Auger-Aliassime, Vasek Pospisil, Alexis Galarneau, Gabriel Diallo. Capitano: Frank Dancevic

Corea del Sud: Soon-woo Kwon, Seong-chan Hong, Ji-sung Nam, Min-kyu Song. Capitano: Seungkyu Park

GIRONE C (Amburgo)

Assente il tedesco Alexander Zverev per un edema. Raggruppamento con un buon equilibrio, in cui forse solo il Belgio paga la mancanza di un secondo singolarista al livello di David Goffin. È molto probabile che in questo raggruppamento saranno decisivi i doppi per il passaggio del turno.

Germania: Oscar Otte, Jan-Lennard Struff, Tim Puetz, Kevin Krawietz. Capitano: Michael Kohlmann

Francia: Adrian Mannarino, Benjamin Bonzi, Arthur Rinderknech, Richard Gasquet, Nicolas Mahut. Capitano: Sebastian Grosjean

Belgio: David Goffin, Zizou Bergs, Michael Geerts, Sander Gillé, Joran Vliegen. Capitano: Johan van Herck

Australia: Alex de Minaur, Thanasi Kokkinakis, Jason Kubler, Max Purcell, Matthew Ebden. Capitano: Lleyton Hewitt

GIRONE D (Glasgow)

Gran Bretagna e Stati Uniti restano favoriti per arrivare ai quarti, anche se per gli States mancheranno Frances Tiafoe (rinuncia) e il capitano Mardy Fish (Covid: lo sostituisce Bob Bryan, per una volta da solo e senza il gemello Mike). Ma sia kazaki che olandesi potrebbero riservare delle sorprese.

Gran Bretagna: Cameron Norrie, Daniel Evans, Andy Murray, Joe Salisbury, Neal Skupski. Capitano: Leon Smith

Stati Uniti: Taylor Fritz, Tommy Paul, Jack Sock, Rajeev Ram. Capitano: Bob Bryan

Kazakistan: Alexander Bublik, Mikhail Kukushkin, Dmitry Popko, Aleksandr Nedovyesov, Andrey Golubev. Capitano: Yuriy Schukin

Paesi Bassi: Botic van de Zandschulp, Tallon Griekspoor, Tim van Rijthoven, Wesley Koolhof, Matwé Middelkoop. Capitano: Paul Haarhuis